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Mutti recupera Manfredini e avverte: conta solo l’Atalanta

Di Redazione20 gennaio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Bortolo Mutti

Bortolo Mutti

ZINGONIA — Manfredini e Garics tornano a disposizione e Bortolo Mutti può sorridere. Nel recupero in programma questa sera alle ore 18 contro il Bologna, l’Atalanta si gioca tre punti importantissimi sulla strada della salvezza. L’esperto tecnico di Trescore spera in un risultato positivo, pensa agli stessi uomini visti con la Lazio e avverte i naviganti: il posto va guadagnato,per tutti deve contare solo il bene dell’Atalanta.

Mister, ha intenzione di confermare la squadra vista domenica?
Voglio confrontarmi con i ragazzi, capire con loro la situazione. Chi andrà in campo dovrà avere la convinzione e l’atteggiamento giusto: è un impegno molto delicato, il periodo non dobbiamo guardarlo e pensare solo a Bologna. L’obiettivo è raccogliere le energie e fare una partita importante, cercherò di dare continuità ad un certo tipo di discorso ma devo considerare le condizioni fisiche di tutti.

C’è qualcuno davvero in dubbio?
Nessuno in particolare, c’è un po’ di stanchezza come credo tra i giocatori del Bologna dopo una gara intensa e combattuta. Come tutti però dobbiamo essere bravi ad affrontare il doppio impegno, non è la fine del mondo: se stringiamo i denti, se facciamo il massimo, se dimostriamo attaccamento alla maglia possiamo fare bene.

Chevanton può pensare ad una maglia da titolare oppure è troppo presto?
Come lui anche Acquafresca può pensarci, ce ne sono anche altri e tante situazioni da valutare. Non so chi avrà una maglia, adesso non è importante perchè serve soprattutto la forza della squadra, il progetto del gruppo. A Bologna sappiamo di trovare una squadra che arriva da una grande vittoria, mi aspetto un’Atalanta pronta a combattere tutto ciò che i rossoblù metteranno in campo.

Ma Acquafresca è in grado di diventare un titolare?
Nessuno in questo momento si deve tirare indietro, tutti quanti noi abbiamo un solo obiettivo adesso: il bene dell’Atalanta. Chi gioca gioca, il posto bisogna sudarselo e guadagnarselo sul campo e tutto quando viene dopo il gruppo. Il singolo è importante, lo è Cristiano come possono esserlo anche altri: ovviamente c’è una traccia di squadra, ma la titolarità va meritata.

Sotto questo aspetto, la risposta del gruppo contro la Lazio è stata grandiosa…
Ho fatto i complimenti ai ragazzi, hanno dato una risposta importante dimostrando di essere degli uomini, di formare una squadra vera. Oltre al giocatore ci vuole l’uomo, ci troviamo ad affrontare un percorso difficile e bisogna dimostrare carattere: metto in campo la squadra per ottenere il massimo, per il bene dell’Atalanta. Con il passare del tempo aumenta la conoscenza con i ragazzi, questo permette di scambiarsi opinioni e cercare le migliori soluzioni.

Dietro vedremo ancora Talamonti e Bianco?
Vediamo, è rientrato Garics e voglio valutare tutto. La seduta tecnica verrà svolta a Bologna, voglio rimandare all’immediata vigilia ogni decisione: recuperi e affaticamenti saranno meglio valutati. Zanetti? Non si è mai allenato con la squadra, lo portiamo ma ci sono tante cose da valutare. Penso solo al Bologna, non guardo avanti perchè non possiamo permetterci distrazioni: contro la Lazio abbiamo vinto, adesso voglio dare continuità anche schierando la miglior formazioni.

Leonardo ha definito il Milan un 4-2-amore, lei come definirebbe l’Atalanta?
Lui parla di spettacolo e amore, noi abbiamo altri problemi. Il nostro modulo è un 4-4-1-1 di operai, gente che deve costruirsi una casa dalle fondamenta.

Classifica alla mano, a Bologna si devono ottenere tre punti?
Ovvio che sarebbe importante vincere, credo comunque che in questo momento sia altrettanto importante mantenere le distanze: andiamo in campo per fare il massimo, non rinunceremo a fare la partita e poi staremo a vedere. Contro Fiorentina e Cagliari il Bologna ha fatto bene, la squadra è temibile e nel complesso possiedono qualità.

Ha lasciato Doni in campo fino alla fine, lo rifarebbe?
Nel finale non erano ritmi forsennati, un quarto d’ora in più o in meno non influiscono. Mentalmente è forse meglio giocare, lui poteva essere importante anche sulle palle alte e siccome non volevo prendere gol ho deciso i tenerlo fino alla fine.

Vi giocate una gara delicata, senza tifosi al seguito…
Dispiace, è una trasferta non lontana e avremmo potuto averne molti. Domenica sono partiti forte incitandoci dal primo minuto, sarebbe importante averli vicino ma ci sono situazioni che penalizzano la tifoseria, è successo anche ad altri e stavolta tocca a noi. La corsa di Doni sotto la curva è un bel segno, l’ambiente è unito e noi cercheremo di regalargli una gioia: speriamo di farcela.

Fabio Gennari

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