iscrizionenewslettergif
Politica

Arnoldi: l’unica soluzione è una “leggina” sul quorum

Di Redazione3 marzo 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Gianantonio Arnoldi

Gianantonio Arnoldi

BERGAMO — Mentre sono ore di febbrile attesa per la sentenza del Tar che potrebbe escludere la Lista di Roberto Formigoni dalla competizione elettorale del prossimo 28 e 29 marzo, penalizzando il centrodestra ma creando nel contempo un deficit di democrazia, nel senso che verrebbe a mancare il candidato della parte maggioritaria dell’elettorato, gli esperti cercano soluzioni alternative. Il ministro dell’Interno Maroni ha negato la possibilità di leggi ad hoc, per la ristrettezza dei tempi. Abbiamo chiesto all’ex parlamentare ed esperto di meccanismi elettorali e legislativi Gianantonio Arnoldi se ci siano possibilità d’uscita da questa situazione.
Arnoldi come si esce da questa impasse?
La situazione è parecchio complicata. L’unica soluzione possibile, l’unica “leggina” che Berlusconi potrebbe fare per risolvere quello che è un problema reale, cioè che in caso di mancata candidatura di Formigoni una parte consistente dell’elettorato diserti le urne e quindi il consiglio regionale non sia rappresentativo della maggioranza dell’elettorato, è una leggina che prevede l’innalzamento del quorum per ritenere valida l’elezione.
Ci spieghi meglio…
Le faccio un esempio concreto che vale per Formigoni e anche per la Polverini. Se i due dovessero essere eliminati, c’è la possibilità che gli elettori del centrodestra non vadano a votare. Ragion per cui finiremmo per avere in Regione un’assemblea consiliare che non è più rappresentativa del reale elettorato del paese. In questo momento non c’è un quorum necessario per ritenere valida l’elezione. Paradossalmente potrebbe essere valida anche con il 10 per cento dei voti, il che sarebbe un’assurdità in termini di rappresentatività. Credo che se Berlusconi facesse una legge che innalzasse questo quorum al 50 per cento, nessun italiano avrebbe nulla da ridire, dal momento che nessuno accetterebbe la validità di un’elezione in cui abbiano votato meno della metà degli aventi diritto.
Cosa ne seguirebbe?
Che se l’elezione non raggiunge il 50 per cento dei votanti viene invalidata. In questo modo si andrebbe a nuove elezioni magari fra 6 mesi o un anno. Certo il commissariamento temporaneo non è una bella prospettiva, però è certamente meglio questo vulnus di democrazia che rischiamo di ritrovarci anche nei prossimi anni, con candidati eliminati per vizi di forma e un paese strangolato da laccioli e cavilli, corsi e ricorsi e battaglie legali. Non è possibile rendere instabile il paese in questo modo ad ogni campagna elettorale.

Scotti Foglieni all’attacco: il Pdl Bergamo gestito come una monarchia

Carlo Scotti Foglieni durante il suo discorso registrato dalle telecamere di Bergamosera.com BERGAMO -- "Non condivido il modo in cui è stato gestito il partito a Bergamo ...

Debacle nel centrodestra. La Corte decide: fuori la lista Formigoni

Roberto Formigoni MILANO -- Con una decisione clamorosa la Corte d'Appello di Milano non ha ammesso la ...