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Bergamo

Maxioperazione antidroga: 3 tonnellate sequestrate, 16 arresti

Di Redazione22 gennaio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La Guardia di Finanza in azione

La Guardia di Finanza in azione

BERGAMO — La Guardia di finanza di Bergamo, Nucleo di Polizia tributria, ha inferto un grosso colpo allo spaccio di droga nella nostra provincia sequestrando qualcosa come tre tonnellate di hashish e 7,5 chili di cocaina, e sgominando una radicata organizzazione dedita al traffico internazionale stupefacenti.

L’operazione – nome in codice Map – è durata quasi tre anni e ha portato all’arresto di 14 marocchini e 2 italiani che facevano parte di una gang che importava droga da Spagna, Francia, Olanda e Marocco. Altre 53 persone sono indagate per per traffico internazionale e spaccio di stupefacenti.

L’inchiesta, coordinata dalla Procura della Repubblica di Bergamo, è partita dal controllo di diversi extracomunitari che facevano parte dell’organizzazione. Attraverso le intercettazione telefoniche – oltre 300mila – i finanzieri hanno individuato un’estesa rete di spacciatori che oltre a Bergamo si estendeva nelle province di Milano, Novara, Torino, Verona e Firenze.

I vertici dell’organizzazione e i fornitori di droga si trovavano in Marocco, Spagna, Francia ed Olanda. Per lo spaccio vero e proprio, l’organizzazione si appoggiava invece a piccoli gruppi malavitosi locali. La banda utilizzava nomi in codice per la droga. L’hashish era denominato ”cartone”: una confezione da 30 chili di panetti, sigillati e ricoperti di juta intrisa di cherosene per eludere l’olfatto dei cani antidroga. La cocaina era chiamata invece ”bambine” o ”ragazze”, con un numero ad indicarne i chilogrammi.

L’hashish veniva acquistata in Marocco a un costo di circa 1500 euro al chilogrammo e rivenduta all’ingrosso in Italia a 1800 euro al chilo. La dose al consumatore costava 10 euro al grammo. La cocaina acquistata in Olanda andava dai 35 ai 40mila euro al chilo. Ma arrivava sul mercato italiano a circa 50 euro ogni mezzo grammo, tagliata con talco e lattosio.

I corrieri operavano normalmente in nuclei di tre, quattro persone (in qualche caso addirittura otto) per operazione, ben organizzati e con compiti definiti come la verifica lungo il percorso della presenza di pattuglie di forze dell’Ordine. L’hashish veniva nascosto in grandi quantità nei portabagagli di autovetture o nel cassone di autoarticolati per trasporti internazionali, fra merce di copertura di scarso valore (ad esempio confezioni di fiori). La cocaina invece veniva inserita nelle intercapedini di veicoli modificati ad hoc.

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