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Politica

Regionali: Bettoni si allontana, il Pdl tira un sospiro di sollievo

Di Redazione27 gennaio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Valerio Bettoni

Valerio Bettoni

updated BERGAMO — Dopo giorni di trattative e colloqui, trame segrete e febbrili, sembra allontanarsi l’aggancio di Valerio Bettoni al Pdl. Nelle ultime ore l’ex presidente della Provincia viene dato più vicino all’Udc che al maggior partito del centrodestra. Come si è arrivati a questa inversione di tendenza? Cerchiamo di ricostruirlo, con i dati a disposizione.

Non c’è dubbio che in questo momento Bettoni sia l’ago della bilancia di tutti i futuri equilibri ed assetti dentro il centro e il centrodestra bergamasco. L’ex presidente della Provincia ne è ben consapevole e, da politico navigato qual è, ha tenuto aperte tutte le porte. Quelle che portano al Pdl. Quelle che comunicano con l’Udc, e persino quelle meno prevedibili, ivi compresa l’ipotesi che va palesando pubblicamente: “Non me l’ha prescritto il dottore di candidarmi”.

Probabilmente era sincero quando diceva che non sapeva dove sarebbe andato. Semplicemente perché si stava muovendo a 360 gradi. Stando a quanto trapelato, i contatti con alcuni settori del Pdl sono stati e continuano ad essere piuttosto intensi. Altri settori del Popolo della Libertà invece hanno alzato un feroce fuoco di sbarramento per impedire che l’arrivo dell’ex presidente della Provincia stravolgesse i delicati equilibri interni al partito e soprattutto portasse via spazio ad altri candidati. L’asse cattolico popolare vedeva bene l’ingresso di Bettoni, benedetto anche da una parte dei Berluscones. Mentre nel ruolo dell’outsider ora si paventa la discesa in campo del giovane Alessandro Sorte che avrebbe l’appoggio di un numero piuttosto consistente di assessori e consiglieri, provinciali e comunali, e di una buona fetta del Pdl trevigliese.

La presenza di Bettoni e di Sorte, unita a quella dell’ex segretario di Forza Italia Marco Pagnoncelli (qualora non entrasse nel listino bloccato di Formigoni) nella lista proporzionale, avrebbe portato una “vagonata” di voti in più al Popolo della Libertà. Sarebbe stata una lista forte: in fondo quello che chiedevano da Arcore per riequilibrare i rapporti di forza con la Lega. L’ingresso di Bettoni nel Pdl però avrebbe avuto due ricadute tutte da valutare: una interna, una esterna. Con Bettoni nel Popolo della Libertà sarebbero saltati tutti gli equilibri dentro il partito bergamasco, con una segreteria fortemente messa in discussione (anche perché, ovviamente, i diversi candidati raramente si muovono senza la loro squadra). Mentre in lista, le cose si sarebbero complicate non poco per quei candidati che pescano nel suo stesso bacino, Saffioti e Raimondi in testa.

In secondo luogo, l’approdo dell’ex presidente della Provincia in via Zelasco avrebbe causato più di un guaio con gli alleati. Come noto, Bettoni non sopporta la Lega e la Lega non sopporta Bettoni. Pertanto, all’occorrenza, l’ex presidente della Provincia avrebbe potuto sì essere una spina nel fianco del Carroccio, come peraltro auspicato da qualcuno dentro il Pdl, ma sarebbe stato devastante per i rapporti nei diversi esecutivi istituzionali.

Queste valutazioni hanno fanno riflettere più di un esponente di vertice del centrodestra. E alla fine la soluzione migliore è parsa quella di “favorire” un riavvicinamento di Bettoni all’Udc, per cui si prospetta un ticket con Savino Pezzotta, qualora quest’ultimo sciolga la riserva.

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