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Editoriali

Costinha ha rescisso: è costato 40mila euro al minuto giocato

Di Redazione24 febbraio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il fantasma Costinha

Il fantasma Costinha

ZINGONIA — Cinquantacinque minuti in trentatré mesi. Uno stipendio da 730.000 euro netti a stagione, nel prossimo giugno il totale sarebbe stato di 2.190.000 euro. Circa 66.000 euro al mese, vacanze comprese. Oltre 2.200 al giorno o se preferite quasi 40.000 euro per ogni minuto ufficiale giocato con la maglia dell’Atalanta.

Ho voluto iniziare dai numeri in modo da permettere a tutti voi di capire meglio la portata della notizia apparsa sul sito ufficiale nerazzurro nel tardo pomeriggio di ieri, martedì 23 febbraio 2010.

“Atalanta comunica di aver risolto consensualmente in data odierna il rapporto di lavoro con il calciatore Francisco José Rodrigues Da Costa”. Già, Costinha: da oggi non è più un tesserato atalantino.

Uno dei più grandi flop dell’ultracentenaria storia dell’Atalanta ha finalmente risolto quel legame che durava dal giugno 2007. Voluto dal presidente Ivan Ruggeri, Costinha aveva anche convinto i tifosi nella sua unica apparizione ufficiale: poco meno di un’ora contro il Parma nella seconda giornata del campionato 2007/2008, una rete di testa sfiorata su cross di Langella e l’uscita dal campo tra gli applausi.

Quasi tre anni dopo, a pochi mesi dalla scadenza del contratto, l’uomo con la Diablo Lamborghini gialla, vestito sempre come un manager elegante e raffinato, ha deciso che può bastare così. Mesi e mesi passati a corricchiare sul campo o sulla cyclette in palestra, nessuna comuncazione ufficiale da parte della società e tanto silenzio ad ogni domanda rivolta a Carlo Osti.

Costinha si ruppe durante un trofeo Bortolotti e non fu mai più davvero a disposizione dell’allenatore. Problemi con la società che gli chiedeva la rescissione? Nessuna conferma, solo silenzio.

I contratti si firmano in due, siamo tutti d’accordo. Mi permetto soltanto di fare una domanda a Costinha, dal momento che sono almeno due anni che mi frulla per la testa. Alcune voci dicono che nello spogliatoio non ci fossero problemi con il portoghese, ma possibile che al diretto interessato non sia mai venuto in mente qualcosa del tipo “non sono più in grado di rientrare, mi faccio da parte” ?

Una carriera di tutto rispetto, un presidente che lo aveva acquistato pensando di regalare il colpo del Centenario. Caro Costinha, soprattutto dopo la grave malattia che ha colpito chi l’ha voluta a Bergamo, forse un gesto da “vero signore” poteva anche farlo: adesso è troppo tardi.

Fabio Gennari

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