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Bergamo

Rapina e estorsione a una 18enne: palermitano condannato a 3 anni

Di Redazione17 febbraio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il tribunale di Bergamo

Il tribunale di Bergamo

BERGAMO — Per derubare quella povera ragazza non aveva esitato ad estrarre un coltellino svizzero con il quale, per giunta, l’aveva anche ferita. E stato condannato a 3 anni di reclusione il 31enne originario di Palermo e residente ad Azzano San Paolo autore della rapina ai danni di una 18enne.

L’uomo aveva rapinato la ragazza sorprendendola all’uscita di casa, portandole via la borsetta. Poi, con il cellulare della ragazza aveva tentato un’estorsione, chiedendole 300 euro per riavere borsa, documenti e effetti personali. All’appuntamento però si erano presentati gli agenti della Polizia e per l’uomo erano scattate le manette.

Processato con il rito abbreviato, per lui il pubblico ministero Maria Mocciaro aveva chiesto una condanna di 2 anni e 4 mesi. L’imputato si era dichiarato pentito di quanto commesso. La difesa aveva chiesto invece l’assoluzione perché il palermitano sarebbe stato “incapace di intendere e volere”.

La tesi dell’avvocato difensore non ha convinto per niente il giudice per l’udienza preliminare Vittorio Masia. La perizia psichiatrica effettuata dagli specialisti del tribunale aveva ritenuto l’uomo solo parzialmente incapace. Così, per quella rapina e tentata estorsione, il gup ha deciso una condanna di tre anni.

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