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Italia

Bomba all’Università Bocconi, rivendicazione anarchica

Di Redazione16 dicembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
L'università Bocconi di Milano

L'università Bocconi di Milano

MILANO — Dagli e ridagli siamo arrivati alle estreme conseguenze. Gli allarmi sui rigurgiti del terrorismo lanciati dal ministro degli Interni Roberto Maroni si sono materializzati questa mattina sottoforma di due chilogrammi di dinamite piazzati all’interno dell’Università Bocconi di Milano, una delle più prestigiose della Lombardia.

Il pacco contenente l’esplosivo è stato trovato parzialmente esploso. Dentro, dicevamo, due chili di dinamite collegati a un timer. L’ordigno si trovava in un’intercapedine tra uno sgabuzzino e un corridoio sotterraneo. La bomba sarebbe esplosa alle 3 della notte tra martedì e mercoledì ma solo in parte, per un difetto del congegno elettronico.

Alle 13 è arrivata la prima rivendicazione con una telefonata anonima e un volantino al quotidiano “Libero”. La firma è della “Federazione Anarchica Informale”, che in passato aveva firmato altri pacchi bomba, nell’ambito di azioni dimostrative tese a non colpire le persone.

C’era anche la firma «Sorelle della libertà». Il volantino di rivendicazione, stando a quanto si apprende, sarebbe già stato pubblicato su un sito, avvertendo che l’attentato sarebbe solo un inizio di una nuova campagna.

L’ordigno, secondo quanto appreso, non sarebbe stato atto a offendere persone. Nell’ateneo milanese mercoledì pomeriggio era in programma l’inaugurazione di «Bag», la nuova «Bocconi Art Gallery», seguita da un concerto.

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