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Politica

Lista Formigoni out, Arnoldi: troppi incarichi in mano a pochi

Di Redazione1 marzo 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'ex parlamentare Gianantonio Arnoldi

L'ex parlamentare Gianantonio Arnoldi

BERGAMO — Hanno combinato un gran pasticcio. E, se Silvio Berlusconi si è detto esterrefatto di quanto accaduto, non sono pochi gli esponenti politici che gridano al dilettantismo. Fra questi Gian Antonio Arnoldi, uno che di elezioni ne ha affrontate tante, e conosce da vicino i meccanismi formali che le regolano.

Arnoldi, cosa ne pensa di questo patatrac?
Ho un unico commento: dilettanti allo sbaraglio. Non si possono gettare alle ortiche mesi e mesi di consultazioni per non essere stati capaci di presentare delle liste. Si tratta di un episodio gravissimo. E noi dovremmo metterci nelle mani di gente che incapace persino di presentare il numero giusto di firme alle elezioni? E’ ora che qualcuno faccia una riflessione.
Quali sono i motivi che hanno portato a un simile disastro?
Ne vedo uno sopra tutti. L’eccessiva concentrazione di incarichi e cariche. Berlusconi ha voluto concentrare innumerevoli incarichi su poche persone impedendo la crescita di esperti formali. Facciamo un rapido calcolo: Podestà ha tre incarichi. Berlusconi stesso ne ha 4, Bondi ne ha tre, La Russa altri tre. E’ evidente che la concentrazione di cariche non consente di seguire alla perfezione tutto, anche nelle relative ramificazioni regionali, provinciali, comunali. E così non possono crescere nemmeno delle competenze necessarie in questi casi. Ci sono state gravissime incompetenze.
Cosa succederà ora?
Le strade sono due. O il tribunale annulla tutta la lista, candidato presidente compreso, e sarebbe un disastro per il centrodestra. Oppure viene cancellato solo il listino. Resterebbe il candidato presidente e ad affiancarlo ci sarebbero i maggiori eletti in campo proporzionale.
Nei corridoi del potere si rumoreggia che ci sia qualcuno che tira le fila di questa vicenda. Le risulta?
E’ indubbio che qualcuno alla fine ci guadagnerà. E si tratta di qualcuno che si avvantaggerebbe nei confronti di Berlusconi e Formigoni. Fuori gli uomini del listino, la strada è aperta per altri candidati, diversi, compresi quelli minori. Le faccio un esempio: in questa situazione persino un giovanissimo come Tremaglia, sostenuto da La Russa, ha enormi possibilità di essere eletto.

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