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Mamme e Bimbi

L’intelligenza del bimbo dipende dalla mamma

Di Redazione12 febbraio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'intelligenza del bimbo dipende dalla mamma

L'intelligenza del bimbo dipende dalla mamma

Il quoziente intellettivo del bambino dipende strettamente da quello della madre. Secondo la recente indagine della Food Standards Agency (Fsa), i bimbi allattati al seno sono intelligenti solo se anche la madre lo è.

Lo studio, pubblicato dal Daily Telegraph, analizza il legame tra sviluppo cognitivo e alimentazione e smentirebbe l’idea secondo cui è il  latte materno a influire sul quoziente intellettivo dei figli. Secondo la ricerca una madre intelligente tende ad alimentare il piccolo con il proprio seno, e non artificialmente,  di conseguenza, anche il bebè è più acuto.

“L’allattamento al seno – ha detto Sian Robinson della University of Southampton, che ha partecipato allo studio – è veramente importante per i neonati”. “Mai i nostri dati – ha precisato – dimostrano che non è legata a una maggiore intelligenza. La ricerca non vuole mettere sotto accusa il latte materno, anzi. Come sappiamo, l’Organizzazione mondiale della sanità definisce l’allattamento al seno importante fino a sei mesi e consiglia di proseguirlo, se possibile,  fino all’anno di vita”.

“Il latte – spiega la professoressa Alessandra Graziottin, direttore del Centro di Ginecologia del San Raffaele di Milano – ha tre tipi di vantaggi: dal punto di vista nutrizionale contiene nutrienti quantitativamente e qualitativamente ottimali per soddisfare il bambino, lo protegge da virus e batteri, dalle allergie e da alcune malattie e, dal punto di vista psicologico, approfondisce e rafforza il rapporto madre-neonato”.

Questo infatti non solo placa il bisogno di cibo nel modo più spontaneo, ma costituisce per un bambino – e, in parte, anche per la mamma – la più gratificante delle esperienze a livello sensoriale, emotivo ed affettivo. “La poppata – aggiunge Graziottin – è un’esperienza piacevolissima e fondamentale per l’equilibrata crescita del bambino”. E infine, nei primi tre anni di vita, ha un impatto cruciale sulla salute nelle età successive e, in particolare, sul rischio di malattie cardiovascolari, obesità e sullo sviluppo della funzione cognitiva.

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