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Mamme e Bimbi

Con il parto nasce una donna nuova

Di Redazione20 gennaio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Con il parto nasce una donna nuova

Con il parto nasce una donna nuova

Con il parto, non nasce solo un bimbo. Nasce anche una mamma. E una donna nuova. Felice certo, ma anche stanca, confusa, frastornata dai tanti cambiamenti.

In Italia oltre il 50 per cento dei parti si registra tra i 30 e 39 anni. L’età media delle madri al primo figlio è di 31,8 anni. Da questi dati si evince come la donna, oggi, abbia spostato la maternità sul piano della scelta condivisa e non più del destino biologico, grazie alla consapevolezza dei propri mezzi e a un rapporto più paritario con il partner.

Tuttavia, dopo mesi di visite e controlli, la neo-mamma si ritrova a recitare un nuovo ruolo per il quale non si sente preparata e con un supporto minore rispetto a quello ricevuto dal ginecologo e dall’ostetrica durante la gravidanza. “Il cambiamento a cui vanno incontro le donne dopo il parto è a 360 gradi – spiega Rossella Nappi, ginecologa, endocrinologa e sessuologa dell’Università degli Studi di Pavia, autrice di Io mamma, un opuscolo informativo dedicato alle neo-mamme – Gli ambiti maggiormente coinvolti dai dubbi e dai cambiamenti sono l’immagine corporea, lo stile di vita, il tono dell’umore, la sessualità e la scelta contraccettiva”.

“Il primo problema è la scarsa accettazione dei cambiamenti corporali che la gravidanza implica – spiega il medico – Molte donne faticano ad accettare l’arrotondamento e la lassità cutanea conseguenti alla gestazione. Il consiglio è quello di continuare a prendersi cura del proprio corpo come si è fatto in gravidanza, con quell’attenzione e quella cura che ogni futura mamma sviluppa spontaneamente non appena viene a conoscenza del suo stato. E non avere fretta: i primi periodi di maternità devono essere vissuti con calma e delicatezza. Ci sarà tutto il tempo di intraprendere una dieta adeguata e un’attività fisica idonea al nuovo stato”.

La neomamma spesso manifesta umori altalentanti, del tutto naturali dopo il part e tendenti a regredire spontaneamente una volta che l’organismo femminile si è abituato alla nuova condizione e ai nuovi ritmi. Le depressioni post partum vere e proprie sono fortunatamente più rare, ma vanno riconosciute precocemente: circa il 10-12% delle donne italiane ne soffre, ma il 50 per cento dei casi restano sconosciuti, anche perché uno dei problemi principali è che la donna che ne è afflitta tende a isolarsi e soffrire in silenzio.

“Ecco perché il partner, i familiari e gli addetti ai lavori devono fare attenzione ai campanelli d’allarme: alterazioni del ritmo del sonno, cambiamenti nell’appetito, scarsa cura di sé e sensazioni di ansia eccessiva all’idea di non farcela”, spiega l’esperta. Infine, la sessualità e la contraccezione. “Per quanto riguarda la prima – dice  Nappi – i tempi di ripresa variano molto da coppia a coppia, conseguentemente a diversi fattori, come il recupero del nuovo assetto ormonale, la persistenza di perdite, le modificazioni degli organi genitali, il dolore dei punti di sutura, ma anche la stanchezza, l’insonnia, la paura di provare dolore”.

Per questo è importante essere informate sui possibili cambiamenti della funzione sessuale conseguenti alla gravidanza. È poi fondamentale ridiscutere con le figure di riferimento, il ginecologo e/o l’ostetrica, la propria scelta contraccettiva. L’allattamento non garantisce la copertura, pertanto è necessario valutare attentamente con il proprio ginecologo quale sia la scelta migliore.

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