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Politica

Scotti Foglieni (Pdl): il mio modo di fare politica è diverso

Di Redazione26 febbraio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Carlo Scotti Foglieni, candidato nelle file del Pdl

Carlo Scotti Foglieni, candidato nelle file del Pdl

BERGAMO — Il suo modo di parlare è schietto e diretto. Le sue idee politiche chiare e immediate. Porta con sé tutti i suoi 45 anni e la professione di commercialista, Carlo Scotti Foglieni, candidato alle Regionali nelle fila del Popolo della libertà. In questa intervista, mostra tutta l’energia e la voglia di rinnovamento che viene dalla nuova generazione di esponenti del partito di Berlusconi.
Scotti Foglieni, qualcuno l’ha definita l’uomo nuovo del Pdl bergamasco…
Dipende da cosa s’intende per novità. Sono nuovo perché mi affaccio alle regionali per la prima volta e vengo completamente dalla società civile. Sono il presidente di Confprofessioni Lombardia, ho aperto la mia prima società a 18 anni, prima ho lavorato per anni con mio papà in azienda agricola. In realtà, faccio politica da tanti anni ma è la prima volta che mi affaccio ad incarichi istituzionali di questa importanza e lo faccio perché penso che un po’ di linfa nuova sia necessaria.
La sua linea è parsa molto diversa da quella degli altri candidati…
Non so se sia alternativa. So che sono le cose che vuole la gente. Sono le posizioni del presidente Berlusconi. So che l’Italia vuole questa rivoluzione liberale che stenta a partire. Non credo che in questa situazione sia il caso di arrotondare gli spigoli quando ci sono. La gente fatica ad arrivare a fine mese, a trovare posto di lavoro. Ci sono tante, tante, troppe famiglie in cassa integrazione, gli anziani si sentono dimenticati e abbandonati, l’immigrazione è gestita male, l’accattonaggio è ad ogni angolo di strada. Sono cose che non vanno bene e che si devono risolvere in fretta. Come dico io: serve un po’ più di rabbia dentro e il coraggio di decidere.
Lei è piuttosto giovane. La sua generazione pare preferire la concretezza alle astrazioni della politica…
La politica è la capacità di costruire il presente immaginando il futuro. Se la politica diventa l’idea che con le parole si cambino le cose, allora questo non è il modo di fare politica che abbiamo in mente noi. Noi pensiamo prima di tutto che le cose vadano fatte. E mentre si fanno, si pensa anche a come cambiare le altre. La politica è il lavoro con cui si orienta il futuro.
A proposito di futuro: ambiente ed energia?
Sono favorevole al nucleare. Sono favorevole perché è ipocrita continuare a comprare energia all’estero pagando ogni anno una sovrattassa equivalente al costo di 4 centrali nucleari. Soldi che finiscono nelle tasche di Francia e Germania, mentre i nostri operai, impiegati, lavoratori, famiglie e imprenditori pagano delle bollette fuori misura. L’energia è indispensabile per lo sviluppo.
In Lombardia c’è già la centrale nucleare di Caorso, per quanto spenta. Vede la possibilità di altre centrali atomiche?
Il governo sta pianificando la logica delle centrali nucleari nella maniera migliore. Ovvero lasciando all’iniziativa privata di trovare i siti, costruire il consenso per fare in modo che le centrali vengano realizzate. E’ una risposta sicuramente possibile. Il territorio lombardo paga un prezzo molto alto al suo sviluppo, però è chiaro che è necessario avere ancora più energia e a minor prezzo.
Si tratta sempre di nucleare, però…
Una centrale nucleare è meno inquinante di una centrale a carbone. Le centrali eoliche provocano un inquinamento acustico devastante e distruggono i flussi migratori degli uccelli. Alla fine una centrale atomica è un brutto edificio, sicuro, che produce un sacco d’energia. E’ molto meglio che avere tante torri colorate di bianco e rosso che mandano fumi nell’aria. Certo vanno realizzate con le tecnologie di oggi. A Chernobyl hanno messo un reattore dentro un capannone. E’ come mettere una bomba di un box e dire che è sicuro.
Sul blocco del traffico come la pensa?
Sono critico. Ci sono studi che dimostrano che nelle città lombarde più del 70 per cento delle polveri sottili è generato dal flusso autostradale. Quindi creare disagi ai pensionati e alla gente che non può permettersi di cambiare l’automobile, bloccando la città per questioni puramente ideologiche, non credo sia la risposta. Nell’ultimo caso, pensare di bloccare la Lombardia in piena settimana della moda provocherebbe danni enormi a uno di pochi settori trainanti della nostra economia. Ci sono altre soluzioni possibili e più lungimiranti.
Quali?
Esistono per esempio asfalti che assorbono le polveri sottili. Le autostrade lombarde sono il sistema autostradale che produce la maggiore ricchezza d’Europa. La quantità di denaro prodotta dalle autostrade dell’hinterland di Milano e dalla tratta Milano-Verona è fra i più alti del mondo. Io credo che se una parte di questo utile, anziché servire a fare più lungo il panfilo del proprietario delle autostrade, venisse reinvestito sull’asfalto per migliorare la salute dei cittadini, visto che il pedaggio alla fine lo pagano ancora loro, sarebbe una soluzione più semplice. E non è tutto.
Cioè?
Mi pare ridicolo per esempio vietare alla gente di usare un’auto Euro 3 e avere camion che arrivano dai paesi extra-Ue che sono inadeguati, che producono quantità di fumi incredibili, che sono pericolosi sulle strade. Passano a milioni quando sarebbe invece giusto fermarli al confine, verificare con l’opacimetro che siano conformi ai nostri standard. E se non lo sono, mi dispiace per chi ha spedito: scaricano la merce e la caricano su un camion italiano, e il trasporto avviene come Dio comanda.
La sua posizione sull’immigrazione?
E’ un fenomeno inevitabile perché i flussi d’immigrazione verso la ricchezza e il benessere si sono sempre verificati nella storia dell’uomo. Il modo in cui la stiamo non-governando è sbagliato. La liberalizzazione sancita da Bersani è stata devastante nella formazione di quartieri ghetto. L’unica immigrazione possibile è quella che si realizza sparpagliando gli immigrati, non concentrandoli. In più dobbiamo smetterla di pensare che se qualcuno è un delinquente nel suo Stato e arriva in Italia, allora è una brava persona perché è un immigrato. Se commette in Italia fatti che anche nel suo Stato sono reati – perché da nessuna parte è consentito rubare, uccidere, azzuffarsi, stuprare – come delinquente va trattato. Arrivano brave persone e delinquenti. Le brave persone sono le prime a non voler essere mischiate coi delinquenti. E i delinquenti vanno puniti con la stessa severità con cui si puniscono i delinquenti italiani.
Parliamo di politica pura, ora. Perché ha deciso di candidarsi?
Il motivo per cui ho posto la mia candidatura, e la pongo in maniera decisa, è per dire agli elettori che è possibile fare le cose in maniera diversa. Il mio modo di fare politica è diverso. Io vado in giro e incontro la gente. Per la mia candidatura sono state raccolte più 700 firme spontanee nei paesi. Proprio da gente che incontro da anni, ascoltando i loro problemi. I loro problemi sono anche i miei e la risposta migliore mi è sembrata “metter fuori la faccia”, nonostante abbia un lavoro, una moglie e tante altre cose da fare. Plutarco diceva: se quelli che hanno di meglio da fare non si danno alla politica, alla fine la politica la fanno quelli che non hanno nient’altro da fare. Chiaramente non mi riferisco a nessuno degli altri candidati.

Scotti Foglieni: nel Pdl serve un cambiamento

Scotti Foglieni: nel Pdl serve un cambiamento

Nel Pdl si trova ad affrontare due candidati forti: Saffioti e Raimondi…
Sono due candidati di grande esperienza. Uno è consigliere regionale da 15 anni, l’altro da 10. Sono presidenti di Commissione. Raimondi in particolare è un uomo di grande presenza sul territorio, Saffioti è più cittadino. Io mi rimetto a una valutazione degli elettori diversa. Io dico che nelle crisi economiche e in un momento particolare come questo serve un cambiamento. Portare avanti il cambiamento è più semplice se a farlo sono uomini che emergono nel momento in cui la crisi è più forte, e si fanno portatori dei problemi e delle possibili soluzioni, piuttosto che uomini che se la sono trovata lì.
Con chi lavorerebbe meglio: con Saffioti o Raimondi?
Con qualunque candidato venga eletto dal popolo. Non tocca a me decidere. Tutte le persone che sono state messe in lista sono persone degne.
Come giudica la lista del Pdl?
E’ una buona lista, rappresentativa del territorio. Le presenze femminili sono rappresentative di realtà molto vive come i Circoli della libertà del ministro Brambilla, il sociale e le pari opportunità. Tremaglia è giovane ma un ragazzo valido che può rappresentare bene le persone della sua età.
I sondaggi dicono Lega. Se il distacco con il Pdl in Bergamasca aumentasse, che succederebbe alla vostra segreteria provinciale?
Deve chiederlo a Berlusconi. In realtà la crescita della Lega in Bergamasca, nel Nord Italia e in alcune zone del Centro, interpreta un fenomeno di distacco generale della gente, che fatica a riconoscersi nella politica tradizionale e cerca delle risposte. Non so se la segreteria provinciale di Bergamo possa avere influssi sull’andamento elettorale in senso stretto, in tempi così brevi. Il congresso del Pdl bergamasco, invece, sarà una questione differente. Avverrà dopo le Regionali, indipendentemente dai risultati.
Che peso avrà un’eventuale vittoria della Lega in Bergamasca, sulla rielezione di Saffioti alla segreteria provinciale?
Saffioti non è mai stato candidato alla segreteria provinciale. Saffioti ha perso il congresso ed è diventato commissario provinciale perché non è stato eletto sindaco. Saffioti non è mai stato eletto, non ha mai vinto un congresso, ed è il commissario provinciale. Caso mai dobbiamo chiederci se Saffioti sia capace di condurre da commissario, e quindi con l’obbligo di rappresentare tutto il partito e non solo chi ha voglia o ritiene più vicino, il partito in maniera unitaria a un congresso che possa vederlo eletto per la prima volta, o in cui possano emergere candidature alternative, magari più autorevoli o più giovani.
Vede qualche candidatura autorevole, compresa la sua?
Per quanto mi riguarda, in questo momento sono impegnato sul futuro immediato. Indipendentemente dal fatto che venga eletto o no, continuerò a parlare con la gente. Quel che emergerà di qui al congresso lo vedremo a ottobre.
Se fossi un elettore del centrodestra, perché dovrei votare per Scotti Foglieni?
Perché sono una persona normale che ama confrontarsi con altre persone. Se pone domande, da me avrà sempre risposte. Sono una persona onesta, cosa che considero un prerequisito in politica. E in ogni caso continuerò a lavorare. Vede, Berlusconi nel 94 aveva lanciato una sfida: la politica della gente. Quella è la politica che voglio fare. La politica del palazzo è poco interessante. Meglio leggersi un libro o bersi un bicchiere di buona grappa a casa.

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