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Politica

La candidatura nel Pdl? Una sfida alla Sorte

Di Redazione4 febbraio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Alessandro Sorte

Alessandro Sorte

BERGAMO — Qualcuno lo considera l’enfant prodige della politica bergamasca. Certo è che Alessandro Sorte – 25 anni, di Treviglio e consigliere provinciale del Pdl – politicamente guarda lontano. Anche se, come dice il suo slogan, per lui “il futuro è adesso”, dal momento che molti lo danno come papabile candidato nelle liste del Popolo della libertà bergamasco alle prossime elezioni regionali.
Sorte, da dove nasce questa candidatura?
La mia possibile candidatura è stata avanzata dalla Giovane Italia, che è il movimento giovanile del Popolo della Libertà. Hanno proposto questa candidatura che ritenevano molto rappresentativa del movimento giovanile. Ritenevano che oltre alla giovane età ci fosse anche l’esperienza amministrativa, dal momento che sono stato assessore al Bilancio del Comune di Brignano e sono vicecapogruppo in consiglio provinciale. Hanno promosso la mia candidatura su Facebook e in due settimane sono stati raggiunti 600 sostenitori. Il mio nome è uscito sui giornali e molti amministratori del Pdl hanno cominciato ad aderire a questa probabile candidatura. Tuttavia non ho ancora espresso un sì definitivo. Ci sto pensando.
Perché?
Gli uscenti e probabili rientranti sono candidati molto importanti e rappresentativi. Parlo di Carlo Saffioti, Marcello Raimondi e Pietro Macconi oltre a Marco Pagnoncelli. I nomi non mancano. Sono lì da molto e stanno facendo un bel lavoro. Si tratterebbe ora di arricchire la lista.
Su quali presupposti basa la sua candidatura?
Sul cambiamento e su un voto giovanile non improvvisato ma strutturato, con cavalli di battaglia importanti come la sicurezza. Il Pdl in questo campo non urla ma ottiene risultati importanti. A Bergamo, per esempio, i militari li abbiamo portati noi, con i nostri parlamentari, attraverso il ministro La Russa. Questo è un risultato del Popolo della Libertà. Siamo il partito del “fare”, quello che meglio si sposa con le attitudini dei bergamaschi.
In quale bacino di elettori andrà a pescare?
Dentro al partito ci sono tanti amici comuni. Dire che questo mi voterà, quest’altro no è un po’ difficile. Ognuno farà la sua campagna elettorale. Poi è chiaro che qualcun altro avrà delle variazioni di consenso più o meno significative.
Si dice che lei sia molto forte nel Trevigliese…
Lo decideranno eventualmente le urne. Diciamo che non è un mistero che nella Bassa e soprattutto nella media pianura bergamasca sono molti gli amici che hanno mostrato interesse alla mia candidatura. Da qui a far concorrenza ai “big” del partito però francamente ce ne passa…
C’è interesse anche da parte di assessori provinciali e comunali?
Diversi assessori e consiglieri, comunali e provinciali, considerano buona questa candidatura. Sta nella logica delle cose, d’altronde: sono in Provincia, sono capogruppo, sto facendo un determinato lavoro e diversi lo apprezzano. Vado comunque con i piedi di piombo. La lista è fatta solo di 7 nomi. Nomi importanti questo partito ne ha. Lavorerò soprattutto sui coordinatori comunali e sui consiglieri comunali dei paesi. Credo che quella sia la vera fanteria, la vera militanza, la vera passione del nostro partito. La mia candidatura è quella di un ragazzo che andrà ad attaccarsi i manifesti elettorali da solo.
E’ raro sentire parlare di territorio nel Pdl. E’ un tema più leghista…
Per me il territorio è importantissimo. Il voto regionale è fatto di associazioni, ma per un giovane come me credo che l’unico lavoro che si possa fare sia quello di portare le istanze dei Comuni, nel limite del possibile, in Provincia. Come d’altronde fanno i nostri consiglieri regionali al Pirellone, e i nostri parlamentari a Roma.
La sua idea dunque è più territorio meno palazzo?
A dire il vero questa è la linea del Popolo della libertà. Forse c’è qualche problema di comunicazione. Mi piacerebbe chiedere ai bergamaschi qual è il partito che si è più impegnato per portare i militari a Bergamo.
Le risponderebbero la Lega…
Esatto. Invece non è così. La Lega sta facendo un grande lavoro con noi, ma è molto abile nell’usare anche la propaganda, peraltro legittima. Dobbiamo far conoscere meglio anche noi le cose che abbiamo fatto. Tagliare i costi nelle società della Provincia è stato uno dei punti che il Pdl ha voluto con forza, per esempio, nel programma di Pirovano. L’iniziativa è partita da noi.
Macconi ha detto che il vero avversario alle Regionali è la Lega…
La Lega è un alleato prezioso. Il Pdl secondo me non deve pensare alla competizione con la Lega, ma deve fare la sua politica portando avanti fatti concreti. Pensare a cosa fa la Lega è un’inutile perdita di tempo che ai cittadini non serve e non importa.
Uno dei problemi del Pdl è la formazione di una nuova classe dirigente, alternativa all’attuale. E’ lei l’uomo nuovo del partito?
Ci sono altri oltre a me che rappresentano il cambiamento. Penso all’assessore Minuti in città, al consigliere comunale Di Gregorio, al consigliere Oriani in Provincia. A conti fatti, nel Pdl un grande cambiamento generazionale è stato fatto. Più che in altri partiti.
Supponiamo che non si candidi. Dove vanno a finire i suoi voti?
Non mi ritengo così importante da poter girare voti. Ognuno voterà in base alle sue opinioni e alla stima per i candidati.
Non si sminuisca. Le giro la domanda allora: se dovesse votare per i suoi colleghi, chi sceglierebbe? Saffioti, Raimondi o qualcun altro?
Io un’idea forte ce l’ho. Però nella Costituzione c’è scritto che il voto è libero e segreto.
Vedo che ha imparato l’arte della politica…
Ho avuto maestri saggi.

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