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Politica

Mazzoleni (Udc): Formigoni nostro candidato ideale alle Regionali

Di Redazione9 dicembre 2009 Decrease Font Size Increase Font Size Dimensione testo Stampa questo articolo
Giuseppe Mazzoleni

Giuseppe Mazzoleni

BERGAMO — Accordi ad assetto variabile e in Lombardia una possibile convergenza su Roberto Formigoni. Potrebbe essere questa la strategia dell’Udc in vista delle elezioni regionali del prossimo anno. Ne abbiamo parlato con un esponente di spicco dell’Unione di Centro bergamasca: Giuseppe Mazzoleni, unico consigliere comunale delle formazione di Casini e già candidato sindaco.
Mazzoleni, dieci giorni fa gli stati generali dell’Udc. Cosa ne è uscito?
C’è una volontà di andare da soli in generale, ma anche la volontà di dialogare con le giunte in cui si era presenti, dando una certa libertà regionale alle decisioni. A livello nazionale si dice che dentro al Pdl ci siano delle frizioni e altri contrasti con la Lega. Nel disegno casiniano, tutto questo potrebbe significare l’avvicinamento da parte di qualcuno verso il centro. Il ragionamento è: il Pdl è sotto scacco della Lega, il Pd è sotto scacco di Di Pietro, probabilmente queste situazioni non conviveranno per molto tempo.
Dunque puntate a intercettare il ceto moderato scontento di entrambe gli schieramenti…
Esatto. E’ quanto accaduto per esempio con Rutelli che si è staccato dal Pd è sta cercando di costruire un gruppo da diffondere a livello regionale per creare consenso intorno a questa “corrente”. La sua idea è quella di convergere in un contenitore che sta al centro.
Ma questo centro sarà composto da Rosa Bianca più Udc o Udc più Rosa Bianca?
Vorrei uscire da questa logica e chiamarlo partito x. Deve essere un contenitore dove ognuno abbia la possibilità di esprimersi in un contesto democratico. Il peso di ciascun componente deriva certamente dai numeri. Ma la logica è quella di trovare un punto di incontro per questo partito x.
Sarà un partito a vocazione maggioritaria?
Bella domanda. L’attuale status vede una logica bipolare ma non bipartitica. Sono almeno cinque i partiti presenti. I malumori di destra e sinistra stanno facendo scaturire un soggetto nuovo, un partito di centro in cui si convogliano i moderati. I dati dicono che l’Udc sta crescendo, con proiezioni al 6-7 per cento in questo momento. L’obiettivo è far crescere il soggetto di centro.
Che ruolo ha Fini in tutto questo?
Credo che il suo obiettivo sia di smarcarsi dal Pdl. Ha delle simpatie nei confronti di Casini. Il fatto che abbia occupato la sedia che l’altro ha occupato prima li rende più affini. Dal punto di vista storico politico è una cosa che può far pensare, visto che il passato dei due personaggi è abbastanza diverso. Però se dobbiamo vedere una nuova politica, orientata non al populismo ma al bene dei cittadini, credo che il grande dinamismo di questo periodo possa portare ad avvicinare i due, cosa impensabile fino a 5 anni fa.
Regionali. Accordi ad assetto variabile per ogni Regione?
In teoria sì.
In Lombardia?
Se ne parlerà dopo Capodanno. La Lombardia è il motore dell’Italia e uno dei 4 motori d’Europa. Gli interessi che ruotano lì intorno sono tanti. La logica da applicare in Lombardia potrebbe essere funzionale al resto delle altre regioni e al loro equilibrio complessivo. In ogni caso credo che la Lombardia sarà una delle ultime regioni a trovare un assetto per il nuovo governo.
Roberto Formigoni può essere il vostro candidato ideale?
Assolutamente sì. Credo che abbia governato benissimo in questi 15 anni. Penso sia la persona giusta al posto giusto. Credo che sia una persona assolutamente valida a condurre la Lombardia per altri 5 anni.
La pensa così anche Pezzotta?
Pezzotta è arrivato dopo una brillante carriera nel sindacato e si è posizionato fra coloro che vedono meglio andare da soli e contarci. Io credo invece in un dialogo intenso e forte con le attuali forze politiche. Primo perché il dialogo è la base della dialettica politica. Secondo perché aver governato per 15 anni con gli altri partiti in Regione ha mostrato che non c’è alcun problema di persone o di programmi.
Ma dal punto di vista dei numeri, l’Udc è indispensabile per governare in Lombardia?
No, non lo è. Ma se la vediamo in una logica di questo tipo bisognerebbe scaricare tutti e dir loro, dopo aver fatto un percorso insieme: beh non ci servi più, te ne vai. Credo, al contrario, che possa esistere una politica più serena, più proiettata a quello che è il bene comune. Se siamo riusciti a portare avanti delle valide iniziative congiunte, credo che sia opportuno valutare la possibilità di andare ancora insieme.
Come vede, invece, la possibilità di andar da soli?
Andare da soli, lo abbiamo visto alle amministrative, comporta alcune difficoltà, ma anche dei vantaggi. Uno di questi è la possibilità di essere critici con entrambi gli schieramenti. Ma francamente credo che possiamo esserlo anche stando all’interno di una coalizione, cercando di esserne da stimolo. Non lo vedo come una cosa pregiudizievole. Anche se mi rendo conto che i numeri possono essere dalla loro parte e possono dire: non giochi più con noi.
A proposito di dialogo. A Bergamo sul Pgt avete votato a favore, sul Crocefisso nelle scuole anche. Avete più punti di contatto col centrodestra che col centrosinistra attuale…
I punti di contatto si possono trovare sempre, sia a destra che a sinistra. Sul Pgt abbiamo votato con la maggioranza anche se il piano è criticabile perché poteva essere migliorato. L’impianto era già ben fatto dalla precedente amministrazione. Alcune modifiche a mio avviso lo hanno reso un pochino più bello. Ho delle perplessità sull’area della Grumellina. Non tanto perché non voglia la cittadella dello sport che è uno dei miei obiettivi, portati avanti in campagna elettorale: ritengono positivo far vivere attraverso gli impianti sportivi una zona della città anche al di fuori degli eventi agonistici. Ho qualche dubbio invece che possa essere fatta lì, perché potrebbero esserci problemi legati alla viabilità e ad altre strutture.
Qualche commentatore ha visto il vostro voto come un’apertura di credito nei confronti del centrodestra?
Non ci sono delle aperture di credito, semmai delle affinità nell’ottica del bene comune dei cittadini. Aperture di credito? In città, in questo momento non hanno bisogno dell’Udc per governare. Quindi la logica è quella dell’analisi vera e propria del Pgt.
Quindi il vostro è un atteggiamento di pragmatismo e non di pretattica?
Non ci vedo della gran pretattica, ma un Pgt positivo ma migliorabile. Poi, per carità, siamo aperti al dialogo…
E sulla questione del Crocefisso?
Qui arriva qualcuno che viene a casa tua e dice: togli quella cosa. Eppure il Crocefisso non dà fastidio né offende alcuno, ed è lì da secoli. A casa propria esistono delle tradizioni e delle regole che ognuno desidera conservare. Se arriva qualcuno dall’esterno la prima cosa che dovrebbe fare è rispettare questi aspetti. Quando vado in paesi buddisti per esempio rispetto le loro regole…
E della moschea ad Azzano, che dice?
La libertà di culto in questo momento è garantita a Bergamo. Poi c’è la questione della pianificazione del territorio. L’attuale moschea di via Cenisio ha creato problemi di viabilità, parcheggi e rumore dando noia ai residenti. Si poteva dare un’altra area? Forse. L’amministrazione però ha fatto una scelta legittima. Ha detto: in questo momento non voglio pensare a un’altra area, realizzo invece un parcheggio vicino a quella attuale per gestire al meglio il flusso di fedeli musulmani in arrivo. Per ora l’hanno risolta così. Il Pgt comunque è uno strumento dinamico, per cui si vedrà.
Si dice che in questo momento il popolo cattolico voti più Lega che Udc…
Questo non lo so. Il voto dei cattolici in questo momento è trasversale. Votano Pd, Italia dei valori, Udc, Pdl e Lega. Il cristianesimo d’altronde fa parte della cultura democratica europea e mi dispiace che non sia stato inserito nella Costituzione europea.
Altro punto di contatto con la Lega…
Vero. Come è vero che il cattolico cristiano oggi non si identifica più con un solo partito ma con alcune idee, più allargate. Sul voto a livello locale, poi, sentiamo la forza di trascinamento dei grandi personaggi nazionali.
I personaggio locali invece: Valerio Bettoni sarà uno dei vostri candidati alle regionali?
Non è che non voglia rispondere, ma in questo momento non lo so. Bettoni è un uomo di spessore, ha portato buoni risultati a livello di provincia. Lo abbiamo incontrato spesso. Io l’ho incontrato a Chianciano. Ma i candidati saranno funzione di quello che sarà lo schieramento in Lombardia, e se si andrà da soli o meno.

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