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Bergamo

Cgil: Bresciani confermato segretario provinciale

Di Redazione3 marzo 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Luigi Bresciani

Luigi Bresciani

BERGAMO — Si è chiuso poco fa, con l’elezione degli organismi dirigenti, il sesto Congresso Territoriale della Cgil di Bergamo. All’auditorium Sant’Alessandro di via Garibaldi, la platea congressuale ha votato ed eletto il nuovo Comitato Direttivo composto da 87 persone. Questo organismo ha, a sua volta, eletto segretario generale provinciale Luigi Bresciani, che dunque si conferma alla guida della Camera del Lavoro di Bergamo, con 50 voti favorevoli, 26 contrari, 2 astenuti, 1 bianca (79 votanti). A presentare la sua candidatura per conto della Cgil nazionale e regionale è stata Elena Lattuada della segreteria Cgil Lombardia.

“Oggi non ci sono le condizioni per una gestione unitaria della Camera del Lavoro” ha commentato Bresciani appena eletto. “Questo non significa affermare un’opposizione pregiudiziale e definitiva ad una presenza futura della minoranza dentro il più alto organismo direttivo della CGIL. La diversità di idee è una risorsa di questa organizzazione e per questo motivo va tutelata, ma occorrerà verificare se a livello nazionale ci saranno i margini per superare le attuali fratture. Tuttavia questo non basterà: occorrerà anche a Bergamo un percorso che recuperi elementi di confederalità, su questioni che attengono all’organizzazione e al rapporto fra le diverse categorie. Quindi sarà necessario tracciare una serie di tappe per superare la situazione che oggi viviamo. Ci vorrà tempo, non sarà un processo rapido. Per questo oggi eleggiamo il solo segretario generale. E a metà aprile eleggeremo una segreteria espressione della maggioranza, senza per questo sancire rigidamente l’esclusione della minoranza in futuro, che potrebbe essere recuperata proprio attraverso il percorso di cui ho detto. Per farlo occorre che vengano garantite alcune condizioni”.

Qualche ora prima in vista dell’elezione del Direttivo, Ivan Valota, presidente della Commissione Elettorale del Congresso, aveva presentato una lista di 87 nomi (68 della maggioranza e 19 della minoranza – la lista è in allegato. Ad essa va aggiunto il nome di Orazio Amboni, in qualità di staff di Bresciani), definita all’unanimità in Commissione. I delegati al Congresso hanno espresso, poco fa, il loro voto al riguardo. Sui 322 aventi diritto, i votanti sono stati 278, così suddivisi: 248 favorevoli, 23 contrari, astenuti 3 (più 4 schede bianche).
Per quanto riguarda la Segreteria, la sua elezione avverrà entro il mese di aprile.
I lavori di oggi sono stati caratterizzati da un intenso dibattito che ha visto ben 38 delegati prendere la parola.
L’assemblea congressuale, che nella sessione pomeridiana di oggi, era composta da 268 delegati, pari all’83% del totale, ha votato anche il documento politico finale (in allegato), che ha ottenuto 172 voti a favore, 60 voti contrari e 2 astensioni.

L’intervento a conclusione dei lavori del Congresso provinciale è stato affidato a Elena Lattuada della segreteria CGIL Lombardia, che ha avviato il suo discorso domandandosi quale significato abbia assunto questa fase congressuale per l’organizzazione: “Abbiamo avuto una difficoltà: quella di aver scelto di procedere con un Congresso in una fase di crisi come questa. Una crisi economica, ma anche di valori e della stessa struttura sociale, che nel profondo anima anche l’idea di come costruire un’azione collettiva e del sindacato stesso. Una fase fatta di paure, di difficoltà di reddito, che ci obbliga ad interrogarci su come dovremo agire in futuro. Occorre che si continui nella ricerca di chi siamo e di cosa vogliamo fare: di sicuro siamo un sindacato confederale. Cioè un’organizzazione che tenta di tenere insieme le tante facce che vogliamo rappresentare, sia dentro la fabbrica che fuori. Siamo coscienti del fatto che tenere insieme tanti luoghi e tante identità sia complicato. Ma non c’è un’identità unica e dire questo significa credere nella confederalità”.
Lattuada ricorda anche l’impegno che deve essere forte per la prossima mobilitazione di marzo: “Un appuntamento importante ma complicato sarà lo sciopero del 12 marzo, che prova a dare una risposta alla domanda su come si esca dalla crisi, con la difesa del reddito e la priorità da dare alle grandi riforme (per le quali occorre un tavolo che continua a mancare), da quella fiscale a quella degli ammortizzatori sociali”.

Il Congresso territoriale fa parte del lungo percorso congressuale che avrà il suo culmine dal 5 all’8 maggio con il sedicesimo Congresso nazionale a Rimini. A livello provinciale per arrivare all’appuntamento di questi due giorni si è passati attraverso 1.005 assemblee nei luoghi di lavoro e territoriali, coinvolgendo (informando e invitando) oltre 88mila iscritti, di cui 28.735 hanno espresso il loro voto (pari al 30.7% del totale degli iscritti). I voti validi sono stati 28.193: 22.031 per il documento 1 (Epifani) pari al 78.14% (in Lombardia il 77% e a livello nazionale l’83% si sono espressi per la mozione 1), mentre per il documento 2 (Moccia) 6.162, pari al 21.86%. Il passaggio successivo è stato quello dei Congressi di categoria che si sono svolti dal 20 al 26 febbraio scorsi.

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