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Editoriali

Atalanta credici ancora, ma l’attacco rende da serie B

Di Redazione1 marzo 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Tiribocchi e Valdes, decisivi a Udine all'andata

Tiribocchi e Valdes, decisivi a Udine all'andata

BERGAMO — Vorrei continuare a pensare positivo. Mi ripeto che in casa si può ancora costruire qualcosa di importante, guardo il calendario ed è facile dire che con sei vittorie al Comunale si arriva a quota 39. Già, bisogna vincerle però. Non vorrei sembrare troppo cupo, rimando le considerazioni che leggerete qui sotto da qualche settimana ma oggi è il giorno giusto.

L’Atalanta per salvarsi deve fare davvero un’impresa e le armi che ha, visto che cuore e spinta dei tifosi non bastano, finora non si sono dimostrate all’altezza. Per salvarsi bisogna vincere in casa. Per vincere bisogna fare gol. Ahia, tasto molto dolente.

Numeri alla mano, i nerazzurri hanno il terz’ultimo attacco con appena 22 reti realizzate in 26 giornate. Peggio hanno fatto solo Lazio (21) e Livorno (17). Di queste 22 marcature sono soltanto 11 quelle realizzate dagli attaccanti: 7 Tiribocchi, 2 Doni, 1 Chevanton e 1 Acquafresca. Nessuno Nicola Amoruso. Qualcuno potrà obiettare che ce ne sono di preziose anche dagli esterni, vedi Valdes (4) e Ceravolo (2), ma quando fai fatica, quando sei in seria difficoltà sono le punte a poterti togliere le castagne dal fuoco. Ci dobbiamo affidare a quelle in organico per sperare di invertire la tendenza: ad oggi i numeri lasciano poche speranze.

Confrontando i dati atalantini con quelli delle altre squade invischiate nella lotta per non retrocedere, almeno fino all’Udinese perchè è inutile guardare più in alto, scopriamo che solo il Livorno è messo come l’Atalanta: 5 reti per Lucarelli, 4 per Danilevicius e 2 per Tavano. Il Catania sta molto meglio, 19 con Martinez(8) leader davanti a Morimoto(5), Mascara(5) e Maxi Lopez(1), addirittura il rinato Siena quasi doppia la squadra di Mutti con i 20 gol firmati Maccarone(10), Calaiò(6), Ghezzal (2) e Paolucci(2).

Rimane l’Udinese, prossimo avversario dipinto da tutti come ultima spiaggia nerazzurra. Trascinati dal capocannoniere Di Natale (19), i friulani davanti segnano tantissimo e arrivano a 28 gol in 26 partite grazie anche a Floro Flores(7) e Pepe(2): in media, ogni volta che scendono in campo gli uomini di Marino vanno in gol almeno una volta.

Quest’ultima considerazione è la conferma che non ci credo più? Che il discorso salvezza è chiuso? Nossignori. Domenica prossima, giorno in cui la società invita tutte le nostre donne allo stadio al prezzo simbolico di 1 euro, servirà una svolta. Si dovranno cancellare le statistiche negative, mangiando l’erba i giocatori dovranno dimostrare a tutti che fino alla fine è giusto crederci e che loro per primi non pensano affatto che il tempo sia scaduto.

Nei 90 minuti che attendono Doni e compagni dovranno essere ribaltate le brutte certezze maturate nelle precedenti 26 giornate di campionato: questa Atalanta non è inferiore alle avversarie ma esserne convinti non basta più, ci vogliono i fatti. Senza i 3 punti al cospetto dei friulani sarà meglio iniziare a pensare alla risalita, alle trasferte di Crotone e Padova: rabbrividisco al pensiero che l’anno scorso di questi tempi si parlava del rinnovo di Del Neri e a come un giocattolo perfetto è stato rotto credendo bastasse un tecnico qualunque per continuare a cavalcare con il vento in poppa la serie A. L’Atalanta ci gioca per la cinquantesima volta, non dimentichiamolo.

Fabio Gennari

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