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Editoriali Politica

Sicurezza e accattonaggio: se l’assessore non può agire lo si cancelli

Di Redazione18 gennaio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Un venditore abusivo al mercato dello Stadio

Un venditore abusivo al mercato dello Stadio

Si è fatto un gran parlare in questi giorni delle multe emesse dalla Polizia locale nei confronti di mendicanti e vu cumprà nel tentativo di contrastare fenomeni ancora molto diffusi. Come spesso accade su argomenti come questi, i toni politici si sono scaldati. E le posizioni sono corse lungo tutto l’arco che va dal “pietismo” al “razzismo”, seguendo le esigenze della propaganda. Quello che noi intendiamo fare, invece, è analizzare il problema senza il coinvolgimento dell’ideologia, esaminandolo con pragmatismo, per quello che è, convinti che il ragionamento a freddo sia l’unica via possibile.

Esiste certamente una questione immigrati clandestini a Bergamo. Questione che prende le più svariate forme. Dai vu cumprà agli accattoni, passando per i venditori e i parcheggiatori abusivi. Inquadrato il problema, dobbiamo decidere se vogliamo provare a risolverlo o meno. La Giunta Tentorio lo ha preso di petto. Ora, vedere multare dei poveracci, francamente, urta la sensibilità di chiunque. Ma il provvedimento era inevitabile. Lo ha riconosciuto, con onestà intellettuale, anche l’ex sindaco Bruni che emise un’ordinanza simile a quella di Tentorio ma che non ebbe seguito per l’opposizione della sinistra.

Nel caso specifico, la polizia nei giorni scorsi ha multato e allontanato una decina di venditori di cianfrusaglie e gente che chiedeva l’elemosina. Ma lo ha fatto non perché sia “cattiva e razzista”, categorie che nulla hanno a che vedere con l’operato amministrativo, ma perché ogni giorno quelle persone in mezzo alla strada rischiano davvero grosso. Alcuni esempi: ci sono accattoni in fondo al rettilineo che arriva dall’autostrada, dove le macchine sopraggiungono a 100 e passa all’ora. Ci sono accattoni in fondo a San Bernardino, rotonda di Colognola, dove le auto arrivano a velocità sostenuta. Ci sono accattoni alla rotonda del Cristallo Palace, al termine di rettilinei in discesa lunghi due chilometri. Ci sono accattoni sotto il viadotto di Boccaleone, che spuntano dal nulla e sono a rischio investimento da un momento all’altro. Ed è un miracolo se finora non ci sia scappato il morto. La pratica dell’accattonaggio, in taluni casi, può essere pericolosa per il soggetto stesso e per gli altri. Ora, non vedere il problema o metterlo solo sul piano razzistico è pura propaganda.

In secondo luogo, il provvedimento dell’Amministrazione è un segnale che d’ora in poi non saranno più tollerate illegalità. Ma è un segnale mandato – e qui è soprattutto il nocciolo della questione – non tanto ai poveracci ma al racket che lucra sui poveracci. Tocca a Questura e Carabinieri sgominare quel che sta dietro. Ma quel che sta dietro, d’ora in poi, sa che non può più fare il bello e cattivo tempo.

Quella di Tentorio, dunque, non è un guerra ai poveri ma una guerra al racket. Ed è vittima di strabismo chi sostiene il contrario. Non si può dire, a parole, “combattiamo i fenomeni di sfruttamento” e poi lasciar far loro quello che vogliono. Che dietro a tutta questa vicenda ci sia un’organizzazione criminale molto ben organizzata è palese. Un racket travestito da poveracci. Così come ci pare un travestimento quello di taluni radical chic che hanno prese le sembianze di “paladini della povertà” e sparano contro i provvedimenti dell’amministrazione, “pontificando” dai lussuosi appartamenti del centro città in cui spesso vivono. Per tutti questi la domanda è una sola: è credibile su questo argomento chi canta il nero della miseria coi miliardi?

Noi siamo dell’opinione che per stroncare il racket, servano azioni concrete. Se, invece, non si vuole fare nulla, non ha alcun senso avere un assessore alla Sicurezza. Se la delega alla sicurezza non può essere utilizzata la si ritiri, è la nostra proposta provocatoria. Alziamo bandiera bianca. Che sindaco e assessori tornino ad occuparsi solo di marciapiedi e pulizia delle strade, ma che non si tirino più in ballo se, d’ora in avanti, un cittadino subirà, nei modi più svariati, delle “molestie”.

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