iscrizionenewslettergif
Sport

Atalanta, Chevanton punta in alto: voglio salvezza e Mondiale

Di Redazione21 gennaio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Chevanton e Doni dopo il 2-2 di Bologna (foto Mariani)

Chevanton e Doni dopo il 2-2 di Bologna (foto Mariani)

ZINGONIA — Piccolo, magro e pure indifeso? Esattamente il contrario. Ernesto Chevanton non sarà un gigante ma se la buttiamo sulla cattiveria agonistica probabilmente non ha rivali. Ha carattere, lo vedi nei suoi occhi e nel modo in cui finora ha interpretato gli spezzoni di gara che Mutti gli ha riservato: guarda qui il video della sua intervista

Il giorno dopo l’euro-gol di Bologna di aspetti di sentirlo soddisfatto per il pareggio ma scopri subito che pensava di vincerla: questa è la mentalità giusta per restare in serie A. E per andare al Mondiale.

“Cheva”, ci racconti il primo gol da atalantino?

Pensavo di aver subito fallo, quando ho visto che non ha fischiato mi sono alzato e mi sono trovato il pallone dopo la sponda di Cristiano: meno male che è andata dentro.

Cosa è cambiato con il nuovo tecnico? Sembrate trasformati..

Non posso parlare molto, sono qui da poco per dire cosa è successo prima. Sarebbe una mancanza di rispetto verso persone che ho conosciuto poco: adesso c’è Mutti, lui ha parlato e ci ha detto di stare calmi, tranquilli. Abbiamo un’ottima squadra, buoni giocatori e continuando su questa squadra arriveranno sicuramente i risultati che ci meritiamo

Hai un obiettivo personale in termini di gol?

Non ho mai detto quanti gol voglio realizzare, 10 o 15 sono numeri che ha tirato fuori qualcuno ma non sono il mio obiettivo. Penso a giocare ogni domenica, voglio salvarmi con l’Atalanta e provare ad andare al Mondiale: l’Uruguay si è qualificato, non mi convocano da un po’ ma sono sicuro che facendo bene a Bergamo succederà.

Doni ha detto che scalpitavi: tre minuti dopo l’ingresso in campo subito un euro-gol..

Lui parla bene di me perché ha affetto, è il nostro capitano e ci trasmette una grande carica: ha qualità ed esperienza, tutti insieme a lui dobbiamo lavorare per ritornare in alto in classifica. Non credo che questo gruppo si meriti una posizione simile, la società è buona e poi c’è la tifoseria: li ho conosciuti nella gara contro il Napoli, sono straordinari e speriamo di fare bene anche per loro.

A Palermo ci hai messo poco a rubargli una punizione: che grinta..

Capita, non è una mancanza di rispetto. Me la sentivo, ho preso il pallone e ho calciato. Mi alleno tanto per segnare da palla inattiva e spero che la prossima volta vada meglio.

Hai tramutato la rabbia per una punizione non data in carica per il tuo gol?

Io quando entro in campo sono sempre arrabbiato. Succede per tutto, credo sia la mia forza essere cattivo, sportivamente parlando, dentro al terreno di gioco. Gioco sempre per vincere, uno deve abituarsi a questa mentalità ed esserne sempre convinto.

Un punto dopo una grande rimonta: quanto vale?

Io ero convinto di vincere la partita. Per come è andata sicuramente abbiamo conquistato un punto importante, stare sotto 2-0 giocando bene non è il massimo quindi riuscire a rimontarla è un segnale forte: evitare la sconfitta va bene però ripeto, ero convinto nel finale di vincerla. Adesso andiamo a Genova convinti di fare una bella gara, cerchiamo punti e sono convinto che questa squadra possa conquistarne ovunque.

La squadra super offensiva vista nel finale conferma queste tue parole..

Il mister ha dimostrato proprio questa voglia di ottenere il bottino pieno, dopo i due errori nostri che hanno favorito il Bologna sapevamo di dover rimontare e lo abbiamo fatto.

Fisicamente, sei già al top?

Mi sento bene, ovvio che manca il ritmo partita. Sono venuto un mese prima per allenarmi al meglio, ho saltato le vacanze in Uruguay per continuare a lavorare perché ho una grandissima voglia: lo spirito è lo stesso di quando sono venuto la prima volta in Italia a 20 anni, ho più esperienza oggi e posso metterla al servizio della squadra.

Domanda scontata: ti aspetti una maglia da titolare ora?

No, io mi alleno ogni settimana per dimostrare al mister che sono in condizione. Chi decide la formazione è Mutti, mi trovo bene con Doni e in generale con tutti i compagni.

Siete davanti a due trasferte difficili, Genoa e Sampdoria sono messe meglio di voi..

La classifica dice che sono superiori, per me però conta sempre il campo. E’ un campionato competitivo, l’ultima può battere la prima perchè si entra undici contro undici e c’è un livello molto alto. Ho giocato in Spagna dove c’è più spazio e in Francia dove sono molto più duri nei contrasti: il campionato italiano è il mio preferito, volevo tornare da tempo e adesso che ci sono spero di portare l’Atalanta alla salvezza.

Chi vince il derby di Milano?

Pensiamo a vincere la nostra partita, le altre poi facciano quello che vogliono.

Ultima curiosità. Corvino ha detto di averti contattato in passato ma ha dovuto dirti che c’erano già Mutu e Toni con cui giocarsi il posto. Come è andata poi?

Ho risposto che il problema era loro, dovevano giocarsi il posto vicino a me..

Fabio Gennari

Guarente e Padoin grandiosi, primo goal di Chevanton

Padoin, Chevanton e Doni (foto Mariani) BOLOGNA -- Chevanton? Troppo facile. La palma del migliore in campo stavolta è da dividere ...

Cominelli in gara, pensando ai Mondiali

Cristian Cominelli BERGAMO -- Cristian Cominelli del team TX Active-Bianchi si appresta a partecipare all'’ultima prova della ...