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Atalanta, Cristiano Doni a tutto campo: ascolta la sua intervista

Di Redazione13 gennaio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Cristiano Doni

Cristiano Doni

ZINGONIA — Vederlo dietro al bancone delle interviste in un momento come questo è importante. Cristiano Doni parla il giorno dopo Bortolo Mutti, quando è arrivata la conferma che sarebbe stato lui il giocatore disponibile per la conferenza sono state parecchie le domande subito venute in mente. Il rapporto con Conte, la situazione nerazzurra, la salvezza da conquistare.

Il presente si chiama Mutti, il passato in tanti vogliono metterlo da parte ma il capitano, il leader dello spogliatoio ci tiene a chiarire una volta per tutte alcune questioni. Ecco le sue parole, potete anche ascoltare la registrazione integrale della conferenza cliccando qui.

Cristiano Doni, qualche compagno ha detto che dopo Conte è tornata la serenità. Qual’è il tuo pensiero?

Non posso entrare nella testa di ogni giocatore, voglio guardare avanti e sperare che questo cambio porti beneficio alla squadra. Dobbiamo solo metterci a disposizione, per la terza volta, calandoci nella mentalità del nuovo allenatore e provando a fare quello che ci chiede. Lo abbiamo fatto con Conte prima, senza buoni risultati, e con Gregucci poi: insieme a Mutti ci riproveremo

Si è parlato delle tue condizioni, di un infortunio “mascherato” da cattivi rapporti con l’ex tecnico..

Io oggi non volevo arrabbiarmi, però parliamone. Ho sentito in questi mesi tante di quelle stupidate (dalla registrazione si sente il termine più forte usato da Doni, ndr) che ho solo cercato di farle entrare da un orecchio e uscire dall’altro. Tutto si può dire di me, che sono finito, cotto, arrivato o vecchio ma nessuno può negare la mia professionalità e il mio attaccamento alla maglia dell’Atalanta.

Tutto quello che Conte mi ha chiesto ho cercato di farlo, magari non ne avevo le caratteristiche per quanto riguarda il campo però anche fuori ho garantito la mia collaborazione totale. Sentire che se n’è andato per problemi con il gruppo è davvero troppo: non è così, ognuno si deve prendere le proprie responsabilità però le falsità sono ingiuste.

Le cose non vere che ho sentito sono tante, a partire dal fatto che io non andavo d’accordo con Conte fino allo spogliatoio contro di lui: abbiamo sempre cercato di aiutarlo lavorando al massimo, alla fine ci ha perfino ringraziato nello spogliatoio per l’impegno e la disponibilità.

Lui si è dimesso per cose che non riguardano lo spogliatoio, sia chiaro: il resto è passato e sinceramente guardo avanti per il bene dell’Atalanta. Sia che giochi un minuto, dieci minuti o trenta partite, il mio obiettivo è salvarmi: l’ho detto a tutti gli allenatori, ho 36 anni e non voglio mettermi in mostra o fare l’eroe, penso solo a restare in serie A perchè ci tengo davvero.

Ho sentito che a gennaio me ne sarei voluto andare al Torino o a Bologna, ma stiamo scherzando? Chi mi conosce anche indirettamente sa bene che sono tutte stupidate, non mi sfiora nemmeno il pensiero anche se dovessi finire fuori rosa. Altra cosa incredibile il mio litigio con Gregucci, chi dice e inventa queste cose non vuole bene all’Atalanta: adesso guardiamo avanti, cerchiamo di far rendere al massimo questo gruppo meglio di quanto si è visto a Palermo, stando compatti possiamo farcela.

Mutti è bergamasco e ha tanta esperienza, cosa può darvi in più?

E’ una persona equilibrata, conosce l’ambiente e può trasmettere tranquillità e serenità. In questo momento da quel punto di vista siamo in deficit, sicuramente la conoscenza del gruppo di giocatori e della piazza è un punto di partenza importante. Cercheremo di mettere in pratica quello che ci chiede, abbiamo bisogno di una scintilla che porti entusiasmo ai tifosi, a noi stessi. L’autostima si è abbassata, siamo professionisti e dobbiamo rialzarci prendendo l’aspetto positivo di ogni piccola cosa: serve una svolta, anche magari con un pizzico di fortuna, domenica o mercoledì per affrontare con fiducia il prosieguo del campionato.

E’ vero che tu e Bellini siete stati interpellati dalla società nella scelta del tecnico?

Ci hanno chiamato per metterci al corrente delle dimissioni, non per un parere. I giocatori fanno il loro, non ci sopravvalutate, abbiamo ascoltato e trasmesso ai compagni: dopo questo abbiamo semplicemente lavorato.

Domenica sarà Doni contro Floccari, una sfida tra amici..,

Ci siamo sentiti spesso, è rimasto legato a questa maglia. Gli ho detto che siccome dopo ogni chiamata lui segna, questa settimana preferisco non sentirlo (ride, ndr). Sarà Atalanta – Lazio, poteva venire qualsiasi squadra ma noi dobbiamo cercare di vincere: serve una svolta, abbiamo tanta voglia di cambiare rotta.

Il rigore con il Parma calciato da Valdes, la punizione di Palermo da Chevanton. Non vogliono farti arrivare a 100?

Con il Parma non stavo bene, ho detto a Valdes di calciarlo. A Palermo Chevanton se la sentiva, non avevo voglia di picchiarlo in campo! Scherzi a parte, non si è presentato Fabio Rustico ma uno che ha colpi importanti: nessun problema anche se era una posizione interessante, la prossima volta speriamo che segni. Giocatori come “Cheva” giocatori sono importanti: ha personalità e carisma, ci tiene e ci mette cuore. Ho imparato a conoscerlo e credo ci possa dare una grossa mano.

Dopo il Napoli la gente ha contestato, credi che vi saranno vicini a prescindere da qui alla fine?

Come è giusto che sia, la protesta è arrivata dopo la partita. E’ chiaro che non siano contenti, devono manifestare malumori ed emozioni ma le hanno sempre esposte con grande maturità. Adesso starà a noi trasformare fischi in applausi.

Prima dell’allenamento di martedì ti abbiamo visto parlottare con Mutti..

Mi ha allenato dodici anni fa, ci siamo rivisti spesso e ieri abbiamo parlato di Atalanta. Squadra, infortunati e problematiche di altri compagni sono stati gli argomenti, nessuna domanda particolare.

Non segni da moltissimo tempo, ti manca molto l’andare in rete?

E’ così, mi manca il gol ma soprattutto la continuità degli allenamenti. Ho avuto qualche problemino, spero di tornare a fornire prestazioni che aiutino la squadra a raccogliere punti.

Cristiano, l’Atalanta si salva?

(Alcuni secondi di silenzio, ndr) Io ci credo, noi ci crediamo. Adesso è inutile parlare troppo, ultimamente sono uscite tante cose ma spero che ora sia il campo a farlo: c’è la possibilità, ci dobbiamo provare a tutti i costi.

Fabio Gennari

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