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Atalanta, Mutti ci crede ancora: rialziamoci dopo il brutto stop

Di Redazione24 febbraio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Bortolo Mutti

Bortolo Mutti

ZINGONIA — Bortolo Mutti non può. Se la squadra è abbacchiata, i tifosi iniziano ad avere paura e la rassegnazione inizia a serpeggiare, il buon Lino da Trescore deve comportarsi da condottiero e tenere alta la tensione. Le sue parole alla ripresa sono oneste e sincere, come sempre: è dura ma non è ancora finita quindi avanti Atalanta, la salvezza è possibile.

Mister, due giorni dopo la sconfitta con il Chievo cosa dire ai tifosi? Si avvertono amarezza e anche un po’ di rassegnazione…
Sicuramente c’è sconforto, era una partita da cui ci aspettavamo molto. I risultati degli altri campi aumentano il rammarico, devo dire che anche gli episodi ci hanno condannato: il gol preso allo scadere, un po’ di sfortuna e la ripresa senza riuscire ad insaccare il pareggio non fanno altro che aumentare lo sconforto. Sono già passato nello spogliatoio, ho visto i ragazzi e il clima che c’è e sono convinto che il lavoro di questa settimana dovrà concentrarsi sull’aspetto mentale. Ci vuole convinzione per rialzarsi, il Chievo è una squadra che si difende bene ma dovevamo fare meglio: dobbiamo continuare a credere in questa salvezza mantenendo alto lo spessore morale e caratteriale che ci ha permesso di batterci fino all’ultimo.

Il morale della truppa come è? Difficile lavorare sempre sotto questa pressione…
Ogni settimana è di passione, magari può averci bloccato anche la paura vista la posta in palio domenica: è difficile dire con certezza cosa sia accaduto, l’unica cosa da fare è ripartire il più velocemente possibile anche se a San Siro non sarà facile. Inutile piangerci addosso, la realtà è questa e ci sono tre benedetti punti da recuperare alla terz’ultima nelle prossime 13 partite: non possiamo rassegnarci, i tifosi devono starci vicino con entusiasmo e voglia come cercheremo di fare noi. Dopo San Siro, avremo quattro partite su cui costruire la nostra salvezza: Udinese, Livorno e Cagliari in casa oltre alla trasferta di Parma saranno decisive, dovremo essere bravi a fare il massimo.

Questa squadra ha lo spessore mentale per riuscire nell’impresa? Con Catania e Chievo si è visto un approccio opposto…
Il Chievo non è mai stato messo sotto lontano dal Bentegodi: è difficile affrontarli, lo sapevamo bene ma è chiaro che dovevamo fare più pressione. Se aveste visto la squadra dal venerdì pomeriggio fino all’immediata vigilia, con la voglia e la carica che ho apprezzato io, non vi sareste mai immaginati un approccio inadeguato: questo è il calcio, ci sono dinamiche fisiche e mentali che incidono sulle partite in ogni situazione. Succede a tutti, alle grandi squadre come a noi. A Catania meritavamo di stravincere, il Chievo si è preso tre punti con un mezzo tiro in porta: ho visto le statistiche, possesso palla e tiri in porta come tanti altri parametri sono positivi per l’Atalanta ma siamo mancati nei momenti decisivi.

A livello tattico si poteva osare magari con due punte più Doni?
Difficile escludere due esterni reduci dall’ottima prova di Catania. Era impensabile farlo dall’inizio, Pinto e Valdes nel primo tempo non sono stati bloccati completamente ma nell’uno contro uno abbiamo faticato: credo che sette undicesimi della squadra nel primo tempo siano stati al di sotto delle aspettative.

L’impressione è che quando la squadra buca la partita non limiti mai i danni: si perde troppo spesso…
E’ la terza sconfitta, abbiamo rimediato a Bologna perdendo poi due volte a Genova dove tutti stanno prendendo bastonate. A Catania gara importante, con il Chievo è mancato pochissimo in qualche episodio per riprendere il risultato: con il Bari hai visto alla fine, il risultato spesso influenza anche i giudizi. Dobbiamo migliorare davanti e tenere come fatto nelle ultime gare in difesa: questa è la strada.

Volpi potrebbe essere un’arma anche dal primo minuto?
Con lui avremmo una spina dorsale di 36 o 37 anni: è venuto per dare una mano e sarà importante ma è chiaro che servono aggressività e corsa con grande continuità soprattutto in certe partite. Volpi è entrato e ha fatto bene, saperlo a disposizione è molto positivo.

Con il Milan non c’è nulla da perdere: è il miglior avversario possibile in questo momento?
Forse solo per quello, viste le ambizioni e la sfida di Bari verrebbe da dire il contrario. A parte tutto credo ci sia anche un aspetto disciplinare per noi da gestire: Talamonti, Garics e Padoin sono in diffida, valuteremo se lasciare qualcuno a riposo in vista dell’Udinese.

Moggi ha detto che l’Atalanta è già retrocessa. Che ne pensa?
Non è l’unico che ho sentito parlare in questi termini, sono in tanti a darci già retrocessi: l’importante è che la fiducia l’abbiamo noi, le chiacchiere degli altri non ci interessano.

Fabio Gennari

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