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Atalanta, Cagni attende una chiamata: ho voglia di rientrare

Di Redazione7 gennaio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Luigi Cagni (foto www.gigicagni.it)

Luigi Cagni (foto www.gigicagni.it)

BERGAMO — E’ uno dei candidati alla panchina nerazzurra. L’esperienza non gli manca di certo, nelle situazioni difficili ci si è già trovato altre volte e sa come muoversi. Parliamo di Gigi Cagni, tecnico bresciano attualmente fermo ai box: l’esonero a Parma nel settembre 2008 ha chiuso l’esperienza gialloblù e dopo oltre un anno la voglia di rientrare è grandissima.

Buonasera mister Cagni, la chiamo da Bergamo…
(grande risata, ndr) Immagino anche il motivo: le dico subito che non sono ancora stato contattato da nessuno.

Bene, la prima notizia allora è questa. Ma se dovesse squillare il telefonino?
Ho una voglia di tornare in panchina davvero importante ma non lo farei di certo per una scommessa in cui non credo. Penso che l’Atalanta abbia tutti i mezzi tecnici per risollevarsi, restando nel campo delle ipotesi dico che sono pronto: amo le sfide, questa sarebbe per certi versi intrigante e quindi accetterei.

Le è già successo altre volte di subentrare in corsa?
Certamente, almeno in tre occasioni. Ricordo la parentesi di Empoli, stagione 2005/2006. Era il 28 gennaio 2006, la squadra era ultima in classifica e alla vigilia della gara di Torino contro la Juventus. Ci salvammo, nonostante tutti pensavamo fossimo spacciati. L’anno successivo con i toscani andammo in Uefa.

Secondo la sua esperienza, come dovrà gestire il nuovo tecnico la situazione atalantina?
Premetto questo, per parlare con cognizione di causa bisognerebbe sapere le cose dall’interno. La chiave è capire e risolvere i problemi il più in fretta possibile, soprattutto dal punto di vista mentale.

Ha visto quanto è accaduto a Bergamo con Conte?
Si, le immagini sono eloquenti. Secondo me, in base alla mia esperienza, Conte non doveva reagire e rispondere alle critiche in quel modo: non piace a nessuno ascoltare insulti personali o rivolti alle persone più care, bisogna essere forti e non lasciarsi andare a gesti plateali.

Certo che tutti parlano di tecnici giovani, poi nelle difficoltà chiamano i “vecchietti”…
Le dico una cosa, sinceramente. In Italia penso ci siano gli allenatori più bravi in circolazione, i nostri giovani sono davvero ottimi ma troppe volte manca la gavetta. Ci vuole tempo per tutte le cose, sia da calciatori che da tecnici l’esperienza è importante e ti aiuta a gestire le situazioni difficili: una volta servivano dieci anni, adesso magari quattro o cinque ma sicuramente uno solo è troppo poco.

Le parole si possono trascrivere, il tono di voce purtroppo no. Cagni ha voglia di rientrare ma nonostante le voci che circolano, nessuno lo ha ancora contattato: chiunque arrivi dovrà fare in fretta, l’ex tecnico ha quasi vent’anni di esperienza e lo spirito sembra quello giusto.

Fabio Gennari

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