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Parla Simone Padoin, l’uomo “ovunque” di quest’Atalanta

Di Redazione17 febbraio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Simone Padoin

Simone Padoin

ZINGONIA — Irrinunciabile. Quando parli di Simone Padoin e pensi all’Atalanta è difficile affermare il contrario. Lo metti dietro, lo metti davanti, lo sposti al centro: è come il prezzemolo, va bene dappertutto. Nel fango di Catania si è addirittura esaltato, davanti ai microfoni invece è sempre tranquillo e mette in chiaro come la prossima gara contro il Chievo sia determinante.

Simone, al centro come a sinistra sei sempre uno dei migliori…
Sicuramente mi trovo bene, ho occupato quella posizione nelle ultime due giornate e devo dire che i compagni chiamati a lavorare sulle fasce stanno facendo molto bene. Penso a Valdes, capace di fare la differenza quando gioca sui suoi livelli, e a Ferreira Pinto : il mister ha tante opzioni e può fare le sue scelte.

La prestazione corale a Catania è stata molto buona, sei d’accordo?
Fiducia e morale non arrivano solo dai risultati ma anche dalle prestazioni. Se avesse vinto il Catania ci saremmo trovati molto lontani, con il pareggio rimaniamo a buona distanza e sappiamo che contro il Chievo ci giochiamo molto nella corsa salvezza: le nostre avversarie giocheranno fuori su campi difficili, se dovessimo vincere potremmo anche ritrovarci al quart’ultimo posto come non ci capitava da moltissimo tempo.

Due partite, zero gol: la difesa sta facendo molto bene..
E’ un aspetto molto positivo, ci mancava dopo le due trasferte di Genova questo segnale di fiducia per la fase difensiva. A Catania siamo stati bravi a non subire gol ma anche a proporci in avanti: con un pizzico di fortuna in più potevamo passare in vantaggio.

Dal Parma in giù sembrano tutte a tiro: cosa ne pensi?
Credo che il Bologna sia ancora coinvolto nella bagarre salvezza, Parma e Chievo invece sono fuori sia per esperienza e per forza fisica: dai felsinei in giù tutti devono stare molto attenti.

La media punti è lì da vedere, credi che Mutti sia il migliore allenatore della stagione?
Ci troviamo bene con lui. Con Gregucci non ci fu nemmeno il tempo di conoscerci viste le 4 sconfitte in serie, l’avvento di Conte ha portato gioie ma anche dispiaceri: Mutti è un allenatore che ti da tranquillità e fiducia, noi giocatori ce la metteremo tutta per seguire le sue indicazioni e contribuire alla salvezza.

Anche il ritorno al modulo tradizionale vi ha favorito…
Fin dalla prima gara, Mutti ha cercato di dare serenità chiedendoci quello che eravamo abituati a dare a Del Neri: movimenti e automatismi adatti alle nostre caratteristiche.

Arriva il Chievo: era meglio trovarlo a pancia piena?
Penso che la squadra gialloblù sarebbe venuta a Bergamo con lo stesso approccio grintoso che mi aspetto anche se non avesse perso con il Siena: con la vittoria sarebbe stato a quota 32, posizione migliore ma non tranquilla. Tireranno fuori gli artigli, saranno difficili da affrontare anche perchè conosco il loro allenatore e so quanto ci tiene.

Si gioca a Bergamo: la gente sarà il valore aggiunto?
Sarà molto importante, il Comunale è sempre stato il nostro fortino e vogliamo che torni ad essere inespugnabile come già è successo negli ultimi anni. Il Chievo è la quarta miglior difesa e noi il penultimo attacco? Sono numeri, domenica conteranno molto poco perchè vogliamo vincere.

Fabio Gennari

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