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Ponte San Pietro: tempi lunghi per la diga distrutta

Di Redazione14 gennaio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
La paratia divelta della diga di Ponte San Pietro

La paratia divelta della diga di Ponte San Pietro

PONTE SAN PIETRO — Tempi lunghi per la ricostruzione della diga di Ponte San Pietro, letteralmente devastata durante la piena del Brembo della notte di Natale. Nonostante i sopralluoghi, i tecnici dell’Enel non azzardano per ora previsioni e tempistiche certe. Mentre non ci sono ancora spiegazioni sicure su come il fiume sia riuscito a scardinare il poderoso sbarramento.

Uno sbarramento fatto da un enorme paratia cilindrica di ferro di tre metri di diametro, lunga 30 metri e dal peso di 70 tonnellate. I tecnici stanno studiando due soluzioni per ripristinare la diga che, attraverso un canale, alimentava due centrali elettriche da 10 megawatt, a Bonate Sotto e a Marne. Attualmente le centrali sono ferme e non possono fornire energia ai 10mila utenti collegati.

Per avere una risposta però servirà molto tempo dal momento che le soluzioni tecniche dovranno essere analizzate da tutte le autorità competenti: Magistrato del Po’, Comune, Provincia e Regione. E dire che la diga aveva subito dei lavori di manutenzione la scorsa estate per renderla più sicura. Invece la forza della natura ha avuto il sopravvento.

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