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Politica

Formigoni sull’arresto di Prosperini: esercitare l’arte del dubbio

Di Redazione18 dicembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni

Il presidente della Regione Lombardia Roberto Formigoni

MILANO — Come annunciato ieri, il presidente della Regione Lombardia, Roberto Formigoni, è intervenuto nell’aula del Consiglio regionale sulla vicenda di Pier Gianni Prosperini, tratto in arresto il 16 dicembre.

Formigoni non ha ritenuto di ripercorrere “fatti noti” tanto più che “in queste ore è emersa un’abbondanza di particolari anche grazie a un ampio utilizzo di materiale ricavato da intercettazioni telefoniche (che di per sè è coperto da segreto istruttorio e come tale non dovrebbe essere divulgato)”.

“Spetta ora al magistrato inquirente – ha notato Formigoni – dimostrare l’eventuale effettiva colpevolezza del nostro collega, poichè così stabiliscono le regole della civiltà giuridica. Noi seguiremo come sempre con attenzione e rispetto tale attività, ben sapendo tuttavia che ciò che spesso appare in un primo momento evidente e solare, viene rovesciato poi nel dibattimento”.

Il presidente della Regione ha ricordato a questo proposito l’esempio recentissimo di Alberto Stasi (“descritto unanimemente dal sistema mediatico-giudiziario come colpevole, scagionato poi come del tutto innocente”); quello di Milena Bertani, assessore nella Giunta Formigoni 2000-2005, “arrestata per flagranza di reato, costretta a dimettersi, a lasciare la vita politica e scagionata come completamente innocente nove anni dopo”; ancora, l’esempio dell’ex presidente della Regione Abruzzo, Ottaviano Del Turco, anch’egli arrestato con enorme clamore e rinviato a giudizio oltre un anno dopo con prove sulla cui fondatezza si dovrà esprimere la magistratura giudicante; e, sempre in Abruzzo, negli anni ’92-’93, il caso della Giunta regionale arrestata nella sua interezza e completamente scagionata negli anni successivi”.

“Ricordo ciò – ha sottollineato Formigoni – per far presente che siamo all’inizio di un procedimento, nel quale la pubblica accusa dovrà tentare di dimostrare la colpevolezza della persona, e la difesa avrà modo di argomentare, e solo alla fine si vedrà eventualmente la colpevolezza della persona. Credo che in questo momento dobbiamo esercitare l’arte laica e religiosa del dubbio, sapendo che nella civiltà giuridica la persona è e rimane innocente fino a prova provata del contrario e fino a sentenza definitiva emessa”.

“Ho già espresso ieri – ha ricordato Formigoni – solidarietà a Prosperini, e gli rinnovo gli auguri di poter collaborare con la magistratrura giudicante nel dimostrare la propria innocenza ed estraneità. Ritengo anche opportuno chiedere il più possibile rapidità nelle valutazioni e negli atti, per rispetto delle persone ma anche in considerazione del periodo delicato che attraversiamo”.

“Per quanto riguarda – ha spiegato Formigoni – la procedure oggetto di indagine e direttamente attinenti l’attività istituzionale di Regione Lombardia: nel 2008 è stato attivato il sistema di auditing e controllo interno, la quale non ha riscontrato nessuna irregolarità nelle procedure di aggiudicazione della gara poste in atto dalle strutture amministrative. Ciò non toglie che eventualmente possano esserci state irregolarità esterne a questo procedimento di gara, e su questo appunto sarà la magistratura a indagare e a pronunciarsi”.

Formigoni ha poi informato che “ieri ho immediatamente dato disposizione perché siano effettuati ulteriori controlli e verifiche che contribuiranno in modo fattivo all’accertamento della verità dei fatti e i cui esiti saranno messi a disposizione della Giunta, del Consiglio e della Magistratura.
Inoltre, in ossequio al principio di trasparenza cui si impronta l’azione della nostra Giunta, ho disposto ieri di attivare un fermo anmministrativo che blocchi i flussi finanziari relativi ai contratti, in via cautelativa”.

Intanto lo stesso Formigoni ha confermato di aver trasmesso al presidente del Consiglio regionale, Giulio De Capitani, il decreto con cui assume ad interim le deleghe che erano state affidate a Prosperini.

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