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Salute

Un bimbo? “Pensiamoci prima”

Di Redazione8 febbraio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il momento magico del test di gravidanza

Il momento magico del test di gravidanza

Vari e sempre più diffusi sono i problemi legati alla riproduzione. Dalla difficoltà a concepire nei tempi voluti all’aborto spontaneo, dalle patologie legate alla gravidanza fino a malformazioni fetali, basso peso neonatale dovuto a prematurità o a scarsa crescita del feto durante la vita intra-uterina. Ecco perchè è nato “Pensiamoci prima”, un progetto sviluppato da un gruppo di professionisti sanitari (GLISP – Gruppo di Lavoro Italiano Salute Pre-concezionale) che operano nel settore della promozione della salute materna e infantile.

L’obiettivo è la riduzione del rischio di avere un “esito avverso alla riproduzione” attraverso stili di vita appropriati e seguendo le indicazioni fornite dal proprio sanitario di fiducia durante gli incontri pre-concezionali. Si tratta di un’iniziativa rivolta alle coppie, ma anche ai professionisti della salute materno-infantile, attraverso corsi di formazione e aggiornamento professionale e la messa a punto di strumenti utili all’esecuzione di questa consultazione sanitaria. Il progetto è coordinato dall’ICBD (International Centre on Birth Defects) per conto del CCM (Centro per la Prevenzione e il Controllo delle Malattie del Ministero della Salute).

I fenomeni sono complessivamente denominati “esiti avversi della riproduzione” sono molto numerosi ma hanno in comune la possibilità di essere influenzati da fattori di rischio ambientali come lo stile di vita, l’alimentazione, le infezioni, le malattie croniche, i farmaci e quindi di essere oggetto di attenzione preventiva. Ecco perchè è necessario, come dice il nome del prgetto, “pensarci prima”, cioè nel periodo preconcezionale, quello che va dal momento in cui la coppia comincia ad avere rapporti non protetti perché vuole un figlio fino al giorno stesso della fecondazione.

In questo periodo, che ha una durata estremamente variabile e fisiologica – compresa tra i sei e i ventiquattro mesi – lo stato di salute della donna, il suo stile di vita, la sua alimentazione influenzano il successo del concepimento e la normalità dello sviluppo embrionale durante le prime settimane, quando si formano i vari organi del futuro bambino. Diversi sono gli studi che provano il legame tra stile di vita della futura gestante nel periodo precedente il concepimento e il rischio di cmplicanze e/o malfornazioni. E’ bene ricordare che le prime due/tre settimane di sviluppo embrionale avvengono in assenza di sintomi e che quindi la prima visita dal ginecologo o dall’ostetrica avviene mediamente a sei-otto settimane di sviluppo embrionale. In altre parole, quando si costruiscono le basi del benessere del feto, la madre ancora non sa di essere in dolce attesa.

Per saperne di più: www.pensiamociprima.net.

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