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Politica

Berlusconi: chi commette reati non può restare nei partiti

Di Redazione18 febbraio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Silvio Berlusconi

Silvio Berlusconi

ROMA — “Chi sbaglia e commette dei reati non può pretendere di restare in nessun movimento politico”. Lo ha detto Silvio Berlusconi in un’intervista concessa a Palazzo Grazioli a due agenzie di stampa. Il premier è stato molto netto nel dire come il Pdl (e a suo avviso anche gli altri partiti) debba comportarsi di fronte a chi commette reati.

Ma le sentenze debbono essere passate in giudicato? “Dipende da caso a caso: noi abbiamo deciso che le persone che sono sottoposte a indagini o processi in via di principio non debbano venire ricomprese nelle liste elettorali, ma anche che se ci sono dei dubbi sulla loro colpevolezza sarà l’Ufficio di presidenza a decidere caso per caso”. Successivamente il premier è andato a pranzo con il presidente della Camera Gianfranco Fini. All’incontro ha preso parte anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta. Gli altri commensali sono i 3 coordinatori nazionali del Pdl, Bondi, La Russa e Verdini, e i capi gruppo in Parlamento Fabrizio Cicchitto con Italo Bocchino e Gaetano Quagliarello.

L’Italia, secondo Berlusconi, non è di fronte ad una nuova Tangentopoli e il fatto che ci siano stati molti arresti di personaggi coinvolti in fatti di tangenti e che diverse inchieste, da Milano a Roma a Firenze, riguardino atti di corruzione e concussione è semplicemente dovuto a comportamenti “birbantelli” da parte dei singoli aveva detto in precedenza il premier. In ogni caso, aveva aggiunto il capo del governo, saranno presto inasprite le norme contro la corruzione.

“Non c’è nessun ritorno di Tangentopoli – ha poi puntualizzato Berlusconi anche perchè – tutti i partiti hanno il finanziamento pubblico e dunque si tratta di fatti personali che rientrano nelle statistiche e che dimostrano come su 100 persone possono esserci degli individui birbantelli o dei birbanti che approfittano della loro posizione per interesse personale”. Berlusconi ha infine sottolineato che ciò “vale per le imprese, per i sindacati, per la magistratura e per i movimenti politici”.

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