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Politica

Calderoli taglia 200mila leggi obsolete

Di Redazione4 febbraio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Roberto Calderoli

Roberto Calderoli

ROMA — Dopo aver già tagliato 40mila leggi inutili, la scure del ministro bergamasco Roberto Calderoli si appresta a mandare definitivamente al macero altre 200mila norme obsolete. Lo ha annunciato lo stesso Ministro per la Semplificazione Normativa nel corso dell’odierno question time alla Camera dei Deputati.

“Il Governo nel mese di marzo – ha anticipato il ministro leghista – intende procedere all’emanazione di un decreto legislativo e di un regolamento che concluderanno il percorso soppressivo, cancellando complessivamente 225.000 norme”.

Intanto, dopo la sforbiciata attuata con i tre decreti ‘taglia-leggi’ che ha portato all’abrogazione di circa 40mila leggi nell’ultimo anno e mezzo, procede il lavoro di codificazione delle 10 mila leggi rimaste in vigore; leggi che, a partire da marzo, saranno consultabili liberamente, e gratuitamente, da qualsiasi cittadino che potrà collegarsi, con un semplice click dal proprio computer o telefonino, alla banca dati online denominata ‘Normattiva’, raggiungibile all’indirizzo www.normattiva.it.

“E’ stato avviato – ha confermato il titolare per la Semplificazione Normativa – il lavoro di codificazione delle residue 10.000 leggi, che già portato all’approvazione di due codici, quello dell’Agricoltura e della Difesa. Inoltre comunico che dal prossimo mese di marzo tutte le leggi vigenti saranno gratuitamente consultabili sul sito pubblico denominato “Normattiva”, una banca dati online a disposizione di ogni cittadino”.

Per quanto concerne la soppressione degli enti pubblici non economici il ministro Calderoli ha sottolineato che “il percorso iniziato con il decreto legge n. 112 del 2008 non ha consentito di raggiungere i risultati sperati in termini di riduzione del numero a causa della discutibile ma, purtroppo, insindacabile resistenza delle amministrazioni vigilanti. Nonostante ciò si è riusciti a procedere alla loro razionalizzazione attraverso 35 regolamenti di riordino. Tale operazione – ha sottolineato il ministro Calderoli – ha comportato l’eliminazione di 480 componenti di organi collegiali, una razionalizzazione degli organi stessi, e una contrazione della spesa strutturale delle amministrazioni vigilanti con un risparmio complessivo e certo per il 2009, pari a 415 milioni”.

Confermato, infine, il taglio di circa 50 mila poltrone negli enti locali a partire dalla prima tornata elettorale del 2011 (era impossibile applicarlo già da questa tornata in quanto “l’accorpamento delle elezioni amministrative a quelle regionali ha determinato un’anticipazione dell’usuale finestra per il rinnovo degli enti locali. La riduzione del numero dei seggi a poche settimane dall’indizione dei comizi elettorali, avrebbe comportato – ha ribadito il ministro – gravi difficoltà organizzative al ministero degli Interni con il rischio di una compressione delle prerogative democratiche e del conseguente contenzioso”), taglio esteso anche ai consigli provinciali, mentre la norma che impone un tetto allo stipendio dei consiglieri regionali si applicherà “già nel 2010, dunque nell’anno corrente, con conseguente ulteriore riduzione di spesa”.

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