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Atalanta: e se il mercato acquisti fosse già finito?

Di Redazione23 dicembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il neo acquisto nerazzurro Chevanton

Il neo acquisto nerazzurro Chevanton

BERGAMO — E se il tanto chiacchierato mercato atalantino fosse già finito? Ogni anno le campagne trasferimenti accendono le fantasie dei tifosi, critici e opinionisti snocciolano nomi come se piovesse sicuri del prossimo acquisto, del prossimo scambio. Analizzando la situazione con un po’ di sano realismo possiamo dire con la massima serenità che la maggior parte dei nomi che circolano sono fantasia. Pura fantasia.

Floccari? Cigarini? Tissone? Fantacalcio. Manfredini, Talamonti e Guarente con le valigie pronte? Invenzioni. Momenti come questi sono farciti di supposizioni e presunte strategie, la cosa migliore da fare però è analizzare i fatti. Concreti. Inequivocabili.

L’Atalanta lotta per non retrocedere, non succedeva da qualche stagione. Quella che fino a poco tempo fa era una bella isola felice dove maturare prima di spiccare il volo verso una grande, oggi è una realtà piena di problemi che cerca la via d’uscita per rimanere nella massima serie.

Questa considerazione cancella buona parte dei possibili arrivi, senza considerare gli aspetti economici e le motivazioni. Perchè Preziosi dovrebbe rimandare a Bergamo un giocatore come Floccari che ha pagato fior di quattrini e portarsi a casa un Acquafresca che segna quanto Bellini? Per quale strano motivo l’attaccante calabrese rinuncerebbe ad una piazza che lotta per un posto in Europa per tornare e giocarsi una maglia con Tiribocchi, Doni e Chevanton?

Guberti andrà al Bari, Cigarini se lascia il Napoli passa alla Fiorentina. Tissone da Genova non si muove e se dovesse farlo non tornerà di certo a Bergamo: poteva farlo in passato, Del Neri lo voleva ma evidentemente in società hanno altri obiettivi.

In entrata probabilmente qualcosa ancora succederà, Osti ha dichiarato dopo la gara con l’Inter che l’Atalanta si muoverà come ha sempre fatto verso quei giocatori che possono dare una mano e rientrano nei parametri. Ernesto Chevanton è il primo nuovo arrivo, se fisicamente è a posto rischia di essere lui l’uomo decisivo dei prossimi mesi. Daniele Capelli probabilmente tornerà alla base, Conte lo ha avuto ad Arezzo, ma dopo questi innesti è possibile che non arrivino altri colpi di un certo livello.

Si parla del centrale uruguaiano della Reggina Valdez, ottimo difensore che fu ad un passo dalla Lazio.

Schelotto, giovane in comproprietà con il Cesena, rischia seriamente di non arrivare nemmeno a giugno. Tra le due società non c’è alcun accordo specifico, solo buoni rapporti. Tanto per capirci, se una grande si presenta a Cesena con un bel gruzzolo i bianconeri aspetteranno le buste e alla Dea resterà solo un’importante plusvalenza.

Qualcuno storce il naso ma, signori, cosa si pretende dalla prossima campagna di rafforzamento? Spese pazze e investimenti fiume? Se uno la pensa così, finge di non conoscere la realtà. L’Atalanta pescherà uomini interessanti in serie B oppure cercherà qualche affare all’estero. E’ sempre stato così. Migliaccio e Zampagna sono scommesse vinte, Paolucci e Simone Inzaghi due di quelle perse. Nessun nome da urlo, nessuna follia.

La rosa attuale, comunque, offre ampie garanzie. Urge recuperare tutti e serve un cambio di rotta da parte di uomini chiave come Guarente e Doni ma è giusto non smantellare. Per il gioco di Conte manca un centrocampista centrale, nessuno si dimentichi che Barreto non è praticamente mai stato a disposizione del tecnico pugliese e quindi si attenderà il suo recupero.

Giocatori delusi dalle grandi squadre? No, grazie. Il rischio che vengano a farsi una gita è altissimo considerando che l’ingaggio dovrebbe pagarlo il mittente.

Teniamoci stretti i nostri ragazzi, Manfredini, Talamonti e Guarente non partiranno e fino a giugno sicuramente daranno una mano. Pochi ma buoni, dicono i saggi. I nuovi arrivi dovranno essere così, altro all’Atalanta non serve. Conte e Ventrone alleneranno le gambe, se anche la testa ricomincia a girare come qualche mese fa l’Atalanta si salverà. Perché le altre non sono più forti, perché questa squadra e questa città meritano di restare in seria A.

Fabio Gennari

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