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Bergamo

Sfruttamento della prostituzione: condannata “maman” nigeriana

Di Redazione2 febbraio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il tribunale di Bergamo

Il tribunale di Bergamo

BERGAMO — Gli inquirenti sospettavano che per tenere soggiogate le sue “schiave” usasse riti magici e voodoo. E’ stata condannata a sette anni e mezzo per sfruttamento della prostituzione Felicia Igbinigun, nigeriana di 42 anni, residente a Lallio e finita davanti alla corte d’assise con accuse pesantissime: riduzione in schiavitù, tratta di persone e sfruttamento della prostituzione.

Dalle prime due è stata assolta. Assolto da tutte le accuse invece il fratello della donna, Godspower Igbinigun, 29 anni, residente a Branzi. Il caso era salito alla ribalta delle cronache nel marzo del 2007. A quell’epoca la nigeriana era stata arrestata dai carabinieri della compagnia di Treviglio. Secondo le indagini, la donna faceva arrivare in Italia delle connazionali promettendo loro un lavoro, chiedendo in cambio 2500 euro.

Le donne arrivavano a Parigi, dove veniva sottratto loro il passaporto e poi mandate sulle strade della Bergamasca a prostituirsi dopo aver subito violenze e minacce.  Quattordici le ragazze finite in questo brutto giro.

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