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Politica

Pdl: scintille alla presentazione della lista

Di Redazione20 febbraio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La parlamentare Alessandra Gallone presenta i candidati del Pdl

La parlamentare Alessandra Gallone presenta i candidati del Pdl

ZINGONIA — Altro che Andrea Tremaglia, l’uomo nuovo del Popolo della Libertà di Bergamo è Carlo Scotti Foglieni. Almeno così è parso alla presentazione ufficiale dei candidati alle Regionali, tenuta questa mattina al Palace Hotel di Zingonia.

Scotti ha sfoggiato un linguaggio schietto e diretto, lontano anni luce dai bizantinismi della politica palesati da altri candidati. Un linguaggio alla Berlusconi per intenderci, molto concreto e altrettanto efficace, con quella dose di vis polemica che tiene incollato il pubblico. E infatti, al termine del suo intervento, è scoppiato l’applauso più fragoroso dalla folta platea presente nella sala Rubino.

“Sono uno che lavora tanto e sempre – ha esordito Scotti Foglieni – ho cominciato nell’azienda agricola di mio padre, mungendo mucche e guidando trattori. Poi il liceo e l’università. Quindi so cosa significa lavorare sodo. Non mi vedrete mai abbronzato, non mi vedrete mai andare in bicicletta, semplicemente perché passo gran parte della mia giornata a lavorare” ha precisato, tagliente, il commercialista echeggiando “Il partito del fare”, lo slogan che il Pdl ha scelto per questa campagna elettorale.

“Ho la passione della politica – ha proseguito Scotti – ma una politica vicina alla gente e al nostro territorio. Ho l’impressione che chi fa politica di professione, a livello di Provincia e Regione, abbia perso il contatto con la gente” ha attaccato il candidato riferendosi, neanche tanto velatamente, ad alcuni colleghi in lista. “Non posso dire che abbiano lavorato male, ma credo che sia necessario un cambiamento e delle novità politiche non guasterebbero”.

Tre i punti cardine del programma di Scotti. Prima di tutto ripensare al modello di sviluppo in Bergamasca. “Spostare per esempio il centro di business cotti come il tessile da produzioni di massa a produzioni d’eccellenza, con capi di grande qualità che i cinesi non possono certo copiare e vendere a tre dollari”. Sull’immigrazione la posizione è netta: “Dobbiamo avere il coraggio di dire le cose come stanno. Mi indigna vedere la nostra gente in decorosa povertà perché si vergogna di chiedere contributi, mentre le risorse finiscono da altre parti ad alimentare altri giri”.

Quanto all’economia, “sono del parere che servano poche regole ma quelle regole vadano rispettate. Non si possono mettere negozi d’immigrati tutti nella stessa zona. In questo modo, lo hanno dimostrato le città americane, si creano dei ghetti. Servono strumenti di pianificazione che evitino concentrazioni drammatiche di immigrati come è accaduto qua fuori”.

Il riferimento è alle torri di Zingonia che distano un tiro di schioppo dalla sede della presentazione. “Zingonia è la metafora dei nostri tempi” ha detto Carlo Saffioti, invitato sul palco dalla parlamentare Alessandra Gallone che, per sbaglio, lo scambia per Scotti Foglieni provocando lo sconcerto generale. “Dal grande sogno degli anni Sessanta, Zingonia è diventata un centro degradato – ha spiegato Saffioti – ma con il buon lavoro fatto dalla Regione e dalla Provincia quest’incubo sta per finire e ci sono nuove prospettive”.

“La Regione ha lavorato bene in questi anni – ha proseguito il consigliere uscente e ricandidato -. La Lombardia è un modello che deve essere esportato a livello italiano. Molto è stato fatto, tanto resta da fare. La nostra arma vincente finora è stata la sussidiarietà. Dobbiamo aiutare l’economia montana a riprendersi dalla crisi e sviluppare ulteriormente il settore sociosanitario”.

Assenti Marcello Raimondi, Pietro Macconi e Miriam Persico (il primo impegnato in un incontro di Rete Italia a Riccione, il secondo in impegni istituzionali, la terza influenzata), la palla è passata agli altri candidati. Elisabetta Del Bello, ex An, esperta di volontariato e Niger, ha parlato di diritti e doveri degli extracomunitari. Felice Sonzogni ha rivendicato quanto di buono fatto dal Pdl nelle scorse amministrazioni, ora a guida leghista: “Andate a vedere di chi sono le firme sui documenti ufficiali – ha detto l’ex assessore provinciale -, non facciamoci scippare quel che abbiamo fatto”. Sonzogni, poi, fa appello all’entusiasmo ma non entusiasma. Così come vecchio pare il discorso del giovane Tremaglia, che parla di una nuova generazione del Pdl ma poi incappa in passaggi e slogan in politichese dal vacuo significato.

Ci pensa Marco Pagnoncelli, candidato nel listino del presidente, a riportare le scintille in aula. “Diciamolo con onestà – esordisce l’ex segretario provinciale di Forza Italia – è un momento difficile per il partito a livello nazionale e regionale, visto che sta subendo un attacco diretto ai suoi vertici e ai possibili candidati. A Bergamo, poi, c’è stata una rottura forte. Ringrazio Gregorio Fontana e Alessandra Gallone per il lavoro di ricucitura e di unità che hanno realizzato, per ricompattare il partito verso un unico obiettivo: contribuire alla vittoria di Formigoni”.

L’ambizione, però, è quella di riportare il Popolo della Libertà al primo posto in Bergamasca. “Se la Lega arriva, come prevedono i sondaggi, al 37-38 per cento in provincia, è un problema che dovremo affrontare seriamente – precisa Pagnoncelli – ma non scimiottando la loro politica, bensì andando ad erodere consensi al centro. E’ un dato di fatto la fuga degli amici dell’area centrista verso la Lega o addirittura verso l’Italia dei valori. E’ lì che dobbiamo riconquistare consensi”.

Altrettanto politici, e non potrebbe essere altrimenti, gli interventi dei parlamentari Giorgio Jannone e Gregorio Fontana. Secondo Jannone, la lista presentata dal Pdl in Bergamasca ha ottime possibilità, “è una lista eccezionale, un mix di esperienza e novità che non si vedeva da tempo”. L’unico rischio che pesa sul risultato elettorale generale, spiega il deputato “è che una parte della magistratura cerchi, con cadenza regolare, di turbare le elezioni attraverso inchieste ad orologeria. Ma non basteranno le inchieste per cancellare quanto di buono il centrodestra ha fatto finora”. “Il Pdl è un partito unito – ha concluso Fontana – che conta di vincere nuovamente le elezioni in Lombardia. L’obiettivo per la lista bergamasca è quello di rafforzare, con la presenza dei nostri uomini, il consiglio regionale e ottenere un posto importante fra gli assessori regionali”. Il che significherebbe recuperare anche il primo escluso dalla lista proporzionale.

Wainer Preda

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