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Editoriali

Raffica di furti in città: ma l’impiego notturno dei vigili?

Di Redazione7 gennaio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Un'auto della Polizia locale durante un pattugliamento diurno

Un'auto della Polizia locale durante un pattugliamento diurno

Le cifre ufficiali non sono ancora note. Ma è bastato ascoltare le sirene degli allarmi in piena notte per rendersi conto che Bergamo è stata sottoposta a una raffica di furti nelle abitazioni durante le vacanze di Natale. In attesa di conoscere i dati della Questura e dei Carabinieri, la sensazione netta è che il periodo delle feste sia stato caratterizzato da numerosissimi tentativi di furto nelle case bergamasche, alcuni dei quali andati a segno.

Da quanto ci risulta, le volanti della Polizia di Stato e le gazzelle dei Carabinieri, chiamate a pattugliare la città, sono state sottoposte a superlavoro nell’arco di tempo che va da Natale a Capodanno e poi da Capodanno fino all’Epifania, periodi nei quali, notoriamente, migliaia di bergamaschi lasciano la città per le vacanze nei luoghi del turismo invernale.

Di fronte a tante case vuote e sguarnite, i ladri si sono sbizzarriti, mentre le forze dell’Ordine hanno fatto fatica a rintuzzare i continui allarmi. E qui sorge la prima domanda: perché? Semplicemente perché l’organico attuale di poliziotti e carabinieri è sottodimensionato per le esigenze reali di una città come Bergamo, e né la Questura né il Comando provinciale possono sostenere questi ritmi con i pochi agenti a disposizione. Il rischio concreto è che con l’incremento del disagio sociale, prevedibile nei prossimi mesi di crisi economica, la situazione peggiori ulteriormente.

Chiedere al ministero dell’Interno ulteriore personale però è un’utopia burocratica e operativa. Ci pare di sentire già la risposta: “Ci sono città che stanno molto peggio di Bergamo”. Vero. Ma altrettanto vero che la sicurezza dei cittadini non è un problema rinviabile a tempi migliori. Pertanto, siamo dell’opinione che qualcosa vada fatto e alla svelta. L’unica strada che ci sembra percorribile in tempi ragionevoli è quella dell’impiego notturno dei vigili, così come proposto dall’assessore comunale alla Sicurezza Cristian Invernizzi.

Che la Polizia locale sia polizia anche di notte è una richiesta sacrosanta. Vanno bene tutti gli incentivi del caso. Vanno bene i corsi e l’addestramento speciale. Vanno bene anche i compiti sostitutivi di qualche mansione di Polizia e Carabinieri, lasciando ai due corpi preposti compiti più “complicati”. Insomma, va bene tutto basta che almeno l’integrità della propria casa e della propria vita personale sia conservata intatta da violenze fisiche e psicologiche.

Siamo certi che chi ha scelto di fare l’agente di Polizia locale senta questi temi in modo particolare. Se non li sentisse avrebbe fatto l’impiegato dell’Inps. Ma siamo anche consapevoli che la forte sindacalizzazione del corpo possa essere un ostacolo lungo questa via. Lavorare di notte non fa piacere a nessuno. Eppure lo fanno anche i medici, i panettieri, gli addetti alla nettezza urbana e persino i giornalisti: tutti a modo loro indispensabili alla vita della città. Francamente non si capisce perché una parte degli addetti alla sicurezza debba sparire al calar delle tenebre…

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