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Editoriali

Due punte più Doni? Dipende dal capitano

Di Redazione20 gennaio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La strana esultanza di Chevanton e Doni a Bologna (foto Mariani)

La strana esultanza di Chevanton e Doni a Bologna (foto Mariani)

BERGAMO — Due indizi fanno una prova: l’Atalanta è ufficialmente tornata. Fossero arrivati i tre punti in rimonta staremmo a commentare una di quelle imprese da raccontare ai nipotini. Non è successo ma lasciatemelo dire, va bene così.

Non mi nascondo, sono stato uno dei più convinti sostenitori che una vittoria sarebbe stato l’unico risultato utile per parlare di svolta definitiva. Lo penso ancora ma ci sono pareggi e pareggi, prestazioni e prestazioni. Ho seguito la partita con un gruppo di amici al bar, moltissimi sarebbero andati a Bologna se solo fosse stato permesso: sul 2-0 lo scoramento era generale, il 2-2 e la prestazione della squadra nell’ultima parte di gara però hanno riacceso le speranze e alla fine i commenti sono unanimi.

L’Atalanta di Mutti ha conquistato quattro punti in quattro giorni, per la classifica sono importanti ma purtroppo non ancora sufficienti per definirsi fuori pericolo. Già, il pericolo. Adesso fa meno paura, si parla di salvezza con più fiducia ed è tutto merito della ritrovata serenità.

Siamo in tempo di calciomercato, qualche settimana fa avevo sottolineato come l’Atalanta dopo Chevanton e Capelli non avrebbe probabilmente fatto grossi colpi: vedendo le ultime due prestazioni la mia idea non può che rafforzarsi. Non ci sono giocatori sul mercato che possono venire e salvare la baracca, basta recuperare al 100% quelli già Bergamo e capire veramente quali sono le condizioni di Barreto.

Lo schieramento con il 4-4-1-1 garantisce manovra, aggressività, gol e ottime soluzioni. E’ presto per dire che tutto è risolto, però possiamo affermare che questo gruppo non ha soluzioni alternative reali per scendere in campo con altri moduli.

Bologna per la verità ha mostrato una variante tattica molto interessante nella ripresa che potrebbe risultare determinante per il futuro. Dopo l’ingresso di Chevanton e la rete del 2-2, Mutti ha ridato equilibrio alla squadra schierando il classico 4-4-2. La posizione di Doni è cambiata, con Ceravolo largo e due punte davanti il capitano ha giocato una trentina di meri più indietro operando praticamente da regista.

Dire ora, a pochi giorni dal traguardo dei 100 gol, che l’alternativa di qualità per il centrocampo è lui può sembrare una forzatura. In realtà penso che questa possa essere la chiave per vederlo calcare ancora a lungo i campi di serie A. Doni ha piede, testa e tecnica per giocare ovunque, faccia alla porta diventa determinante: vicino all’area può cercare il gol, più indietro serve i compagni.

E’ una nuova possibilità, la variante interessante quando magari le fasce sono bloccate e davanti si fatica ad arrivare con i cross.

L’uomo nuovo è Chevanton, senza dubbio. Se Tiribocchi è prezioso spalle alla porta, il numero 19 uruguaiano sembra ancora lontano dalla forma migliore però è un cagnaccio: vuole il pallone con determinazione, qualche volta non lo passa in tempo ma la rete del 2-2 è una perla e quando cerca il fraseggio palla a terra si vede che parla la stessa lingua del capitano.

Altre indicazioni dalla città del tortellino? Una positiva e alcune negative. Ferreira Pinto ha giocato la terza gara di fila dall’inizio, non è mai contento di uscire ma ora che le voci di mercato continuano a girare è importante dimostrargli fiducia. Acquafresca adesso è la quarta scelta di Mutti, Bianco e Valdes, con la squadra a ranghi completi, sono finiti in tribuna. Segnali? Forse, ma non è il momento di preoccuparsene. Qualcuno andrà via, Basha potrebbe arrivare ma ricordate quello che ha detto il mister: adesso conta solo l’Atalanta.

Fabio Gennari

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