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Editoriali

Grinta, orgoglio e nessuno che molli: con Mutti ci si può salvare

Di Redazione11 gennaio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il pubblico di Bergamo sarà fondamentale nella rincorsa alla salvezza

Il pubblico di Bergamo sarà fondamentale nella rincorsa alla salvezza

BERGAMO — Adesso è ufficiale, l’Atalanta ha scelto Bortolo Mutti. Lo sapevano tutti da un paio di giorni, la conferenza stampa di martedì a Zingonia servirà ai curiosi per capire fino in fondo come è maturata questa scelta ma in questo momento ciò che importa è ben altro.

La squadra vista in campo a Palermo ha risposto chiaramente a chi dopo le dimissioni di Conte affermava “adesso tocca ai giocatori”. Serviti, senza ombra di dubbio. Il gruppo ha dimostrato che l’allenatore pugliese, probabilmente talentuoso ma sicuramente in difficoltà nella gestione dei rapporti dentro lo spogliatoio, era rimasto da solo.

La prestazione di Doni, i novanta minuti di Ferreira Pinto e quanto hanno fatto vedere Capelli e Talamonti, tanto per fare qualche esempio, sono tutte prove inconfutabili che l’Atalanta ha le carte in regola per salvarsi e per farlo non ha bisogno di sergenti di ferro o marines alla preparazione atletica.

Valter Bonacina da Albano è uno che questi colori li ha nel cuore, non ha la bacchetta magica e nel breve volgere di tre giorni ha fatto ciò che qualsiasi persona intelligente avrebbe provato a fare: allenamenti improntati al divertimento, approccio sereno e lavoro psicologico per far ricordare al gruppo quanto di buono avevano fatto in passato.

Semplice? Mica tanto. In campo ci vanno i calciatori, capirne le paure aiutandoli con tanta fiducia è sicuramente un ottimo metodo ma da oggi servirà altro. Innanzitutto Bortolo Mutti, uomo d’esperienza che questa terra e questa maglia li conosce da sempre, dovrà mettere tutta la sua tranquillità al servizio dei giocatori e mandarli in campo senza invenzioni particolari.

Il suo 4-4-2 calza a pennello per l’Atalanta di oggi, anche senza un regista alla Cigarini ci sono tutti i presupposti per risalire in classifica e con venti partite da giocare la salvezza non è una chimera. In quello spogliatoio ci sono uomini veri, dimostrargli considerazione e fiducia significa esaltarli e anche se l’età o le scelte qualche volta saranno avverse si deve remare tutti dalla stessa parte.

La mia sensazione è che questo gruppo potrebbe restare tale anche dopo la fine del mercato di riparazione, non ci sono sulla piazza uomini in grado di venire a Bergamo e salvare da soli l’Atalanta. Guberti finirà alla Sampdoria, Guarente non si muoverà e con il recupero di Barreto la squadra nerazzurra ha tutte le caratteristiche che servono in questo momento.

E’ arrivato un tecnico bergamasco, scelto dal presidente bergamasco che ha forse capito quanto possano risultare decisivi i veri tifosi bergamaschi. Esagerata esaltazione dell’orgoglio orobico? Signori miei, l’Atalanta deve salvarsi e per farlo servono tutte quelle cose che dalle nostre parti si conoscono da sempre. Lavoro, sudore, ostinazione e massimo impegno: la ricetta di “papà” Mutti dovrà essere questa perchè a Bergamo i tifosi vogliono uomini, non campioni.

C’è una lettera appena pubblicata da cui traspare ciò che veramente vuole la gente oggi: combattere fino alla fine. Commento una sconfitta e sono più tranquillo di altre volte, subito dopo la partita di Palermo condividevo con alcuni amici e colleghi questo senso di fiducia e oggi mi viene voglia di rimarcarlo.

E’ dura ragazzi, solo un folle direbbe il contrario. Però si può fare, l’Atalanta può farcela e tutti coloro che ci vivono vicino devono dare il loro contributo per raggiungere una salvezza mai importante come in questa stagione. Benvenuto Mutti, bentornati ai protagonisti di Palermo che hanno perso ma hanno convinto: date tutto quello che avete ragazzi, il sostegno non mancherà e qui c’è gente che ha voglia di raccontare un’impresa. Qualcuno non ci crede? Lo dica subito e si accomodi all’uscita, da qui alla fine conta solo l’Atalanta.

Fabio Gennari

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