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Economia

Antitrust contro le catene dell’elettronica

Di Redazione21 gennaio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Catene dell'elettronica nel mirino dell'Antitrust

Catene dell'elettronica nel mirino dell'Antitrust

L’Antitrust contro le principali catene commerciali di hi-tech. L’Autorità per la concorrenza ha avviato infatti 5 istruttorie per possibili pratiche commerciali scorrette nei confronti di sette delle principali catene commerciali di prodotti di elettronica, informatica, tecnologia e elettrodomestici.

Nel mirino, Mediamarket (marchio Mediaworld), Unieuro, Sgm Distribuzione (marchio MarcoPoloExpert), Euronics e Nova (marchio Euronics), Dps Group e Dml (marchio Trony). Stando alle denunce, arrivate anche al call-center dell’Antitrust – spiega l’Authority – le grandi catene di elettronica “avrebbero tenuto comportamenti commercialmente scorretti tali da confondere la clientela: dalle informazioni carenti sui termini per l’esercizio dei diritti relativi alla garanzia legale biennale di conformità (riparazione e/o sostituzione), al rifiuto di riconoscere l’applicabilità della garanzia o di sostituire il prodotto difettoso come richiesto”.

Alcuni consumatori “hanno lamentato di avere ricevuto indicazioni insufficienti o fuorvianti sulle condizioni e le modalità di esercizio del diritto alla sostituzione. Altri hanno denunciato di non essere stati informati sui tempi dell’intervento di riparazione o di avere dovuto attendere a lungo prima di riavere il bene riparato o, ancora, di avere dovuto pagare le spese per la riparazione o per il trasporto benchè il prodotto fosse in garanzia”.

Dall’insieme delle segnalazioni e dai primi accertamenti, «emerge la difficoltà di individuare il soggetto cui rivolgersi per l’assistenza: molti consumatori si rivolgono direttamente ai produttori, non sapendo che devono rivolgersi al venditore per far valere la garanzia legale della durata biennale. Spesso sono inoltre indirizzati dagli stessi venditori ai centri di assistenza tecnica dei produttori, con il pretesto che in questo modo possono ottenere la riparazione in un tempo più breve». Inoltre, “ugualmente incomplete sarebbero le informazioni sulle garanzie convenzionali offerte nonchè sull’esercizio del diritto di recesso”.

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