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Economia

Pesenti: cogliere le opportunità dopo la crisi

Di Redazione14 dicembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Giampiero Pesenti

Giampiero Pesenti

Il ripensamento strategico del rapporto fra il settore del credito e il mondo industriale, dopo la crisi sistemica che ha determinato il recente shock economico e finanziario, è il modo concreto per dare un sostengo alla “exit strategy” e offrire prospettive di ripresa all’economia reale. E tutto questo senza perdere di vista la percezione etica ed i valori di fondo della “sostenibilità” che caratterizzano il corretto processo di sviluppo economico. Questo il messaggio del sesto convegno organizzato dalla Fondazione Italcementi Carlo Pesenti che si è tenuto oggi alla fiera di Bergamo e che consolida un importante appuntamento di discussione sui principali temi economici e industriali che ha visto negli scorsi anni la partecipazione di premi Nobel come Joseph Stiglitz e Michael Spence e di economisti e di esponenti del mondo accademico come Alberto Alesina, Taotao Chen, Domenico Siniscalco e Tito Boeri.

Dopo il saluto iniziale del presidente della Fondazione, Giovanni Giavazzi, i lavori hanno messo a diretto confronto, sullo scenario dei primi segnali di un “dopo crisi” illustrato dall’analisi di Mario Deaglio, i principali attori del mondo del credito e dell’industria italiana. Corrado Passera, consigliere delegato di Intesa Sanpaolo e Alessandro Profumo, amministratore delegato di Unicredit da una parte e Andrea Guerra, amministratore delegato di Luxottica e Giorgio Squinzi, amministratore unico di Mapei e presidente di Federchimica dall’altra, hanno discusso il tema – sostenuto
da Giorgio Barba Navaretti, ordinario di Economia Politica dell’Università degli Studi di Milano, che ha coordinato il dibattito – di un necessario nuovo “ponte” e di nuove regole per lo sviluppo del Paese. Nonostante i primi segnali di miglioramento congiunturale, la persistente debolezza della domanda con le conseguenti implicazioni di lungo periodo, quali la crescita della disoccupazione e il calo degli investimenti, hanno posto infatti una sfida molto difficile alle banche e alle imprese determinando la necessità di una revisione non solo delle regole e dei controlli sui mercati ma anche dei vincoli e degli obiettivi alla base delle reciproche relazioni operative.

Il tema delle regole e della supervisione dei meccanismi di mercato, peraltro recentemente affrontati dalla stessa UE, e soprattutto la necessità di una condivisa gerarchia dei valori è stato intensamente sottolineato dal contributo dell’ex presidente della Repubblica Carlo Azeglio Ciampi. “Negli ultimi venti anni abbiamo assistito al progressivo dilatarsi della dimensione della finanza globale, fino ad essere del tutto svincolata dalle esigenze dell’economia reale. Con un ribaltamento di paradigma, la finanza da ancilla è divenuta domina – ha sottolineato Ciampi nel messaggio video con cui ha voluto partecipare ai lavori del convegno delle Fondazione Italcementi – Nelle sedi preposte a scrivere nuove regole per la finanza i lavori proseguono con impegno, nonostante la difficoltà di comporre interessi talora configgenti. Siamo fiduciosi che i risultati non tarderanno”.

“Ma – ha aggiunto – regole severe, supervisione coordinata potranno poco o nulla se non si fa strada e non attecchisce l’idea che è necessario un cambiamento radicale di registro, individuale e collettivo, nel modi di intendere e sentire la finanza e l’economia; soprattutto se non si rivede la gerarchia di valori dove l’una e l’altra si collocano”.

A chiusura dei lavori, Giampiero Pesenti, presidente di Italcementi, nel ringraziare i partecipanti ha voluto sottolineare la necessità di una continua
tensione morale oltrechè imprenditoriale per saper cogliere, anche in momenti di difficoltà come l’attuale, segnali in grado di fare emergere scenari di positivo cambiamento: “Momenti di grave crisi sono anche momenti di grande opportunità”.

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