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Economia

Cisl: potere d’acquisto dei pensionati in calo

Di Redazione21 dicembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Secondo la Cisl cala il potere d'acquisto delle pensioni

Secondo la Cisl cala il potere d'acquisto delle pensioni

“L’Istat ha sancito che le pensioni nel 2009 hanno permesso ai pensionati di introitare lo 0,1% in più al mese, una cifra che ora l’INPS vuole recuperare. A gennaio si annulla così l’aumento dello 0,7% previsto, ma che al contrario la mensilità di gennaio calerà dello 0,6, alla faccia delle tante promesse fatte da un Governo, debole coi forti (basti pensare alla gestione dello scudo fiscale) ed inesorabile fino al ridicolo coi deboli, che deve imparare ad ascoltare le rivendicazioni sindacali che riguardano innanzitutto la riduzione del carico fiscale che grava sui lavoratori e sui pensionati che in questo paese contribuiscono ad introiti fiscali per più dell’80 per cento. Da tempo chiediamo una revisione delle aliquote fiscali e un diverso paniere tarato sui consumi specifici delle persone anziane”. E’ quanto ha affermato nei giorni scorsi Fausto Gritti, segretario generale della FNP CISL di Bergamo all’indomani della pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del decreto del Ministero dell’economia che fissa il valore definitivo per il 2009 e revisionale per il 2010 per l’adeguamento delle pensioni.

“Le pensioni nel 2010 – afferma il segretario generale della FNP/CISL – aumenteranno dello 0,7 per cento. Così sancisce il decreto dei ministri dell’Economia e del Lavoro. Tale aumento corrisponde, secondo il decreto citato, alla variazione percentuale degli indici dei prezzi al consumo per le famiglie di operai e impiegati nel periodo da gennaio a settembre del 2009; per i mesi di ottobre, novembre e dicembre è stato utilizzato un indice pari a quello di settembre. Una metodologia che noi contestiamo da sempre.

“Per effetto di tali aumenti – si legge nel comunicato stampa diffuso ieri – le pensioni minimea gennaio scenderanno da 458,20 a 455,25 mentre a febbraio saliranno a 461,41 €: un incremento di 11 centesimi in più al giorno. Invece le pensioni da mille euro al mese aumenteranno di ben 24 centesimi al giorno, soggetti a tassazione, per cui, malgrado le promesse, aumenterà la pressione fiscale sulle pensioni”.

Riflessioni amare contenute anche in un documento unitario con il quale SPI, FNP e UILP ricordano che “occorre ricordare che già oggi, secondo l’Ocse, in Italia le pensioni sono tassate in misura doppia rispetto alla media europea. Il decreto ministeriale ha anche deliberato che l’importo della rata di pensione in pagamento nel mese di gennaio 2010 sarà inferiore alle rate riscosse nei mesi precedenti. Infatti l’aumento provvisorio sulle pensioni del 2009 era stato calcolato al 3,3 per cento ma l’accertamento definitivo, a parere del Governo, lo ha ridotto al 3,2%. Bisogna quindi restituire lo 0,1 mensile riscosso indebitamente. A gennaio – concludono le sigle pensionate di CGIL CISL UIL – verrà quindi calcolato su ogni pensione italiana un aumento dello 0,7% e una diminuzione dell’1,3% (pari allo 0,1 per 13 mensilità) e tutti riceveranno di meno”.

Attilio Rimoldi, segretario generale della FNP Lombardia, in sede di Consiglio tenuto a Bergamo nei giorni scorsi, ha ricordato come “la dirigenza del sindacato ha chiesto, per evitare questa situazione, uno spostamento della parte da restituire a quando ci saranno dei risultati positivi in termini di minor tassazione fiscale“.

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