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Mamme e Bimbi

Quando la natura “beffa” l’ecografia

Di Redazione1 febbraio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Un bimbo subito dopo il parto

Un bimbo subito dopo il parto

Il regolo ostetrico e i manuali medici stabiliscono la durata della gestazione intorno alle 40 settimane. Ecografi sempre più sofisticati permettono ormai di monitorare il feto in 3 e 4 D, e di calcolare in modo sempre più preciso l’effettiva datazione del concepimento. Eppure spesso la natura coglie di sorpresa i futuri genitori, con travagli che iniziano molto tempo prima del termine della gestazione, o con ritardi sulla data prevista, o addirittura con parti così rapidi da non permettere di raggiungere l’ospedale. In ogni caso, occorre mantenere la serenità e la calma necessari ad affrontare l’imprevisto.

Quando il travaglio si manifesta in netto anticipo rispetto al termine della gravidanza, è necessario il ricovero in ospedale per la somministrazione di farmaci che inibiscono l’attività contrattile della fibra muscolare uterina e di cortisonici per l’induzione della maturità polmonare del feto. Le terapie hanno subito delle modifiche in questi ultimi anni grazie alla disponibilità di farmaci in grado di ridurre le contrazioni uterine e talvolta di bloccare la rapida evoluzione del travaglio.

Se, al contrario la dpp (data presunto parto) è stata superata, solitamente a partire dal giorno della data presunta del termine, bisogna sottoporsi a controlli periodici del battito cardiaco fetale (monitoraggio cardiotocografico) e  della quantità del liquido amniotico. La donna deve essere educata all’ascolto dei movimenti attivi fetali, quale segno principale di benessere del suo bambino, in quanto con il protrarsi della gravidanza si può andare incontro a fenomeni di invecchiamento della placenta che non garantisce l’adeguato nutrimento al feto.  La gravidanza oltre il termine è quindi una gravidanza potenzialmente a rischio e di solito non si procede oltre la 41° settimana + 3 giorni. In questo caso se non insorge un travaglio spontaneo è necessario procedere a un parto indotto.

Ci sono poi casi in cui il travaglio insorge e procede in modo eccessivamente rapido, al punto da parlare  di parto precipitoso: si verifica soprattutto in donne che hanno già partorito, in genere con un precedente parto veloce oppure quando le contrazioni vengono avvertite in maniera poco dolorosa. È una situazione che spaventa perché coglie impreparati, tuttavia è importante rimanere calmi, avvisare il Pronto Intervento e, qualora non si facesse in tempo a raggiungere l’ospedale prima della nascita del bambino, mantenere il neonato al caldo, a stretto contatto pelle- pelle della mamma.

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