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Politica

Bettoni sempre più vicino al Pdl, l’Udc fa pressing su Casini

Di Redazione21 gennaio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Valerio Bettoni nella vignetta di Aldo Bortolotti, contenuta nel libro "Castigat ridendo mores"

Valerio Bettoni nella vignetta di Aldo Bortolotti, contenuta nel libro "Castigat ridendo mores"

BERGAMO — Sono giorni movimentati nella politica bergamasca in vista delle elezioni regionali. I partiti sono in fibrillazione per trovare la compagine giusta in vista della corsa al Pirellone. Molti gli incontri e le riunioni delle ultime ore, soprattutto nel centrodestra dove tiene banco il futuro ruolo di Valerio Bettoni.

Secondo quanto trapelato finora, l’avvicinamento dell’ex presidente della Provincia al Popolo della Libertà si è fatto ancora più consistente. Le quotazioni che lo danno dentro il Pdl come capolista sarebbero decisamente in salita, per il carico di voti che Bettoni porta in dote. Voti che servirebbero al Popolo della Libertà per contrastare lo strapotere della Lega. L’obiettivo, neanche troppo nascosto, è quello di riequilibrare i rapporti di forza fra il Pdl locale, in netto calo alle ultime elezioni, e il Carroccio.

La Lega dal canto suo è pronta a far man bassa degli scontenti di Alleanza nazionale che lamentano scarsa rappresentanza e perdita d’identità dentro la miscellanea, ancora senza forma definita, del Popolo della Libertà bergamasco. Per questo, la strategia politica dei vertici regionali del Pdl sarebbe quella di raccogliere il più possibile al centro dello schieramento. E Bettoni potrebbe fare al caso.

L’asse cattolico popolare del Pdl vedrebbe decisamente con favore questa opportunità. E il disegno strategico sarebbe ben visto anche dall’entourage di Formigoni e dai Berluscones. Certo è che l’approdo dell’ex presidente nella Provincia dalle parti di via Zelasco metterebbe in forte difficoltà alcuni candidati bergamaschi che pescano nel suo stesso bacino. L’arrivo di Bettoni, inoltre, cambierebbe drasticamente i rapporti interni al partito, con esiti facilmente immaginabili.

Altrettanto certo è che la distanza che separa Bettoni dall’Udc si fa di giorno in giorno incolmabile. Milano e Roma confermano che Bettoni non rientra nei disegni del partito di centro. Mentre la candidatura di Savino Pezzotta contro Formigoni sarebbe molto distante dalla realtà. Il senatore bergamasco stesso avrebbe mostrato più di una perplessità: per l’onere di una simile corsa e per il rischio di spaccare un partito che, almeno in Lombardia, guarda in  maggioranza dalla parte opposta.

I vertici regionali dell’Udc hanno già espresso la loro posizione e sono decisamente per Formigoni. Nel caso contrario, quello di una corsa in solitaria, sono pronti a rilanciare: nelle scorse ore è partito un pressing per la discesa in campo di Casini stesso. Una candidatura alla presidenza della Regione Lombardia che metterebbe d’accordo tutto il partito ed eviterebbe spaccature traumatiche, ma che difficilmente il leader centrista dallo sguardo rivolto a Roma accetterà di buon grado.

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