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Editoriali Politica

Tentorio e Pirovano: un, due tre come ti ribalto le classifiche

Di Redazione11 gennaio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Le bandiere della Lega fuori da Palazzo Frizzoni

Le bandiere della Lega fuori da Palazzo Frizzoni

Come abbiamo già avuto modo di spiegare in passato, le classifiche non ci appassionano. In primo luogo perché spesso sono pilotate per fini oscuri ai lettori, allo scopo di orientare l’opinione pubblica. In secondo luogo perché comprimere la realtà, nella sua imprendibile varietà, in una hit parade ci pare un po’ riduttivo. Insomma, siamo dell’opinione che le classifiche siano buone giusto per fare qualche titolo di giornale, ma continuiamo a considerarle poco più di un gioco.

L’ultimo “big game” in ordine di tempo, che va spopolando sulle testate locali, è quello che riguarda il gradimento fra la cittadinanza del presidente della Provincia Ettore Pirovano e del sindaco di Bergamo Franco Tentorio. Ebbene secondo una classifica stilata da IPR e pubblicata questa mattina da Il Sole24ore, Pirovano sarebbe al 14esimo posto fra i presidenti delle Province italiane con un gradimento del 59 per cento. Tentorio al 73esimo fra i sindaci, con uno score del 52 per cento.

Ora tralasciamo volontariamente la classifica nazionale. Sarebbe davvero poco verosimile paragonarci a Province e Comuni del resto d’Italia dove vige ancora, per esempio, il voto di scambio. Laggiù, supponiamo, il gradimento risulterà molto elevato: con buona pace dell’attendibilità della classifica. Prendiamo invece in considerazione, sempre per gioco e senza la pretesa della scientificità, due dati che ci paiono politicamente interessanti.

Allora, rispetto alle passate elezioni, Pirovano avrebbe mantenuto intatto il suo consenso: 59 per cento era ed è rimasto. Tentorio, nonostante i titoli sulla sua caduta in classifica, sarebbe addirittura avanzato: + 0,6 fino al 52 per cento. Ora, alla vigilia delle elezioni regionali cosa significano questi due dati? Che il centrodestra e la Lega a Bergamo godono ancora di gradimento altissimo fra la gente. A nulla sono servite le battaglie furibonde scatenate nell’ultimo periodo dal centrosinistra. Pirovano pare più solido delle colonne del palazzo in cui risiede. Tentorio è ancora in sella e, a quanto pare, ci vorrà ben altro per disarcionarlo.

I meccanismi che stanno all’origine del successo dei due, d’altronde, sono molto più semplici – e per questo più solidi – di quanto si ostini a credere l’opposizione. La gente ama questo tipo di amministratori, soprattutto in un periodo come quello in cui viviamo, dove c’è poca tolleranza per i bizantinismi, la retorica a oltranza, quelli che spaccano il capello in quattro e quegli altri che amano sentirsi parlare all’infinito. Fino quando il centrosinistra a Bergamo verrà percepito come “salotti per pochi e massimi sistemi”, “buoni sentimenti e immigrati” e “tasse e sacrifici per gli altri”, il centrodestra avrà un futuro assicurato (a meno di qualche harakiri sempre possibile dalle parti di via Zelasco).

I bergamaschi paiono gradire gli attuali amministratori perché pronti a scendere nel cantiere e sporcarsi le mani pur di sistemare le cose, come fanno gli assessori Saltarelli e Invernizzi. I bergamaschi li vedono più vicini al loro modo d’essere. Pragmatici, poco ideologici, li considerano persone che fanno: poche chiacchiere e tanta sostanza. Poi magari non avranno l’eloquio avvolgente e le visioni strategiche dell’avvocato Bruni. Ma questo, stando alle urne, importa davvero a pochi.

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