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Provincia

La denuncia: se l’impiegato dello sportello è in ferie, poste chiuse

Di Redazione23 febbraio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La Cisl denuncia una cattiva gestione delle Poste

La Cisl denuncia una cattiva gestione delle Poste

BERGAMO — “La politica di Poste Italiane è quella di non sostituire il personale di sportello assente per ferie, mutua o permessi sindacali e così in molti paesi della provincia di Bergamo, ancor di più nelle valli, spesso l’ufficio postale resta chiuso. È successo nei giorni scorsi a Riva di Solto e a Strozza, oggi a Gromo, Barzana e Capizzone; succederà così anche nei prossimi giorni a Castione della Presolana e in altre località”. E’ la denuncia di Gabriella Tancredi, segretario generale della Slp-Cisl di Bergamo.

“Questa carenza alla sportelleria degli uffici postali sta generando un forte malcontento fra la clientela – prosegue la sindacalista -, sia per le lunghe attese sia per la qualità dei servizi in continuo calo (che non dipendono dall’inefficienza dei lavoratori, ma dalla carenza cronica di personale). Ormai in provincia di Bergamo (soprattutto nelle valli dove è alta la presenza di uffici retti da un unico operatore) quando manca, per diverse ragioni, il collega responsabile dell’ufficio, questo non viene sostituito come succedeva nel passato fino all’anno scorso, ma l’azienda, pur di non assumere personale, preferisce chiudere l’ufficio per l’intera giornata o per buona parte del periodo di assenza del collega responsabile dell’ufficio”.

“Questo – prosegue la Tancredi – succede anche quando i colleghi vengono chiamati ai tanti corsi di formazione che ormai sono diventati l’altro tempo in più che il lavoratore deve dedicare all’azienda senza che questo venga in qualche modo riconosciuto. Questo è il risultato della ormai consolidata politica aziendale di taglio dei costi ad ogni costo”.

E accade anche per il turnover. Un dato su tutti: da gennaio 2010 a Bergamo sono usciti grazie al famoso “esodo incentivante” circa 45 addetti. Nessuno di questi è stato rimpiazzato con nuova forza lavoro. Gli uffici postali della provincia hanno visto solo due lavoratori spostati dal recapito agli sportelli.

“Possiamo immaginare – continua Tancredi -, con questi dati, quale sia la situazione lavorativa dei colleghi applicati agli sportelli, che ormai ogni giorno si recano nel proprio ufficio di assegnazione con la speranza di rimanerci per l’intera giornata, perché giornalmente invece vengono inviati in trasferta in altri uffici”.

Sul numero degli addetti alla sportelleria di Bergamo e sulla quantità di trasferte a cui sono stati sottoposti i lavoratori nel 2009 le OO.SS e le RSU di Bergamo hanno chiesto lumi all’azienda, ma la risposta è stata data solo in termini percentuali senza dare il dato di riferimento ( numero complessivo degli addetti), “perché loro (l’Azienda )non lo sanno. È possibile?”.

Intanto, la posta elettronica sta dando un colpo micidiale alla vecchia posta. Oltre 10 mila i postini a rischio “ricollocazione”, di questi un migliaio potrebbero essere in Lombardia.

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