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Conte pirotecnico: avanti con le mie idee, non mi prostituisco

Di Redazione5 gennaio 2010 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Antonio Conte

Antonio Conte

ZINGONIA — Antonio Conte non le manda a dire. Mai. Come è possibile sentire dalla registrazione audio integrale della conferenza stampa di oggi a Zingonia, il tecnico nerazzurro parla senza freni della situazione nerazzurra. Battere il Napoli, dimostrare ai tifosi grinta e voglia di combattere per rimanere in serie A e nessuna rinuncia alle idee che dal suo arrivo a Bergamo ha sempre cercato di portare avanti: il carattere di Conte, anche questa volta, è venuto fuori.

Mister, si riparte dopo una sosta lunghissima..

Io a Bologna avrei preferito giocare, venivamo da un ottimo risultato contro l’Inter ed il morale era alto. Oltre all’aspetto psicologico, non dimentichiamo che ora avremo sei partite in un mese: non sono sicuramente poche, la Lega ha incastrato il Bologna prima del Genoa e quindi saremo super impegnati.

Il pareggio in amichevole con la Tritium la preoccupa?

Assolutamente no, la squadra ha lavorato e nel primo tempo abbiamo fatto bene. Ho visto intensità e non sono preoccupato.

I tifosi però alla fine hanno contestato..

Non le considero contestazioni, ho rispetto per il tifoso ultras dell’Atalanta perchè mi hanno dimostrato più volte di essere ragazzi che seguono la squadra per passione, per affetto e senza secondi fini. Ho parlato spesso con loro, credo ci sia molto rispetto perchè entrambi siamo molto schietti e sinceri: loro ci stanno vicini, sono convinto che lo faranno sempre e noi cercheremo di non deluderli perchè non è facile trovare un attaccamento simile.

Si può svelare cosa vi siete detti?

Quando ci sono questi colloqui, chiaramente le richieste sono sempre relative al massimo impegno da parte di tutti. Questo posso garantirlo, credo che ora si sia anche capito bene quale sia la situazione di difficoltà che la squadra vive: l’ambiente di Bergamo forse aveva sottovalutato i problemi di questa squadra. Avremmo potuto avere più punti ma non sarebbe cambiato nulla, la squadra deve salvarsi e si dovrà lottare con le unghie e con i denti fino alla fine. Permettetemi di dire che tante volte non c’è stata unità d’intenti, parlo a livello generale.

A chi si riferisce in particolare?

Il mio discorso come ho detto è generale, ormai sono tre mesi che vivo a Bergamo e credo di aver capito cosa si muove attorno all’Atalanta. Sono convinto che non tutti avevano capito le difficoltà, ora c’è maggior consapevolezza e questo è positivo.

Domani arriva il Napoli, sensazioni?

Abbiamo voglio di giocarcela, loro arrivano da dieci risultati utili consecutivi e quindi per noi è un test importante e impegnativo. Abbiamo bisogno di fare punti con tutti, serve una prestazione bella gagliarda e tosta da far arrapare i tifosi. La situazione non ci permette di pensare contro chi possiamo conquistarne e contro chi no: penso che il pari con l’Inter possa aver dato una spinta morale importante, a Bergamo dobbiamo costruire attraverso gli scontri diretti la nostra salvezza.

Capitolo formazione: lo schieramento visto contro l’Inter è riproponibile?

Ho detto anche in quell’occasione che avevamo impostato la gara in un certo modo, badando maggiormente all’aspetto difensivo e sperando nelle ripartenze. Siamo stati molto coperti ma abbiamo faticato a proporci: dopo il gol preso, nella ripresa con Tiribocchi vicino ad Acquafresca abbiamo pareggiato. Abbiamo una nostra identità, lavoriamo molto e anche nella sosta lo abbiamo fatto quindi sono fiducioso.

Doni e Chevanton come stanno?

Il capitano ha ripreso ieri con noi, anche oggi si è allenato. Lui è convocato, verrà in panchina e lo ritengo un giocatore molto importante. Chevanton si è allenato fin dalla ripresa, deve ritrovare la condizione ottimale ma si è mosso bene e quindi lo porterò nei diciotto. Pinto? Sta recuperando, dopo otto mesi e mezzo che non gioca è difficile pensarlo subito pronto. E’ un problema grosso, l’Atalanta lo aspettava per giugno o luglio ma ancora oggi non è apposto. Stessa cosa per Barreto, l’acquisto più oneroso che non ho praticamente mai avuto.

E’ il suo cruccio?

Si, è un giocatore importante e se fosse per me lo butterei in campo anche domani. I tempi clinici però ci dicono che a fine gennaio o al massimo ai primi di febbraio sarà a disposizione. Capelli? E’ un giocatore che conosco bene, è appena arrivato e non è qui per fare numero.

Situazione portiere e Talamonti: altri due nodi importanti pensando all’undici titolare..

Quando prendo decisioni cerco di pensare al bene di tutti. Abbiamo pensato che Consigli a 22 anni, portiere più giovane della serie A, avesse bisogno di essere tutelato e la sua esclusione a favore di Coppola ha questa motivazione. Il futuro è suo, nessuno lo nega, però in questo momento bisogna fare di necessità virtù e vedere cosa è meglio per l’Atalanta.

Bianco è una scelta tecnica, si può condividere o meno ma questo è un altro discorso. Ricordo che Talamonti con me ha fatto tante partite da titolare, ora vedo bianco al fianco di Manfredini.

Dal mercato si aspettava qualcosa in più a questo punto?

Adesso non sono la persona adatta, potrò parlare a fine mercato. Posso dire che c’è unità d’intenti con la società, se hanno preso Conte hanno valutato tante situazioni. Questo è gruppo che ci porterà alla salvezza, è poco ma sicuro. Certo che se arriva qualcuno sarà solo per darci qualcosa in più, movimenti solo per fare numero non ci servono. Guarente? A me non ha chiesto niente nessuno, non posso commentare notizie che escono sul giornale: c’è un colloquio continuo con la società quindi sono sereno.

Il clima non è dei migliori, c’è un po’ di paura nel caso non dovesse arrivare un risultato positivo?

Noi dobbiamo guardare di partita in partita, domani non retrocede e non si salva nessuno. Anche vincendo dobbiamo sempre tenere la testa bassa e pedalare, ogni volta cerchiamo punti: sappiamo di incontrare un Napoli in salute ma non abbiamo paura, solo rispetto.

Motivazioni, voglia e cattiveria: serve questo, sono caratteristiche di una squadra che si deve salvare e tutti devono mettercele al massimo. La fortuna dell’Atalanta in questi anni è stata di trovarsi sempre fuori dalle posizioni che scottano, forse non si è più abituati a lottare e vivere certe situazioni. Adesso è importante per me che tutti si faccia gruppo, parlo di ambiente in generale. L’allenatore può avere le sue idee, può far giocare questo o quello ma cerca sempre di fare il bene della squadra: in serie A non ti regala niente nessuno, sono qui perchè me lo sono meritato e ho delle idee.

Con queste idee sono sempre andato avanti, certamente non mi prostituirò per avere sul giornale delle belle parole a mio favore: finora le mie idee si sono dimostrate giuste, sotto diversi punti di vista.

Ho conquistato 13 punti, la media è buona per la salvezza ma sono arrabbiato perchè sono pochi e avrei potuto fare di più. La cosa che deve essere chiara è questa: c’è un allenatore con delle idee, è una cosa strana ma io vado avanti cercando di far giocare a calcio la mia squadra correndo e menando più degli altri. Indipendentemente dal fatto che io ci riesca o meno le idee sono queste, il lavoro è la mia unica arma e non intendo prostituirmi a nessuno per avere dei pareri favorevoli: forse anche per questo il tifoso atalantino apprezza.

Ecco la registrazione audio integrale della conferenza stampa (mp3, circa 20 Mb)

Fabio Gennari

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