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Atalanta, Mutti avverte: i titolari li decide il campo

Di Redazione23 gennaio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Bortolo Mutti

Bortolo Mutti

ZINGONIA — I titolari non esistono. Messa così, sembra una forzatura difficile da capire. Ascoltando Lino Mutti nella conferenza stampa che precede la sfida di Genova contro i rossoblù di Gasperini è facile però trovarne il significato. Chevanton, nonostante il gran gol, siederà ancora in panchina. La squadra è confermata, l’unico in forte dubbio è De Ascentis.La possibile partenza di Acquafresca? La situazione di Barreto e l’arrivo di Plasmati? Tutto rimandato anche se Mutti, tra le righe, qualcosa dice.

Mister, parliamo subito di formazione. Ci sono problemi?
De Ascents viene a Genova con noi, è in forte dubbio ma vediamo prima della gara. Abbiamo lavorato sia sulla soluzione Ceravolo con Padoin interno che su Paolo Zanetti: mi prendo ancora un po’ di tempo per pensarci.

Cristiano Doni sarà di nuovo in campo dal primo minuto?
Io non ho molti dubbi, finché lui mi da la disponibilità io vado avanti e non cambio tanto per farlo. Giocheremo una partita problematica, è un campo difficile e in avanti ci vuole una certa fisicità per tenere su palla e aiutare la squadra. I nostri avversari pressano alti, l’esperienza e la capacità di leggere certe situazioni sarà molto importante.

Il Genoa giocherà a tre in difesa, cosa cambia per voi?
Loro in fase difensiva hanno Criscito o Rossi che rientrano moltissimo per dare una mano. La loro doppia fase è pericolosa, si compattano e riaprono: in fascia i raddoppi e collaborazione sarà importante. Padoin in fascia potrebbe essere prezioso, lui in una posizione o nell’altra garantisce sempre un grande apporto.

Ha paura della stanchezza al terzo impegno della settimana?
E’ inutile nasconderlo, qualcosa paghi sicuramente quando giochi tre gare in sette giorni. Anche il Genoa ha avuto gli stessi impegni quindi siamo più o meno allo stesso punto: dalla loro parte ci sarà il fattore campo a favore, Marassi richiede un approccio alla partita diverso rispetto a Bologna. Non possiamo permetterci certe disattenzioni, sono combattivi.

Si aspetta un Genoa in difficoltà?
Con il Bari ho visto un gran Genoa, in casa sono sempre quelli dell’inizio di campionato a fanno sempre molto bene. Difesa meno forte degli altri reparti? I nomi non sono affatto male, ci sono momenti diversi nella stagione e può succedere qualche difficoltà.

Quale può essere la chiave del match?
Quella di domani è la classica partita dove non puoi commettere errori particolari. La chiave di lettura è subito spiegata: serve un approccio alla partita importante dal punto di vista caratteriale, certe situazioni individuali sono da gestire al meglio. Gente come Suazo, Sculli e Mesto diventano pericolosi negli spazi, servono concentrazione e gamba per contenerli e ripartire.

Meglio aggredirli subito o aspettare e contenerli?
Chiaro che serve una partita a livello tattico e psicologico come quella di Bologna: non possiamo aspettarli, dobbiamo provare a imporci, condurre il gioco e fare la gara. Sotto l’aspetto dell’entusiasmo e della mentalità veniamo da due prove molto buone, l’errore sarebbe quello di pensare solo a difenderci: qualcosa ci lasceranno, dovremo esser bravi a sfruttare i loro momenti difficili.

Chevanton è entrato bene a Bologna: come si gestisce ora che forse pensa ad un posto da titolare?
L’ho detto chiaro nello spogliatoio, a me interessa solo l’Atalanta. Io aspetto tutti però non è il singolo ad essere importante ma la squadra. E’ il campo che assegna le maglia da titolare, il lavoro conta molto indipendentemente dal gol o dalla grande parata: tutti devono essere pronti e sentirsi importanti, questo è un discorso chiaro che non ripeterò più.

Psicologicamente parlando, come vede Acquafresca in allenamento?
Lui è molto disponibile, sono voci di mercato. Penso che l’Atalanta punti su di lui, in questo momento la società ci punta e lui deve fare il massimo di quanto è nelle sue possibilità. Il mercato, le voci che girano sono sempre un po’ fastidiose per lo spogliatoio. Non è possibile tenerle lontano, sono i media che spingono: non dobbiamo pensarci e i ragazzi conoscono come tenerle a bada.

Plasmati le piace?
Ora parlare di mercato è controproducente, siamo davanti ad una partita importante. Da lunedì si tornerà ad affrontare certi discorsi, ora la classifica sapete bene qual’è, il momento e le difficoltà che abbiamo credo debbano spingere tutti a dare la massima tranquillità ai giocatori che scendono in campo.

Come sta Barreto? Ormai dovremmo esserci..
Le sue condizioni saranno valutate tra un po’ di giorni, per vedere come si risolve questa nuova sua situazione. Il medico sarà sicuramente più preciso, i tempi non sono ancora chiari e sicuramente non sarà disponibile per la fine di gennaio.

Non dovesse farcela De Ascentis, Zanetti è pronto per giocare?
Nel caso gli toccasse sicuramente è pronto, ha giocato con il Torino fino a due settimane fa quindi è in forma e può scendere in campo.

Secondo lei la quota salvezza è sempre la stessa o si è abbassata?
Abbiamo fatto quattro punti importanti, fino a quota 21 siamo dentro un po’ tutti e credo si decida nelle ultime due o tre partite. Avevo spareggiato a quota 38, più o meno è quella la soglia minima. Adesso dobbiamo guardare la classifica, non è mortificante ma è difficile: ogni settimana sappiamo che dobbiamo affrontare l’impegno per stare nel campionato. Partita dopo partita la convinzione di farcela deve aumentare, le ultime due dal punto di vista psicologico dicono che ci siamo e possiamo lottare: abbiamo davanti squadre che non pensavi, credo che saranno dentro le squadre dal Livorno in giù. Le altre, penso al Bari, stanno vivendo un’annata particolare e positiva.

Fabio Gennari

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