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Salute

Psicologia: il terrore delle donne? La depressione

Di Redazione10 febbraio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La depressione è il terrore delle donne

La depressione è il terrore delle donne

Temuta più di un tumore. Per un’italiana su due la depressione spaventa più di un cancro al seno. Un dato sorprendente, rivelato dalla prima indagine nazionale sulle donne e la depressione, promossa dall’Osservatorio nazionale sulla salute della Donna (Onda) e realizzata da Giuseppe Pellegrini, ricercatore sociale all’Università di Padova, intervistando 1.016 donne fra i 30 e i 70 anni.

Ma quali sono i motivi di tanta paura? “Le donne conoscono gli effetti della depressione, sanno che si insinua nelle loro vite, alienandole: il 65 per cento di loro l’ha vissuta sulla propria pelle o vista da vicino, su familiari o amici. Ma la temono soprattutto perché non hanno fiducia nelle cure”, risponde Francesca Merzagora, presidente di Onda.

Sono in molte a ritenere che le terapie possano contenere in parte le conseguenze della malattia, ma che, in realtà, non risolvano davvero il problema. Una revisione di studi che hanno coinvolto oltre 700 pazienti, condotta dall’università della Pennsylvania e pubblicata a gennaio su Jama, ha alimentato dubbi, ipotizzando che gli antidepressivi siano efficaci soltanto nei casi più gravi, mentre non siano determinanti nei casi lievi.

“Nelle depressioni di grado lieve, farmaci e psicoterapia si equivalgono; talvolta è più utile la psicoterapia – commenta Claudio Mencacci, direttore del Dipartimento di neuroscienze all’ospedale Fatebenefratelli di Milano -. In caso di depressione moderata o grave gli antidepressivi sono validi, ancor di più se associati alla psicoterapia. Chi viene trattato con i farmaci guarisce nel 34 per cento dei casi e in un altro 36 per cento vede l’entità dei sintomi più che dimezzata. Se si associa una psicoterapia, la percentuale di chi trae benefici dalle cure sale all’80 per cento”.

Ma questo non va giù alle donne: molte ricorrerebbero alla psicoterapia (85 per cento), ma solo una su due crede che i farmaci possano fare la differenza. La depressione terrorizza le donne, al punto che oltre la metà non riesce ad affrontare il problema. E quindi non si cura. “Poco più delle metà dei pazienti arriva a curarsi, e di questi il 60 per cento riceve trattamenti inadeguati o insufficienti. Così, a un mese dall’inizio delle cure il 30 per cento ha già gettato la spugna e solo uno su tre segue la cura quanto e come si deve – spiega Mencacci -. Nelle donne accade anche perché per motivi biologici c’è una maggiore sensibilità agli effetti collaterali dei farmaci, che inoltre hanno una diversa efficacia a seconda del momento della vita, ad esempio durante l’età fertile o in menopausa. Così molte abbandonano prima di ottenere un risultato: da qui le ricadute, gli insuccessi, la sfiducia. E la paura».

Analizzando i dati raccolti da Onda emerge un altro dato preoccupante: le donne che soffrono di depressione, oltre a ritenere la loro vita stravolta dalla malattia, in sette casi su dieci provano vergogna o senso di colpa per essere malate. Il male oscuro oggi come ieri? “Purtroppo sì – commenta lo psichiatra – Le donne, che della depressione sono le vittime più frequenti, sentono di non trovare attorno a sé la stessa comprensione che avrebbero se fossero malate di un tumore al seno o di un’altra patologia “tangibile”. Così, ancora oggi si sentono giudicate, provano vergogna e senso di colpa”. Tanto che spesso scelgono di non parlarne con nessuno: nel 2010, una donna depressa su 6 non chiede aiuto. E per guarire dalla depressione un sostegno forte è davvero indispensabile.

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