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Mamme e Bimbi

Lo smog fa ammalare i bimbi

Di Redazione15 febbraio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Lo smog è fra le prime cause di malattia nei bambini

Lo smog è fra le prime cause di malattia nei bambini

I bimbi di oggi si ammalano di più. E la colpa è dello smog. Nel 1957 il biossido di zolfo superava, a Milano, i 1.800 microgrammi/m3, nel 1977 era a quota 700, oggi è intorno a qualche microgrammo. Il particolato, di cui il famigerato PM10 costituisce in città quasi l’80 per cento, è causa dell’aumento delle forme respiratorie infiammatorie e allergiche nei bambini.

I bambini in età scolare infatti soffrono mediamente di tre infezioni respiratorie l’anno, in alcuni casi anche fino a otto. “Oggi lo smog è dovuto prevalentemente alle polveri sottili, ossia ai cosiddetti particolati di dimensioni molto piccole – spiega Alessandro Fiocchi, primario pediatra e allergologo alla Macedonio Melloni di Milano – Questo microparticolato passa attraverso il filtro nasale e raggiunge le vie respiratorie più piccole, nel profondo dei polmoni. Qui altera il funzionamento della mucosa bronchiale e favorisce bronchiti e bronchioliti. Ciò è dovuto anche a una maggiore predisposizione dei bambini a questi disturbi – precisa Fiocchi – per via di un sistema immunitario non ancora sviluppato, un terreno più facile in cui freddo, batteri e virus, grazie anche ai micro-danni provocati dalle polveri sottili, possono indurre l’infiammazione”.

I rimedi sono essenzialmente due. Il primo è ridurre il più possibile l’esposizione dei piccoli allo smog, per esempio evitando di portarli fuori quando le sostanze inquinanti sono maggiormente concentrate: d’inverno le ore più sfavorevoli sono le prime del mattino, quando, a causa della bassa temperatura l’aria ristagna verso il suolo. È utile poi scegliere percorsi poco trafficati o frequentati da automezzi, se il bambino è molto piccolo è meglio portarlo nel marsupio, evitando il passeggino che lo espone maggiormente ai gas di scarico delle auto.

Ricordiamo infatti che il 32 per cento delle polveri sottili pm10 deriva da traffico veicolare e che il bambino inala il 50 per cento di aria in più rispetto all’adulto. Secondo alcuni studi i bambini che vivono a meno di 500 metri da una strada trafficata hanno uno sviluppo polmonare ridotto e soffrono di meno attacchi asmatici rispetto ai bambini di pari età che vivono in aree meno trafficate. Il secondo accorgimento consiste nel correggere il lieve deficit immunitario dei bambini con una dieta appropriata e, se il medico lo ritiene opportuno, con farmaci capaci di rinforzare le difese naturali dell’organismo. Infine, possono essere utili alcuni cicli di cure termali a base di acque sulfuree: il loro principio attivo è l’idrogeno solforato, attraverso il quale lo zolfo esercita le sue azioni benefiche: sedativa e antispastica, fluidificante sulle mucose, stimolante alla produzione di anticorpi di superficie con azione protettiva sia sulle riacutizzazioni delle malattie dell’apparato respiratorio sia contro le allergie.

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