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Politica

Calderoli ai magistrati: no alla difesa di casta

Di Redazione1 febbraio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
il ministro Roberto Calderoli

il ministro Roberto Calderoli

ROMA — “Le riforme servono a tutti, dialogare con i magistrati è giusto ed utile”. Lo afferma in un’intervista a La Padania Roberto Calderoli, secondo cui però “se ci trovassimo di fronte ad una difesa della casta dobbiamo essere pronti ad andare avanti”. Per il ministro della Semplificazione normativa le proteste messe in campo dai magistrati il giorno dell’apertura dell’anno giudiziario “sono iniziative che non servono a nulla”.

“Le proteste e gli scioperi dei magistrati allungano i tempi della giustizia e aggravano quel male originale del nostro sistema giudiziario, denunciato anche nella cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario dal primo presidente della Cassazione”. Le leggi – sottolinea Calderoli – le fa il Parlamento ed è necessario “che ognuno rientri nell’alveo delle proprie competenze”. Opinione di Calderoli è che “le riforme vanno fatte nell’interesse di tutti e non si può certo escludere Silvio Berlusconi dai cittadini italiani”.

“Le proteste e gli scioperi dei magistrati allungano i tempi della giustizia e aggravano quel male originale del nostro sistema giudiziario, denunciato anche ieri, nella cerimonia di inaugurazione dell’anno giudiziario, dal primo presidente della Cassazione”.

“Prendiamo queste proteste dei magistrati – che si traducono in una non giustizia e in più avvelenano il clima, rendendo di fatto impossibile il dialogo – come una sorta di canto del cigno, ma da domani voltiamo pagina, mettiamo una pietra sul passato e affrontiamo il capitolo delle riforme nel reale interesse del Paese e dei cittadini” ha detto il ministro della Lega.

“Dai primi incontri che ho avuto a riguardo con il ministro Alfano e con gli esponenti della maggioranza mi sembra che emerga la reale possibilità di affrontare, in questa legislatura, il capitolo delle riforme, giustizia compresa, e di farle interloquendo con tutte le forze politiche e con i diretti interessati. Che questa manifestazione di protesta dei magistrati segni l’atto finale delle ostilità e porti all’apertura di una fase di dialogo: un atteggiamento diverso, da parte, loro sarebbe incomprensibile non tanto per la politica quanto nei confronti del Paese” ha concluso Calderoli.

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