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Donora: i lavoratori bloccano l’ingresso ai camion

Di Redazione27 gennaio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Lavoratori in presidio (immagine di repertorio)

Lavoratori in presidio (immagine di repertorio)

CORTENUOVA — I lavoratori della Donora di Cortenuova hanno effettuato un presidio durato tutta la giornata davanti all’azienda metalmeccanica, impedendo l’ingresso nel magazzino di camion carichi di elettrodomestici. Rallentata anche l’uscita dei mezzi che hanno provveduto a scaricare la merce durante la notte.

Dopo la protesta del 21 e del 22 gennaio, una cinquantina di lavoratori sono tornati davanti ai cancelli dell’azienda che produceva qui frigoriferi per il gruppo Candy, chiusa ormai da metà 2006. Stessa protesta è in programma per giovedì 28 gennaio, nelle stesse fasce orarie (6.30 fino alle 17), mentre venerdì 29 si attende, in mattinata, l’incontro fra sindacato e azienda (ma la cassa non sarà all’ordine del giorno), e nel pomeriggio il coordinamento sindacale del gruppo. In quell’occasione i sindacati bergamaschi e la RSU chiederanno di compiere un gesto di solidarietà alle altre fabbriche del gruppo, che si trovano a Brugherio (Milano) e a Santa Maria Hoè (in provincia di Lecco): l’obiettivo è di mettere a punto iniziative di gruppo, che coinvolgano anche gli altri stabilimenti.

“Ancora una volta chiediamo all’azienda di impegnarsi per una proroga della cassa integrazione in deroga per tutti 160 dipendenti” dice Gianluigi Belometti della Fiom-Cgil di Bergamo. “I lavoratori non sono intenzionati ad abbandonare la lotta fino a quando l’azienda non ci incontrerà manifestando un’intenzione al riguardo”.

Con la fine del 2009 si è concluso, infatti, il periodo di cassa integrazione in deroga per questi lavoratori. All’assessore regionale alla Formazione e al Lavoro Gianni Rossoni i sindacati hanno chiesto aiuto di avviare corsi di riqualificazione finalizzati alla logistica e, di conseguenza, di intervenire per un allungamento della cassa integrazione in deroga. Hanno anche chiesto che i nuovi posti di lavoro che sembrano profilarsi (polo logistico o attività fotovoltaica) a breve nell’area possano essere occupati dagli ex lavoratori Donora, che hanno appena terminato la cassa.

Ad oggi, nell’area è rimasto un magazzino che occupa 8 ex dipendenti Donora e altri 15 soci di una cooperativa. Per i lavoratori Donora, che nel 2001 erano 600, dopo una serie di riduzioni d’organico il colpo di grazia era arrivato il 22 novembre 2005 quando l’amministratore delegato aveva annunciato l’imminente chiusura dello stabilimento. In quel periodo vi lavoravano in 385. “Da quel numero si è dunque scesi a 160 lavoratori” conclude Belometti. “La differenza fra le cifre è composta da ex dipendenti che hanno trovato, grazie ai tempi lunghi concessi dagli ammortizzatori sociali, nuove collocazioni. Certo, restano senza prospettive occupazionali molte donne, difficilmente ricollocabili”.

Per tutto il 2006, scioperi, blocchi di autostrade, incontri al Ministero e con le istituzioni locali, proteste allo stadio, ma soprattutto un lunghissimo presidio di quasi tre mesi avevano accompagnato le trattative. I 160 lavoratori ora rimasti sono in cassa integrazione dall’estate del 2006.

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