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Conte: mi sono dimesso per il bene dell’Atalanta

Di Redazione7 gennaio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Antonio Conte

Antonio Conte

ZINGONIA — Una giornata del genere, nel quartier generale dell’Atalanta, era prevedibile. Le dimissioni di Antonio Conte anche, dopo i gesti e le parole dell’ormai ex tecnico nerazzurro era impossibile ricucire il rapporto. Antonio Conte è arrivato al centro Bortolotti attorno alle 11, un’ora scarsa di colloquio per chiudere ogni discorso e poi via verso la sua Torino. Appena fuori dai cancelli di Zingonia le ultime parole da condottiero atalantino.

Mister, è finita davvero male…
E’ finita, secondo me in questo momento era meglio così. Per il bene dell’Atalanta è giusto che io ribadisca la decisione di dimettermi, lascio una squadra viva con tredici punti che ha tutte le possibilità di centrare la salvezza. Mi dispiace, non sono riuscito a fare completamente quello che dovevo fare. Sono uno molto passionale, con i tifosi dopo la partita contro il Napoli c’è stato qualche comportamento sbagliato sia da parte mia che da parte loro. Ribadisco di aver massimo rispetto per l’ambiente nerazzurro, mi auguro che sia un arrivederci.

Ha dato le dimissioni quindi?
Sì, le avevo già date ieri sera (mercoledì, ndr), sono state respinte ma ci ho ripensato questa notte e adesso sono irrevocabili.

In questo momento ha qualche rimpianto?
Sicuramente quello di non aver potuto fare ciò che avevo in mente. Il calcio è questo, pensandoci bene abbiamo fatto tutto quello che potevamo fare, anzi forse anche di più. Non è bastato, anche per questo motivo ho deciso di rompere il rapporto.

Il saluto alla squadra come è stato?
Li ho ringraziati per quello che hanno fatto in questi quattro mesi, sono dei professionisti ed è giusto così.

E’ più il rammarico o la delusione?
Chi mi conosce sa che sono molto rammaricato, molto deluso e anche un po’ arrabbiato. Cerco di dare sempre tutto per raggiungere gli obiettivi, non sono riuscito a fare quello che volevo anche se lascio una squadra che in quattro mesi, in tredici partite ha fatto tredici punti. Questo significa che non è Conte ad aver fatto disastri, avevamo una media salvezza.

La società secondo lei non l’ha appoggiata nelle scelte?
Assolutamente no, la società ha fatto la sua parte e devo ringraziare la famiglia Ruggeri perchè mi hanno dato tanto affetto: mi dispiace non potergli dare in questo momento quello che serve per salvare la squadra. Mi sono fatto da parte, rinunciando allo stipendio ma non credo che questa parentesi sia una macchia per me: ho fatto tredici punti in tredici partite, considerando solo le gare da quando sono arrivato io l’Atalanta sarebbe quart’ultima con l’Udinese.

Nel pomeriggio, dopo quelle di Conte, sono attese anche le dimissioni dello staff tecnico.

Fabio Gennari

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