iscrizionenewslettergif
Editoriali

L’Atalanta ha un problema per reparto

Di Redazione25 gennaio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Gli appassionati bergamaschi a Genova (foto Mariani)

Gli appassionati bergamaschi a Genova (foto Mariani)

BERGAMO — Calma e gesso. Già, signori miei. L’Atalanta ha perso a Genova una partita che sulla carta era normale perdere. Terzo impegno in una settimana, stanchezza ai massimi livelli, uomini chiave che hanno pagato lo sforzo: tutto abbastanza normale, c’è poco da recriminare.

E’ giusto sottolineare questo aspetto perchè perdere il contatto con la realtà significa farsi sovrastare dalle emozioni: negative o positive che siano, quando arrivano in eccesso rischiano di far danno.

Proviamo a ragionare a mente serena. Nel giro di pochi giorni l’Atalanta di Mutti ha lavorato poco sul campo e giocato tantissimo. Lazio, Bologna e Genoa hanno portato quattro punti: mancano i due del Dall’Ara, il resto era prevedibile.

Qualcuno obietterà che sulla carta non ci si salva, che la classifica si deve muovere ovunque. Verissimo, però giocano anche gli altri e se questa squadra non avesse dei problemi non staremmo a commentare un penultimo posto in classifica.

Contro la squadra genoana nel secondo tempo si sono viste buone cose, peccato che la palla migliore sia capitata sul destro di un difensore (Talamonti) e che Chevanton si sia fermato a pochi centimetri dal palo (bravo Amelia in tuffo).

Senza farsi prendere dall’euforia o dal panico proviamo ad evidenziare i problemi per capire come si potrebbero affrontare. Correre ad acquistare qualcuno non è la soluzione più logica. Basta pensare che al “supermercato delle scarpette chiodate” ci siano elisir per la salvezza o giovanotti scalpitanti che sognano la Dea: quella maglia c’è l’hanno davvero nel cuore solo i tifosi e qualcuno della vecchia guardia, è durissima trovare fuori la soluzione a tutti i mali.

La rete dell’1-0 ha due colpevoli, Talamonti e Coppola. Se il difensore argentino è incappato in una giornata storta ed era in ritardo su Palacio, il portiere inizia a diventare un caso. L’errore di Genova si somma a quello di Bologna, si è riscattato nel finale ha evitando la goleada, però è un portiere che spesso la combina: partire con un gol di svantaggio non è sempre possibile.

Mutti dovrebbe parlare con il suo collaboratore Piacentini e capire la reale condizione mentale di Andrea Consigli: il suo recupero è tanto importante quanto necessario. Per il resto la difesa deve solo tenere più alta l’attenzione, Capelli è un’alternativa a Garics e si può andare avanti senza troppi patemi.

A centrocampo c’è un problema serio e si chiama Barreto. A due mesi abbondanti dall’operazione nessuno dalla società dice come stanno le cose. Indiscrezioni parlano di un recupero ancora lontano, Mutti sabato in conferenza ha detto “dobbiamo valutare questo suo nuovo problema, sicuramente non è pronto per fine gennaio”. Siamo già a fine gennaio, sul campo non ha ancora lavorato. Se non è guarito che si dica chiaro, Paolo Zanetti e Diego De Ascentis sono soluzioni tampone che non possono valere quanto il paraguaiano.

Basha del Frosinone è interessante ma viene ritenuto troppo caro (circa 4 milioni), di altri nomi non se ne sentono a parte quel “giovanotto” di nome Volpi che fatica a giocare in B. Nessun arrivo in programma? Ci può stare, allora al centro Padoin e via libera a Ceravolo o Valdes sull’esterno sinistro.

Arriviamo al nodo cruciale, l’attacco. Robert Acquafresca, in queste condizioni, non serve. Probabilmente partirà, al suo posto servono caratteristiche diverse e per quanto si è visto sia a Genova che prima a Bologna uno come Gianvito Plasmati andrebbe bene. Chevanton e compagnia quando Tiribocchi e Doni sono in riserva aiutano molto palla a terra, manca uno capace di tener su palla e magari farsi valere di testa: possibile che ci sia un nome ancora sconosciuto ma Filippo Inzaghi a parte, gente che possa venire e scoperchiare le difese avversarie facendo sognare i tifosi sul mercato non c’è.

Calma e gesso dunque. L’Atalanta non era salva giovedì, non è retrocessa oggi. Cristiano Doni salterà la prossima sfida alla Sampdoria, meno male aggiungo io. Averlo in casa contro il Bari dopo quindici giorni di lavoro specifico sarà determinante. Si soffre, succederà fino alla fine. Però anche con davanti il Catania i punti da recuperare sono tre. Non venti, ma tre. Su la testa ragazzi, nulla è perduto.

Fabio Gennari

Due punte più Doni? Dipende dal capitano

La strana esultanza di Chevanton e Doni a Bologna (foto Mariani) BERGAMO -- Due indizi fanno una prova: l'Atalanta è ufficialmente tornata. Fossero arrivati i tre ...

Dal mercato acquisti mirati, ora serve la svolta

Nicola Amoruso (foto Mariani) BERGAMO -- Il mercato è finito, chiuso, passato. Si sono fatti nomi eccellenti, ogni giorno ...