iscrizionenewslettergif
Politica

Il Pd rilancia la metropolitana leggera Ponte S.Pietro-Albano

Di Redazione26 febbraio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Una metropolitana leggera per la tratta Ponte-Albano

Una metropolitana leggera per la tratta Ponte-Albano

BERGAMO — Nella sede del comitato elettorale di Maurizio Martina, il capolista alle regionali del Partito Democratico insieme al consigliere provinciale Matteo Rossi e al responsabile urbanistica del Pd provinciale Ivano Bonetti, ha illustrato alla stampa la proposta di metropolitana leggera da Ponte S.Pietro ad Albano S.Alessandro indicandola come una delle priorità per il territorio bergamasco e come elemento centrale del programma che lo stesso Martina intende sostenere in Regione Lombardia.

“La metropolitana leggera da Ponte ad Albano – ha esordito Martina – è un’opera che può essere realizzata secondo più fasi e con costi più sostenibili rispetto ad altre infrastrutture. Regione Lombardia dovrebbe battere un colpo, ed è un grave errore che nell’elenco dei progetti dell’accordo quadro firmato ieri, la Regione abbiano dimenticato proprio questa infrastruttura”.

“Nel consiglio provinciale del primo marzo saremo a chiamati a votare l’ordine del giorno del Pdl sul treno per Orio. Ovviamente condividiamo al
100% un’opera le cui basi sono state messi dalla precedente amministrazione di centrosinistra. Il punto è che più che fare a gara per mettere il cappello su questo o quello, lega e pdl dovrebbero farci capire in che contesto e dentro quale strategia, secondo loro, va ad inserirsi quella infrastruttura. All’idea vagheggiata da Pirovano di un prolungamento verso Romano, noi contrapponiamo la logica del rafforzamento dell’asse di attraversamento est-ovest che, insieme al treno per Orio, deve prevedere l’utilizzo metropolitano dell’asse ferroviario Ponte-Albano”.

Il progetto sostenuto dal Pd, di cui trovate in allegato il testo completo, si basa sugli studi di fattibilità di Teb e dimostra che il completamento della rete del trasporto pubblico dell’area urbana si può perseguire creando un ulteriore sistema di accesso alla città attraverso un Servizio ferroviario metropolitano, senza essere necessariamente subordinati alla realizzazione di pesanti interventi di infrastrutturazione ed in particolare riguarda la possibilità di realizzare questo servizio su una linea ferroviaria, particolarmente carente sotto diversi profili qual è quella della Ponte S. Pietro-Bergamo-Albano SantAlessandro, integrandolo con quello già possibile sulla linea Bergamo-Treviglio, oggi raddoppiata.

La logica del servizio metropolitano sta proprio nel rafforzare le relazioni tra l’est e l’ovest di Bergamo con un servizio cadenzato, dove Bergamo sia una delle stazioni e non il terminale, capace di garantire corrispondenza con il servizio che si sviluppi sulla Bergamo-Treviglio, sia per le relazioni locali, sia per le relazioni con Milano.

La criticità maggiore in termini di capacità deriva dal binario unico sulla Ponte S. Pietro Bergamo, li suo raddoppio è sempre stato procrastinato nel tempo a causa delle opere necessarie allo scavalco dei fiume Brembo, in prossimità di Ponte e della Statale Briantea: un chilometro e mezzo circa su un’estensione di di 19 km. E’ possibile un servizio metropolitano in assenza del raddoppio? La risposta, lo anticipiamo, è affermativa. Le condizioni che lo consentono stanno nella regolarizzazione del servizio attuale, con rimodellamento cadenzato dell’orario, nell’immissione di nuovi convogli integrativi laddove occorrano nelle ore di semipunta e di morbida e nella introduzione di sezioni blocco che garantiscano una intensificazione oraria delle frequenze. I risultati attesi sul breve periodo portano a frequenze nell’ora di punta di 20′, regolarità del servizio e continuità dello stesso lungo I’intero tratto da ‘ Ponte S. Pietro a Montello.

Maurizio Martina

Maurizio Martina

La realizzazione dell’adeguamento della linea Ponte S. Pietro-Bergamo-Albano S.Alessandro può essere prevista per fasi, ciascuna delle quali produrrebbe un progressivo miglioramento della regolarità e un aumento delle frequenze. In una prima fase, da subito attivabile, sulla tratta Bergamo-Ponte S. Pietro: la tratta per molte ore al giorno risulta completamente satura in quanto in essa si sommano le circolazioni delle linee per Carnate e Lecco, quindi, per razionalizzare l’attuale offerta, si può puntare ad una revisione degli orari degli attuali convogli così da consentire il cadenzamento di 1 treno ogni ogni 20’ per ciascuna direzione, compatibile con la potenzialità massima attuale di 6 tracce/ora complessive. Pur mantenendo i passaggi a livello di Bergamo e quello tra Bergamo e Curno questi interventi consentono un miglioramento del
servizio viaggiatori e di recuperare regolarità in questa tratta di particolare criticità.

La seconda fase, realizzabile in due soli anni, prevede di modificare l’attuale sistema di distanziamento, realizzando delle sezioni di blocco automatico (m 1350) che consentono di abbassare i tempi di distanziamento per i treni che si seguono e sopprimere i 2 passaggi a livello tra Bergamo e Curno. Con questi interventi la potenzialità della linea cresce passando dalle attuali 6 tracce/ora a 8 tracce/ora, che di fatto possono garantire un cadenzamento ogni 15’ per direzione, anche se ancora in condizioni limite, in quanto la presenza degli obbligati incroci a Bergamo, Seriate e Montello fa sì che il servizio sia instabile anche in presenza di ritardi dell’ordine di 2-3 minuti.

La terza fase prevede il raddoppio parzializzato della linea. Il raddoppio dei binari potrebbe essere parziale per evitare di dover costruire due nuovi ponti sul torrente Quisa e sul fiume Brembo, in affiancamento agli esistenti che non sono dimensionati per accogliere il secondo binario. Si tratterebbe pertanto di realizzare un raddoppio selettivo, di circa 1200 metri, da Bergamo al ponte ubicato all’ingresso della stazione di Ponte S. Pietro. Per eliminare le condizioni limite del servizio dovute alla presenza degli obbligati incroci a Bergamo, Seriate e Montello, questa fase prevede la realizzazione del raddoppio selettivo anche della tratta Bergamo e Seriate e la realizzazione del binario d’incrocio a Albano Sant’Alessandro. In fase esecutiva si può valitare la convenienza economica a realizzare interamente il raddoppio della linea tra
Bergamo e Montello, anche in relazione all’entrata in esercizio dei terminal intermodale dell’lnterporto. Con questo intervento si garantirebbe addirittura un cadenzamento potenziale di 10′ per direzione. II raddoppio della linea può contare sulla sede ferroviaria già a due binari
nel tratto Bergamo Montello e sulla disponibilità nel demanio ferroviario della sede per il secondo binario sulla Bergamo Ponte S. Pietro.

La quarta fase prevede il completamento del raddoppio della linea. Tra Bergamo e Ponte S. Pietro si riduce al completamento del raddoppio di 1700 m prima della stazione di Ponte S. Pietro, con la realizzazione di un nuovo ponte ferroviario. Tra Bergamo e Montello il completamento del raddoppio dell’intera tratta costituita tra Bergamo e Albano S. Alessandro per 760.0 m.

In conclusione si ricava che la realizzazione di un Servizio ferroviario metropolitano possa avvenire fin da subito con pochi mirati interventi
sull’armamento e sul segnalamento e progressivamente migliorare, fino a raggiungere standard ottimali, attraverso il raddoppio e la realizzazione delle nuove fermate. Contro una logica che pregiudizialmente anteponga forti investimenti infrastrutturali alla erogazione di un servizio ferroviario metropolitano, è quindi possibile realizzare un servizio di tipo metropolitano nell’arco di due anni con interventi di solo adeguamento tecnologico sulla linea e con nuovo materiale rotabile, senza il presupposto di un raddoppio della linea.

L’Udc mette online il test antidroga dei parlamentari. Pezzotta: non vale nulla

Savino Pezzotta e il suo cartellone di propaganda BERGAMO -- Operazione trasparenza. E' quanto sta cercando di fare l'Udc con i suoi esponenti. ...

Ex Sace, il Comune detta le condizioni: ritiro delle querele e riduzione del cemento

Il piano integrato delle cosiddette torri ex Sace BERGAMO -- La trattativa partirà solo se la società Conca Fiorita taglierà piani e volumetrie ...