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Bergamo

Troppe tasse sugli incentivi: in 250 chiedono il rimborso

Di Redazione14 dicembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
In 250 hanno fatto ricorso

In 250 hanno fatto ricorso

BERGAMO — Da mille euro fino anche a 22mila: sono i soldi persi da alcuni lavoratori bergamaschi a causa di maglie troppo strette della burocrazia per ottenere il rimborso fiscale dell’incentivo all’esodo. Lo rende noto il responsabile dell’Ufficio vertenze della Cgil di Bergamo Carmelo Ilardo.

Sono oltre le 250 persone che si sono rivolte allo sportello che la CGIL di Bergamo ha aperto nel gennaio scorso proprio per il recupero dei soldi dovuti. A 60 di queste è già stato garantito il rimborso. Per gli altri casi, sono in corso i contenziosi amministrativi.

L’incentivo all’esodo individuale è la somma in denaro erogata in cambio delle anticipate dimissioni volontarie del lavoratore. La legge italiana sull’incentivo applicava una tassazione differenziata tra i sessi: un abbattimento del 50 per cento dell’aliquota prevista per le donne che avessero già compiuto i 50 anni, mentre per gli uomini l’età minima per godere della riduzione fiscale era di 55 anni.

Ma, dopo una sentenza del luglio 2005 e più perentoriamente con una direttiva di fine 2008, la Corte di Giustizia europea ha stabilito che la norma italiana in merito alla tassazione dell’incentivo all’esodo individuale è contraria alle direttive europee nella parte in cui non assicura parità di trattamento tra uomini e donne in materia di lavoro. Pertanto anche agli uomini spetta l’agevolazione dell’abbattimento a partire dai 50 anni. Questo provvedimento ha provocato un ricalcolo delle agevolazioni fiscali.

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