iscrizionenewslettergif
Politica

Obiettivi e intenzioni: il sindaco Tentorio sette mesi dopo

Di Redazione7 gennaio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il sindaco di Bergamo Franco Tentorio

Il sindaco di Bergamo Franco Tentorio

BERGAMO — Disponibile e affabile. Chiaro nelle idee e molto concreto. A 210 giorni dal suo insediamento, il sindaco di Bergamo Franco Tentorio non ha perso quelle caratteristiche che gli anno consentito di vincere le elezioni lo scorso anno. In questa intervista a tutto campo, propositi e intenzioni per il nuovo anno dell’amministrazione comunale.

Tentorio, comincia il nuovo anno. Le tre questioni che avrà subito sul tavolo?
La prima è rimettere in funzione il settore turismo, individuando dei collaboratori, uno staff limitato e aprendo collaborazioni strette con gli enti già esistenti, in particolare la Provincia. I primi contatti operativi con via Tasso sono stati positivi.
In concreto, vuol dire un ufficio turistico congiunto?
Sì. Esistono già degli enti che vanno fatti funzionare maggiormente. Noi dovremo portare le nostre idee e i nostri uomini. Lo stesso discorso è già stato affrontato con il Comune di Treviglio che è capofila di una serie di Comuni della Bassa. Esistono già sul territorio delle realtà che vanno rivitalizzate e partecipate senza crearne delle nuove.
La seconda questione da affrontare?
Tenere alta l’attenzione sul settore dei servizi sociali. Non possiamo escludere una crescita della disoccupazione nei prossimi mesi. Fino ad oggi la città di Bergamo non ha avuto perdite di posti di lavoro definitivi molto rilevanti, anche per il numero esiguo di attività industriali. Però c’è stato di sicuro un aumento delle povertà.
Ripercussioni sul terziario in vista?
Oggi regge ancora abbastanza. L’impegno profuso a Natale non era quello di spendere soldi solo per rendere la città più bella, che di per sé è già un valore, ma anche per sostenere il commercio. La gente è venuta dalla provincia perché a Bergamo ha trovato negozi di alto livello e un’atmosfera gradevole. Il progetto di Natale ha coinvolto i quartieri attraverso le associazioni, e ha avuto risvolti positivi in senso commerciale.
E la terza questione?
Mi piacerebbe che nel 2010 si mettesse operativamente sul tavolo una grande opera pubblica.
La cittadella dello sport?
Potrebbe essere una. Altre alternative potrebbero essere le infrastrutture per la viabilità.
Si riparla di tangenziale est?
La tangenziale est per metà ormai è fatta. Nel piano opere pubbliche di quest’anno abbiamo messo il tratto che da sud arriva fino a Borgo Palazzo, passando vicino alla fiera. Abbiamo rivisto il progetto precedente che costava 15 milioni di euro. Con la nostra soluzione oltre a spendere di meno otteniamo lo stesso risultato in termini di viabilità. Resta da decidere, ma c’è tempo anche per i posteri, se fare il tratto sopra che ci porterebbe alla conclusione della struttura originaria. D’intesa con la Provincia abbiamo chiesto e ottenuto che venisse lasciato libero il corridoio che serve.
Ci sono i soldi per farlo?
Con i soldi disponibili arriviamo fino a Borgo Palazzo. La nostra fonte di finanziamento, consapevoli che quando l’avremo spesa poi non l’avremo più, possono essere le azioni della A2A che oggi sono un poco risalite e valgono circa 90 milioni di euro.
Quanto al parco dello sport?
Dipende del progetto. Deve rispondere a quattro requisiti fondamentali. Ovvero: risolti con la Provincia i problemi di viabilità; un progetto con tanto verde perchè non voglio fare il cementificatore; la collaborazione e la cointeressenza delle società sportive che devono gradire la localizzazione e dare il loro contributo di idee e impegno economico; quarto, che le volumetrie richieste in contropartita siano ragionevoli.
Residenziali o anche commerciali?
L’uno e l’altro. Ma non siamo interessati a fare l’ennesimo supermercato.
Quali delle ipotesi sul tavolo è maggiormente verosimile?
La scelta dipende anche dai vari attori. Se l’Atalanta e le società sportive esprimono, come hanno fatto, una netta preferenza su Bergamo, mi risulta difficile mandarli a Cortenuova. Le proposte sono cinque a un diverso grado di avanzamento: Grumello del Piano, Grassobbio, Cortenuova, Urgnano e Zanica. Io le tengo aperte tutte. Però ci vuole la condivisione delle proprietà delle aree e delle società sportive.
Le altre opere pubbliche che vorrebbe portare a termine entro la fine del mandato?
Posso dire una. Vorrei che ne arrivasse a compimento almeno una.
Astino?
Quello lo darei ormai come conseguito, anche se non posso accreditarmene in toto il merito. La ristrutturazione è a buon punto, a metà. Sono arrivati i soldi determinanti della Regione, due miliono di euro. L’obiettivo del 2010 è quello di fare l’accordo di programma per stabilire nei dettagli cosa metterci. Deve essere da un lato una presenza al servizio della città, dall’altro deve anche mantenersi, perchè se creiamo delle strutture belle ma che comportano oneri eccessivi da parte del Comune non possiamo andare avanti.
Quali sono gli altri obiettivi papabili?
Oltre al parco dello sport, l’accesso a Città Alta.
Posto che la torre non si fa e che il parcheggio andrà avanti?
Il progetto risolutivo che a me piace di più è quello che prevede uno o più accessi con tapis roulant in Città Alta. Con parcheggio nella zona del Campo Utili e poi risalita a piedi nel cuore di Città LAta, Prima con tapis roulant e poi con un ascensore che corre di fianco all’ascensore dell’ex parco Faunistico e sbocca in mezzo a Città Alta. C’è un progetto già fatto, il costo dell’opera sarebbe di 15 milioni di euro. Sarebbe una grande cosa.
A proposito di spese, come è messo il conto economico del Comune?
Faccio una premessa. Quando ero assessore al bilancio nel 1999 ho trovato un bilancio vero, l’ho lasciato vero e l’ho ritrovato vero. E’ un dato di partenza molto importante. Non ci sono scheletri nell’armadio perché la serietà degli amministratori bergamaschi ha attraversato i vari colori politici. Poi, è un bilancio difficile, perché i contributi dello Stato sono diminuiti, non c’è più o quasi autonomia impositiva da parte dei Comuni – non abbiamo più l’Ici e l’Irpef non possiamo modificarla per via della legge finanziaria. Abbiamo una serie di vincoli pesanti. Meno male che abbiamo rispettato il patto di stabilità. Altrimenti avremmo un milione in meno di contributi dello Stato, impossibilità di accendere nuovi mutui, impossibilità di fare nuove assunzioni, spese correnti – comprese quelle dei servizi sociali – dovevano attestarsi sul minimo degli ultimi tre anni. Sarebbe stato devastante. Chi dice che non dovevamo farlo fa un errore tecnico e politico di rilevanza enorme.
Federalismo demaniale. Come lo vede?
Il federalismo demaniale è una grandissima idea. La Finanziaria sembra consentire ai Comuni di avere gratuitamente degli immobili demaniali qualora siano in grado di mostrare un progetto credibile. Poiché noi abbiamo le idee e la struttura per fare un progetto credibile, siamo fiduciosi per esempio che nel complesso Sant’Agata si possa programmare, assieme al Carmine, qualcosa di molto importante. Se ce lo danno gratis dovremmo concentrarci su cosa farci. Poi magari con un project financing affidarlo a un operatore scelto con gara internazionale. Dovrà essere comunque una cosa bella che rispetti Città Alta.
A Porta Sud invece che facciamo. Pirovano ha detto che i soldi non ce li mette…
Porta Sud è un progetto dell’amministrazione Veneziani con l’assessore Nappo. In sé l’idea è pienamente condivisa. Noi puntiamo a una Porta Sud che, tanto per cominciare, sia più piccola: è inutile programmare volumetrie enormi che nessuno vuole. Facciamo un passo alla volta. Certo, bisogna partire. Se la Provincia, magari in una situazione del mercato immobiliare migliore, riuscisse a porre lì la nuova sede ci aiuterebbe non poco. La Provincia non dice un “no” assoluto. Dice “non voglio andarci da sola”. E ha ragione.
Vanno aspettati tempi migliori?
Sì, portando avanti nel frattempo il Pgt, approvato all’unanimità in consiglio comunale, riducendo le volumetrie, aumentando il verde, aprendo una porta all’annoso problema del Parco dello Sport, che se non è bello non si fa.
Sul fronte delle opere pubbliche dedicate alla cultura, ci sono le sale epositive della Gamec al Parco Suardi…
Abbiamo aperto una porta anche a un’iniziativa culturale importante quale la donazione delle sale espositive della Gamec e della Carrara da parte della Fondazione Credito Bergamasco che ha messo a disposizione 5 milioni di euro. Il progetto è molto poco invasivo. Questa iniziativa non è figlia solo di quest’amministrazione, ovviamente. Ma porta a un sostanziale raddoppio del parco Suardi. Un piccolo angolo lo dedicheremo alla cultura. Mi sembra una scelta assolutamente ragionevole. Ricordo che a favore hanno votato 32 consiglieri comunali su 34.
Parliamo di politica pura. I rapporti con i partiti di maggioranza…
Io mi sono trovato a lavorare benissimo in giunta. Il che vuol dire la maggioranza che mi è più vicina. E’ vero che dopo sei mesi tutti i matrimoni sono perfetti: io sogno che lo siano anche dopo cinque anni. A casa mia è stato così. Ho instaurato un rapporto di grande collaborazione con i miei assessori. Ho dato loro ampio spazio. Concordiamo la strategia poi loro agiscono in totale autonomia e alla fine ci troviamo per valutare i risultati. Rapporti politici, operativi e personali estremamente buoni. Sentiamo il bisogno di essere altrettanto vicini ai consiglieri di maggioranza che desiderano essere informati. Abbiamo programmato tre incontri richiesti da loro, con quattro assessori alla volta. Credo sia giusto che un consigliere venga informato e reso partecipe delle scelte.
Quanto all’opposizione?
L’opposizione fa il suo mestiere, l’ho fatto anch’io per tanti anni. Rispetto il suo ruolo, qualche volta non lo condivido. Le critiche dell’opposizione spesso hanno riguardato temi ideologici. Ovviamente essendo ideologici non li condividevo.
Sulla cittadinanza agli immigrati come la pensa?
Sono d’accordo con la posizione del Pdl. E cioè che la questione non è all’ordine del giorno del governo. L’apertura va fatta con molta prudenza.
Mentre sul voto amministrativo agli immigrati non cittadini?
L’idea non mi piace. Secondo me la cittadinanza è l’elemento discriminante per partecipare alla vita politica e amministrativa di una città.
Come sono i rapporti all’interno del Pdl a tre mesi dalle elezioni regionali?
Faccio molto poco vita di partito, per gli impegni. Ho buoni rapporti con tutti i papabili. Sono a disposizione di tutti se MI volessero per qualche iniziativa, come dovere di squadra. Ma le confesso che passo a Palazzo Frizzoni 50 ore la settimana, nell’ultimo mese ho avuto 150 appuntamenti.
Dentro il Pdl ci sono alcuni esponenti della vecchia An che sono scontenti. Lei, da esponente storico della destra bergamasca, come la vede?
La scelta della fusione, indubbiamente fatta a freddo da Fini e Berlusconi, è stata calata dall’alto. C’è stata difficoltà a una condivisione iniziale. Il problema deve essere avviato a soluzione nel tempo, ma un po’ rimane.
Non teme che i voti degli scontenti di An finiscano nel bacino della Lega?
Dipende dalla capacità che la componente ex An avrà di mantenere alcuni principi, alcuni valori, alcune scelte e alcune idee. Noi non dobbiamo cadere nel rischio che le idee non ci siano più e si facciano le scelte solo in base alla tecnica. Se così fosse le elezioni si farebbero in base al sorteggio. Rivendico la giusta diversità delle idee politiche che attraverso il loro confronto avanzano delle proposte differenziate e si fanno premiare o meno. Quindi non una “marmellata” ma un confronto di idee.
E’ possibile che An possa portare qualcuno della sua corrente al Pirellone?
Me lo auguro. E’ un impegno rilevante, perché anche gli altri candidati del Pdl sono forti credibili e affidabili.

Regionali: l’Italia dei Valori rompe col Partito Democratico

Antonio Di Pietro "A due giorni di distanza della lettera che il nostro presidente Antonio Di Pietro ha ...

Tentorio: tre motivi per dire “sì” al direttore generale

Il sindaco di Bergamo Franco Tentorio BERGAMO -- "Desidero esporre le ragioni del mio totale dissenso rispetto all’invito formulato dal capogruppo ...